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Considerazioni di principio e di metodo

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  • #386
    Michele Gardini
    Partecipante

    Buongiorno a tutti. Ho lasciato sedimentare la ricchezza di spunti presentata dal nostro incontro per un tempo ragionevole, e provo ora a condividere alcune idee, riproponendo in parte quanto già espresso sinteticamente in quella sede. Per pure ragioni di sintesi e utilità, lo farò in forma piuttosto assertoria, intersecando criticamente tre piani: PRAGMATISMO, EMPIRISMO, POSTMODERNO.
    – Non solo il portale non deve avere carattere “accademico” ed eccessivamente ingessato (l’effetto sui ragazzi sarebbe immediatamente repulsivo), ma neppure insistere troppo sull’idea di fornire loro “competenze”, per eccellenti che siano. La cittadinanza, intesa come valore, non è una serie di problemi da risolvere (problem solving), ma innanzitutto una forma di convivenza e di realizzazione di sé. Credo cioè sia necessario, anche attraverso queste preziose opportunità, prendere gradualmente le distanze da un modello di pedagogia pragmatista, strettamente procedurale e applicativa, che a me sembra più il problema che la soluzione di tutti i mali. La Bildung cui si faceva riferimento nei documenti preparatori e nella discussione deve tenere a distanza modalità imperanti di consumo veloce di informazioni, e non deve dare l’idea di fornire soluzioni “ready-made”, fatte per l’assimilazione immediata e per l’altrettanto sicuro oblio.
    – Trovo molto convincente, da questo punto di vista, l’idea di partire “dal basso”, da casi concreti e situazioni d’attualità, per elevarsi gradualmente (mediante opportuni link) al piano del concettuale e del giudizio. Anche qui, non bisogna tuttavia feticizzare l’attualità in senso empirista (altro modello sicuramente da emarginare “in re scholastica”), come se il “qui e ora” fosse ciò che è più certo e più saldo. Lo “here and now” presentato come stimolo iniziale dev’essere – com’è di fatto e di diritto – quanto di più incerto dilemmatico, antinomico: deve suscitare l’urgenza della chiarificazione concettuale e del giudizio discriminante non come forme di rassicurazione e di “chiusura”, anche emotiva, che liquidano il problema, ma quasi come grammatica dello stesso nella sua problematicità e, al limite, insolubilità. Fare dunque passare l’idea che i concetti non sono soluzioni di casi problematici, ma loro prolungamento sul piano intellettuale e declinazione chiara e distinta.
    – Questa specie di “ascesa” neoplatonica dell’anima dall’empirico al concettuale e sua “semplificazione” dovrebbe assumere – implicitamente, s’intende – una forma il più possibile narrativa. Lo strumento dovrebbe favorire uno dei molteplici significati di Bildung, la costruzione e ricostruzione di identità personali e sociali in frantumi. L’abuso del rimando, la sua moltiplicazione non governata è una tentazione comprensibile dello strumento tecnologico, ma finisce chiaramente per riprodurre nell’ambiente ristretto del portale, in forme di deriva postmoderna, la stessa anomia e indecifrabilità del presente che non sono la cura, ma la malattia da curare. Si produrrebbe, insomma, non un arricchimento nella semplificazione, ma un impoverimento nell’eccesso. Linkare dunque con giudizio e saggezza: la mediazione tematica dev’essere prodotta dall’utente mediane il portale che la favorisce, non tra il portale e sé stesso mediante l’anello strumentale dell’utente. E’ lo studente, in altre parole, che deve narrare la propria identità di persona e di cittadino, non il portale.
    Grazie a tutti.
    Michele G.

    #391
    Paolo Ferratini
    Amministratore del forum

    Le considerazioni di Michele mi paiono preziose e si incrociano con aspetti del come vorremmo costruire il portale già in parte emersi durante l’incontro. Trovo particolarmente importanti un punto, che mi sembra quello che poi unifica l’esortazione antipragmatista, antiempirista e antipostmoderna del discorso di Michele: il portale deve rendere complementari e dialoganti due parti, News e Biblioteca. Va evitata in tutti i modi la tentazione/deriva Enciclopedia. A questa convinzione di fondo, ahimé, non corrisponde altrettanta certezza su come realizzare percorsi “narrativi”, che conducano dal fatto alla costellazione di concetti e di saperi che permettono di formarsi non solo un’opinione fondata, ma soprattutto un’attitudine problematica nella costruzione della propria identità di cittadini del mondo. Sono graditi proposte ed esempi.

    #393
    Michele Gardini
    Partecipante

    Wikipedia, in calce alle sue voci più importanti, elenca “verticalmente”. ma senza alcun ordine gerarchico, alcune voci di approfondimento per analogia o affinità tematica.
    Noi potremmo pensare invece a una forma orizzontale di rimando, per così dire, “qualificato”. Poniamo che, nella sezione News, l’articolo-stimolo riguardi casi di obiezione alla legge 194. In calce all’articolo, lo studente potrebbe trovare una struttura linkabile in ogni sua parte ma già “preordinata” in uno sviluppo logico, del tipo:

    legge 194 (testo) -> diritti soggettivi -> obiezione di coscienza -> concordato -> laicità (dello stato)

    Questo intenderei come realizzazione di una “micronarrazione” non lasciata all’alea del rimando compulsivo.

    #394
    Alice Maraffa
    Partecipante

    Comincerei col dire che mi trovo molto d’accordo con questa riflessione, e partendo da qui proverei a proporre un formato possibile per la piattaforma.
    Fatti di cronaca (o, se non di cronaca, fatti di cui si sente parlare di frequente) generano domande, che aprono la strada a percorsi “verso il generale”: dopo avere presentato un fatto, a partire da un’ipotetica domanda/urgenza dell’utente, e aver messo in evidenza il tema generale a cui si riconduce, si potrebbero proporre diversi tipi di percorsi in parallelo, permettendo all’utente di scegliere il proprio. Un tema, e dilemmi annessi e connessi, può essere presentato da diverse prospettive: storica/filosofica/letteraria/antropologica/ con esempi concreti (solo per i temi che si prestano bene) di possibili risposte al problema (quelli che chiamavo “esempi virtuosi” e non). Le proposte di percorso potrebbero seguire queste diverse prospettive da cui studiare il problema, ovviamente da presentare in tutta la loro problematicità e non come soluzioni preconfezionate.
    Le notizie-punto di partenza le immaginerei nella home, e il materiale dei percorsi connessi immagazzinato nella biblioteca per macro-temi.

    L’obiettivo credo rimanga partire dall’urgenza del qui e ora per andare al di là di quel qui e ora, ampliando le vedute sia nello spazio sia nel tempo.
    Ritengo importantissimo riuscire a fornire prospettive a che permettano di pensare, come dicevo, in maniera creativa, fuoriuscendo dagli schemi con cui vengono normalmente presentate e affrontate le notizie (non “questa posizione vs quell’altra”, ma molteplici punti di vista). Il reale è complesso, ma la speranza è che proprio valorizzando questa complessità scaturiscano soluzioni e percorsi mentali (sempre problematici) nuovi.

    Quindi sostanzialmente:
    -fatto/domanda
    -link per proposte di percorsi diversi (es. “fine vita” : cosa ha detto Seneca a riguardo?/ Qual è il processo che ha portato alla nascita della normativa oggi vigente?/ in altri paesi come funziona?)
    -forum di discussione (?)
    -hai trovato il tema interessante? ecco altri percorsi simili: (e collegamento ad altre notizie di cronaca collegate allo stesso macro-tema).

    Ovviamente questo richiede molto lavoro sulla singola notizia, e impone quindi scelte piuttosto selettive (almeno all’inizio) sia riguardo alle notizie da aggiungere alla home, sia riguardo alle fonti per i possibili modi di affrontare il tema correlato alla notizia. Credo però che la qualità, intesa come riuscire a far apprezzare la bellezza della complessità di un dilemma (per quanto non la si riesca chiaramente ad esaurire), sia da preferire all’esaustività.

    #403
    Angelo Bersini
    Partecipante

    Sono sostanzialmente d’accordo con quello che ha scritto Michele. Mi limito a fare qualche osservazione sul primo punto suo intervento, a proposito di “problemi” e dell’esigenza (o meno) di fornire “competenze” per “risolverli”. Io partirei da quello che dice il prof. Cavalli a proposito dell’educazione politica come “saper consapevolmente prendere posizione” che mi sembra un modo molto chiaro ed efficace di porre la questione in ciò che ha di più essenziale. Ora, si può sentire il bisogno di prender posizione solo nei confronti di ciò che risulta problematico. E se ci chiediamo perché questo avvenga così poco (soprattutto fra i ragazzi di oggi, rispetto alle generazioni precedenti) io risponderei dicendo che c’è soprattutto un difetto di percezione della rilevanza: a molti ragazzi sembra che la società in cui vivono, sostanzialmente, vada bene così com’è. Ha forse qualche problema sì, ma abbastanza marginale e poco avvincente (e spesso molto poco comprensibile), di cui tanto vale che si occupi qualche specialista (i politici), un po’ come si affida volentieri all’amministratore del condominio l’onere di occuparsi e di risolvere i problemi condominiali, avendo cose molto più importanti ed interessanti da fare (l’idea di demolirlo, il condominio, per costruirne uno nuovo, che un po’ di tempo fa riusciva a coinvolgere molti giovani, è scomparsa, per fortuna). Credo che non percependo qual è l’importanza dei problemi del mondo in cui viviamo i ragazzi non siano spinti a cercare di comprenderli e non comprendendoli siano sempre meno in grado di percepirne la rilevanza (e quando questo feedback negativo in qualche modo si rompe, grazie ad un messaggio a loro comprensibile e di cui è molto chiara anche l’importanza per il loro futuro, i ragazzi si attivano, come dimostra la loro mobilitazione per il mutamento climatico). E’ per questo che alla riunione dell’altro giorno dicevo che sarebbe utile una esplicitazione degli aspetti più problematici di ciascuno degli ambiti in cui il portale sarà suddiviso, non perché creda nella possibilità di fornire delle competenze astrattamente metodologiche di problem solving, né perché voglia offrire delle soluzioni preconfezionate (anche se trovo giusto tener conto dell’osservazione fatta l’altro giorno dalla studentessa che è intervenuta: va bene i problemi, ma magari mettiamoci anche qualche soluzione…).

    #459
    Antonella Mele
    Partecipante

    Condivido l’impostazione del portale proposta di Alice: l’utilità e la novità del portale, a mio avviso, dovrebbe risiedere proprio nel respingere, come è già stato detto negli altri interventi, ogni approccio cattedratico o meramente teorico e nell’ essere invece focalizzato sulla realtà che ci circonda.
    Come docente, penso al portale come luogo dove reperire, senza doverlo fare, con notevole dispendio di tempo e di energie, in prima persona, fatti/argomenti/tematiche di attualità esposte nella loro oggettività. Quindi un luogo dove trovare la narrazione oggettiva dei fatti; a seguire vorrei trovare una selezione dei principali e tra loro differenti punti di vista espressi da politici, commentatori, editorialisti, esperti ecc…; a seguire, in via di ulteriore approfondimento, i diversi profili sotto cui il dato reale può essere esaminato, quindi la sua dimensione per es. storica, giuridica, economica, filosofica, scientifica, ecc. a seconda ovviamente delle angolature da cui il fatto si presta ad essere esaminato.
    Penserei ad un collegamento di questi profili alla notizia di partenza mediante link, che sceglierei a seconda dell’aspetto che vorrei approfondire.
    I contenuti meramente teorici o nozionistici eventualmente connessi potrebbero essere proposti utilizzando altri portali già esistenti, mediante link agli stessi. Penso per es. a siti come la Gazzetta Ufficiale o Normattiva, a Wikipedia, ai siti di Istituzioni nazionali (sito del Parlamento, degli organi dell’UE o di altri organismi internazionali dove reperire per esempio fonti normative, composizione e funzioni degli organi che ne fanno parte ecc….).
    Pensando allo studente che visita il sito, e mettendomi nei suoi panni, a mio avviso è fondamentale per il successo del portale, che sia accattivante, moderno, che incuriosisca lo studente e SOPRATTUTTO parli con la sua stessa lingua, sappia rispondere alle sue domande con risposte comprensibili. Quindi uno strumento DEMOCRATICO, accessibile a tutti gli studenti, da quello del liceo fino allo studente del professionale, allo studente straniero e….perché no, appetibile anche per i genitori. Ciascuna di queste categorie di studenti è portatrice di istanze, di competenze, di esigenze, di sensibilità, di culture diverse: il portale deve riuscire a parlare e a farsi capire da tutti loro e, a mio avviso, il suo successo dipenderà da questa capacità.
    Circa l’uso del portale, il docente dovrebbe fungere da veicolatore dello studente all’interno del portale. La conoscenza oggettiva dei fatti esaminati, le diverse opinioni proposte nel portale in relazione all’argomento di interesse scelto, consentirebbero al docente di avviare in classe dibattiti tra gli studenti attraverso i quali far acquisire loro la capacità di esprimere e, soprattutto, argomentare le proprie posizioni con pacatezza e nel rispetto degli altrui punti di vista.
    Per quanto riguarda la selezione delle tematiche da inserire sul portale, oltre a scelte effettuate da un gruppo di lavoro, si potrebbe pensare anche alla possibilità di consentire ai fruitori del portale (docenti e studenti) una segnalazione di quelle di interesse.

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