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Rispondi a: Considerazioni di principio e di metodo

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#403
Angelo Bersini
Partecipante

Sono sostanzialmente d’accordo con quello che ha scritto Michele. Mi limito a fare qualche osservazione sul primo punto suo intervento, a proposito di “problemi” e dell’esigenza (o meno) di fornire “competenze” per “risolverli”. Io partirei da quello che dice il prof. Cavalli a proposito dell’educazione politica come “saper consapevolmente prendere posizione” che mi sembra un modo molto chiaro ed efficace di porre la questione in ciò che ha di più essenziale. Ora, si può sentire il bisogno di prender posizione solo nei confronti di ciò che risulta problematico. E se ci chiediamo perché questo avvenga così poco (soprattutto fra i ragazzi di oggi, rispetto alle generazioni precedenti) io risponderei dicendo che c’è soprattutto un difetto di percezione della rilevanza: a molti ragazzi sembra che la società in cui vivono, sostanzialmente, vada bene così com’è. Ha forse qualche problema sì, ma abbastanza marginale e poco avvincente (e spesso molto poco comprensibile), di cui tanto vale che si occupi qualche specialista (i politici), un po’ come si affida volentieri all’amministratore del condominio l’onere di occuparsi e di risolvere i problemi condominiali, avendo cose molto più importanti ed interessanti da fare (l’idea di demolirlo, il condominio, per costruirne uno nuovo, che un po’ di tempo fa riusciva a coinvolgere molti giovani, è scomparsa, per fortuna). Credo che non percependo qual è l’importanza dei problemi del mondo in cui viviamo i ragazzi non siano spinti a cercare di comprenderli e non comprendendoli siano sempre meno in grado di percepirne la rilevanza (e quando questo feedback negativo in qualche modo si rompe, grazie ad un messaggio a loro comprensibile e di cui è molto chiara anche l’importanza per il loro futuro, i ragazzi si attivano, come dimostra la loro mobilitazione per il mutamento climatico). E’ per questo che alla riunione dell’altro giorno dicevo che sarebbe utile una esplicitazione degli aspetti più problematici di ciascuno degli ambiti in cui il portale sarà suddiviso, non perché creda nella possibilità di fornire delle competenze astrattamente metodologiche di problem solving, né perché voglia offrire delle soluzioni preconfezionate (anche se trovo giusto tener conto dell’osservazione fatta l’altro giorno dalla studentessa che è intervenuta: va bene i problemi, ma magari mettiamoci anche qualche soluzione…).