Com’è cambiato l’atteggiamento degli italiani verso le vaccinazioni

da | 29 Mar 2020 | novax, vaccinazione, vaccini

Un tema scientifico che ha sicuramente animato il dibattito pubblico degli ultimi anni è stato quello relativo alle vaccinazioni. Numerosi commenti interpretano questo tema in chiave di scetticismo nei confronti della scienza e indice di un sempre più diffuso “antiscientismo”.

Leggendo le pagine dei principali quotidiani o le discussioni che animano i social network potremmo pensare che la resistenza e lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni sia ampiamente diffuso. Si tratta, tuttavia, di un’impressione non supportata dai dati analizzati da Observa Science in Society, un istituto di ricerca indipendente che si occupa dei rapporti tra scienza e società.

Dal 2015 Observa monitora le opinioni degli italiani sul tema dei vaccini. I dati più recenti evidenziano un cambiamento significativo negli atteggiamenti rispetto alle precedenti rilevazioni. Da sottolineare, in particolare, il trend che segna una significativa riduzione delle posizioni più avverse all'obbligo vaccinale e alla pratica vaccinale. Nel 2015, infatti, più della metà dei cittadini riteneva che solo un numero limitato di vaccinazioni dovesse essere obbligatorio, lasciando al singolo di decidere sulle altre, e quasi un italiano su cinque era contrario a ogni tipo di vaccinazione. L’ampio dibattito pubblico, le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e le decisioni prese dal Governo italiano che hanno reso obbligatorie una serie di vaccinazioni per i bambini hanno determinato un cambiamento nell'opinione pubblica: la quota di quanti ritengono che tutte le vaccinazioni dovrebbero essere obbligatorio è cresciuta di 31 punti percentuali, raggiungendo il 54,2%. Si dichiarano contrari a ogni obbligo di vaccinazione solo il 4,5% degli italiani, una quota che si è ridotta dal 19% del 2015 e dimezzata dall'8,1% del 2017. Il 44% dei cittadini ritiene che l’obbligo debba essere limitato solo ad alcune vaccinazioni, lasciando al singolo cittadino la possibilità di decidere sulle altre; anche in questo caso va registrata una diminuzione significativa rispetto al dato del 2015 (57%).

 

Riferimenti Bibliografici

Bucchi, M. Scientisti e antiscientisti. Perché scienza e società non si capiscono, Bologna, Il Mulino, 2010.


Bucchi, M. e Saracino, B., “Scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia nel 2019”, in Pellegrini, G. e Saracino, B. (a cura di) Annuario Scienza Tecnologia e Società 2019, Bologna, Il Mulino, 2019.


Saracino, B. e Rubin, A. L’andamento della copertura mediale sul tema vaccini

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fonte: Margherita De Bac - Corriere della Sera

I giudizi sull'obbligatorietà e gli effetti dei vaccini

Su quali giudizi si fondano questi atteggiamenti? Su un tema come l’obbligatorietà vaccinale, il giudizio è netto: un italiano su due pensa che sia giusto obbligare a vaccinare i bambini per non mettere a rischio la salute di altri. Il 33,1% dei cittadini ritiene che i benefici dei vaccini siano sempre superiori ai potenziali rischi. Una quota minore, ma non trascurabile, pensa che la scelta, come in tutto ciò che riguarda la salute, spetti al singolo (10,9%). Solo il 6% ritiene che i vaccini servano esclusivamente ad arricchire le aziende farmaceutiche che li producono.

 La propensione a ritenere che i benefici dei vaccini siano sempre superiori ai potenziali rischi diminuisce al crescere dell’età e aumenta al crescere del livello di istruzione e di esposizione alla scienza nei media. L’idea che sia giusto obbligare a vaccinare i bambini per non mettere a rischio la salute di altri è più frequente al crescere dell’età ma è meno frequente al crescere del livello d’istruzione e di esposizione alla scienza nei media.

 

         opinioni degli italiani sulle vaccinazioni (2018)

 

il giudizio è netto: un italiano su due pensa che sia giusto obbligare a vaccinare i bambini per non mettere a rischio la salute di altri

«Fake news», credibilità e fiducia nelle fonti d’informazione

Il tema della credibilità e della qualità dell’informazione è uno degli argomenti che più animano il dibattito pubblico attuale. Le cosiddette «fake news» che circolano sul web e sui social, anche su argomenti legati a temi di scienza e tecnologia, sono additate come nemico pubblico numero uno da scienziati e ricercatori in quanto principale veicolo di sostegno a posizioni pseudoscientifiche, in grado di alimentare una crescente sfiducia negli esperti e nelle fonti istituzionali. È un’idea che non trova affatto riscontro nei dati. Per i cittadini italiani la fonte più credibile sui vaccini sono infatti i medici di base e i pediatri, indicati da più di un italiano su due. Al secondo posto tra le fonti di cui gli italiani si fidano di più ci sono gli opuscoli e le campagne istituzionali (15,2%), mentre forum sul web e i social sono ritenuti credibili dal 3,2%.

 

di chi si fida maggiormente per avere informazioni accurate sui vaccini? (2018)

sul tema vaccini gli italiani di chi si fidano? per la maggior parte dei medici di base e dei pediatri

Il ruolo delle policy e della comunicazione

Come è possibile interpretare questi dati, e soprattutto simili cambiamenti? L’ipotesi più verosimile è che sia i numerosi casi di cronaca (infezioni e decessi legati a patologie infettive), sia le decisioni prese dal Governo abbiano avuto un peso; più in generale, che il rilievo crescente della questione vaccini abbia portato a definire posizioni che in precedenza poggiavano su basi più superficiali. Una conferma di questo viene dal fatto che il giudizio positivo sui benefici dei vaccini aumenta con l’esposizione a contenuti medico-scientifici nei media.  È possibile che a spostare gli orientamenti abbia contribuito anche un effetto cosiddetto di “spirale del silenzio”, portando alcuni italiani con opinioni meno definite a convergere verso posizioni percepite ormai come maggioritarie.

Quello che è chiaro è che al momento le posizioni anti-vaccini, pur essendo sostenute da una minoranza particolarmente attiva e ‘vocale’ (oltre che mediaticamente facilmente ‘notiziabile’), sono nettamente minoritarie nell'opinione pubblica italiana; che per quanto visibile e amplificabile, quando si tratta di questioni così rilevanti il ruolo dei social media risulta nettamente ridimensionato rispetto alle fonti istituzionali. Un’ulteriore indicazione di quanto sia importante, in questo ambito, accompagnare le decisioni di policy con una comunicazione che non si limiti a rispondere all'emergenza ma coltivi un rapporto di fiducia nel lungo periodo.

i NO-VAX sono, in questo momento,  particolarmente attivi ma di fatto sono solo una esigua minoranza

 

un contributo dall'Accademia Nazionale dei Lincei


Lo scopo del documento della Accademia Nazionale dei Lincei è di mettere a disposizione della comunità i pilastri sui quali si fonda lo sviluppo dei vaccini, oltre che di condividere alcune delle sfide dell’attuale ricerca in immunologia e in vaccinologia.

Grazie alla concomitanza di fattori diversi, l’aspettativa di vita nelle nazioni più ricche è raddoppiata negli ultimi cento anni. Tra i fattori che concorrono al raggiungimento di questo risultato, i vaccini sono l’intervento medico a più basso costo che ha permesso di sconfiggere malattie che provocano disastrose epidemie: secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i vaccini salvano nel mondo 5 vite ogni minuto, 7.200 ogni giorno. Un concetto chiave legato ai vaccini è la condivisione: perché la protezione sia efficace la maggior parte della popolazione deve essere vaccinata. Il fatto che nelle nazioni più povere non tutti abbiano accesso ai vaccini costituisce un grave problema di salute globale e un’ingiustizia sociale.


 


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