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Referendum da oggi si firma anche on line

Referendum da oggi si firma anche on line

da | 14 Ago 2021 | firma digitale, referendum, sistema elettorale, SPID

Referendum da oggi si firma anche on line

Referendum da oggi si firma anche on line a partire dalla campagna referendaria EutanasiaLegale attualmente in corso promossa dalla Associazione Coscioni. I contenuti di questo articolo sono tratti, in parte, dal sito della Associazione.

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Referendum da oggi si firma anche on lineleggi anche Referendum e SPID per saperne di più sul parere di alcuni costituzionalisti

 

Alcune delle forme di democrazia dirette presenti in Italia

 

Referendum abrogativo

L’articolo 75 della Costituzione riserva l’iniziativa referendaria ai cittadini (500.000 elettori, le cui sottoscrizioni devono essere raccolte su appositi moduli ed essere autenticate da un pubblico ufficiale). Possono firmare tutti i cittadini italiani che siano elettori. La sottoscrizione può essere fatta anche fuori dal proprio Comune di residenza), o alle Regioni (5 Consigli regionali), questi possono proporre all’elettorato “l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge”.
Il quorum indica il numero minimo di elettori che devono partecipare alla votazione perché il referendum sia valido e perciò idoneo ad abrogare la disposizione oggetto del quesito: esso è fissato nella maggioranza degli aventi diritto al voto. L’articolo 75 stabilisce inoltre che deve essere raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Non tutte le leggi possono essere oggetto di abrogazione tramite referendum: alcune materie sono sottratte dal secondo comma dello stesso art. 75 della Costituzione dall’azione dell’istituto. In più non è possibile abrogare mediante referendum disposizioni costituzionali, gerarchicamente sovraordinate alla legge ordinaria. La Corte Costituzionale, che deve pronunciarsi sulla legittimità costituzionale del referendum, ha esteso l’elenco ritenendo inammissibili referendum che non abbiano oggetto unitario o il cui esito positivo paralizzerebbe l’attività di un organo costituzionale, determinando un vuoto legislativo.

 

Legge di iniziativa popolare

La legge di iniziativa popolare è un istituto legislativo relativo all’iniziativa legislativa, mediante il quale i cittadini possono presentare o al Parlamento o a un ente amministrativo locale (come la Regione), un progetto di legge, che sarà discusso e votato.
L’iniziativa popolare è un istituto di democrazia partecipativa, in quanto la sola volontà del corpo elettorale non produce di per sé effetti sull’ordinamento, infatti vi deve essere anche la volontà del titolare della funzione legislativa (il Parlamento a livello nazionale e il Consiglio Regionale a livello regionale) affinché il testo diventi legge.

Il numero di firme necessarie alla presentazione di una legge di iniziativa popolare varia a seconda dell’istituzione acceduta: per le leggi a carattere nazionale, da presentare in Parlamento, è necessario raccogliere almeno 50.000 firme e presentare la proposta alla Corte di Cassazione. Anche tali firme devono essere raccolte su moduli appositi e devono essere autenticate da un pubblico ufficiale con le medesime modalità previste per le proposte di Referendum abrogativo.

 

Petizione popolare

Una petizione è una richiesta ad un’autorità – generalmente governativa – o a un ente pubblico. Nel linguaggio colloquiale, una petizione è un documento sottoscritto da più individui e indirizzato a un ente pubblico o privato. Per una petizione non è necessaria l’autentica di firma con la registrazione degli estremi di un documento d’identità, per questo le raccolte di firme su Internet hanno lo stesso valore legale anche quando non utilizzano meccanismi di autenticazione dell’utente come la firma digitale. Per la petizione non esiste un numero minimo di firme da raccogliere o la necessità di convalida delle firme. Il Parlamento Europeo prevede che un qualsiasi cittadino può presentare una petizione, individualmente o in associazione con altri.

L’ordinamento legislativo italiano conferisce ai cittadini il diritto di ricorrere allo strumento della petizione popolare all’art. 50 della Costituzione. Il diritto di petizione è inoltre considerato diritto fondamentale dell’Unione Europea e, come tale, inserito nell’apposita Carta dal Parlamento Europeo all’art. 44. Per le petizioni alla commissione europea la raccolta delle firme si può effettuare sia cartacea sia online, ed è necessario inserire almeno nome, cognome e comune di residenza. Non esiste certificazione autentica, le firme servono a dimostrare il consenso dei cittadini sulla richiesta.

L'antefatto: il pronunciamento dell'ONU

Il 29 novembre 2019 il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha dichiarato l’Italia in violazione del Patto sui Diritti Civili e Politici e ha riscontrato una violazione dell’articolo 25, congiuntamente all’articolo 2, nei confronti di Mario Staderini e Michele De Lucia. Più precisamente, il Comitato ha concluso che l’Italia ha violato il diritto di Staderini e De Lucia (e con loro di tutti i cittadini italiani) di partecipare alla vita politica e al governo del Paese -senza ostacoli irragionevoli- attraverso i referendum e le leggi di iniziativa popolare.

Il Patto sui Diritti Civili e Politici è il principale trattato in materia di diritti umani del sistema di protezione dei diritti Umani delle Nazioni Unite. L’Italia lo ha ratificato il 15 settembre 1978. Il Comitato, composto da 18 esperti indipendenti rappresentati tutti gli Stati delle Nazioni Unite, è l’organismo predisposto ad assicurare che gli Stati contraenti del Patto lo rispettino.

Le conclusioni all’unanimità del Comitato nel caso Staderini and DeLucia v. Italy (Comm. 2656/2015) dichiarano che in Italia l’esercizio effettivo del diritto di tutti i cittadini a promuovere referendum è irragionevolmente regolato e, di fatto, impedito da: procedure legislative ingiustamente restrittive e irragionevoli; sabotaggio da parte delle Istituzioni.

Referendum da oggi si firma anche on linescarica la comunicazione 2656/2015pdf (english)

Referendum da oggi si firma anche on linescarica la comunicazione 2656/2015pdf (italiano)

Una volta determinate le Violazioni, il Comitato ha dato all’Italia 180 giorni (entro la fine di Maggio 2020) per: 1) dare pieno ed effettivo rimedio alle vittime della violazione, incluso atto di scusa formale alle vittime della violazione; 2) tradurre e pubblicare la decisione del Comitato, “diffondendola il più ampiamente possibile”; 3) prendere misure per evitare in futuro il ripetersi di violazioni simili, incluso modificare la legge che regola i referendum, assicurando che non via siano più restrizioni irragionevoli alla partecipazione dei cittadini alla vita politica.

il referendum EutanasiaLegale promosso dall'Associazione Coscioni

Mario Staderini, che due anni fa avviò l’importante riforma facendo condannare l’Italia sul tema della #DemocraziaNegata: riforma storica, una vittoria per chi crede che la democrazia sia per tutti. Marco Gentili, Associazione Luca Coscioni, attivista politico malato di SLA e protagonista della recente interlocuzione con il Ministro Colao: “Con il digitale si superano gli ostacoli previsti da una legge di oltre 50 anni fa”

Referendum da oggi si firma anche on line

Pochi giorni fa le commissioni Affari costituzionali e Ambiente hanno approvato all’unanimità la proposta di emendamento sulla raccolta firme per i referendum in modalità digitale, tramite identità digitale (Spid) e carta d’identità elettronica (Cie).  Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la firma digitale da oggi è finalmente realtà. Si tratta di una decisione storica di una riforma epocale che offre la possibilità di firmare online referendum e leggi di iniziativa popolare.

La raccolta firme in formato digitale è una pratica comune in quasi tutta l’Unione europea e in alcuni paesi, come per esempio la Germania, ora anche in Italia, grazie a una pressione politica che ha trovato un prima vera svolta nel 2019 con il caso Staderini-De Lucia, quando le Nazioni Unite hanno condannato la Repubblica italiana per violazioni del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, a causa degli ostacoli alla raccolta delle firme sugli strumenti di democrazia diretta: i ricorsi hanno imposto all’Italia di rimuovere i “irragionevoli ostacoli” alla raccolta firme previsti da una legge del 1970,  ben prima della nascita del web.

Più recentemente una lettera al Ministro Colao sottoscritta da oltre 3000 cittadini a firma del co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni Marco Gentili, attivista politico malato di SLA che si è esposto in prima linea anche con sit in sotto il ministero e appelli attraverso il sintetizzatore vocale grazie al quale si esprime -, il lavoro in Parlamento di Riccardo Magi che ha convinto i colleghi a firmare prima e approvare poi l’emendamento.

Nello specifico, l’emendamento adottato prevede una norma transitoria per cui i comitati promotori possono raccogliere -senza alcuna necessità di intervento da parte di organismi pubblici- le firme per referendum e iniziative popolari con una piattaforma predisposta da ente certificatore convenzionato con l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid); il Comitato promotore può effettuare la raccolta attraverso un applicativo web che prevede l’uso universale della firma elettronica qualificata per firmare la richiesta di indizione di un referendum. In pratica, l’ente convenzionato effettuerà l’identificazione del firmatario tramite Spid, Cie o identificazione remota per poi garantire il servizio di firma del documento con firma elettronica qualificata, oltre all’archiviazione dei documenti firmati. Sarà svolta anche una verifica preventiva che il firmatario non abbia già firmato la richiesta.

Mario Staderini: “Una riforma storica, una vittoria per chi crede che la democrazia sia per tutti. Con la firma digitale il referendum torna ai cittadini, che potranno raccogliere le firme senza dover chiedere permesso ai partiti. È il risultato di anni di battaglie ed è il primo passo verso un ritorno alla legalità internazionale e la rimozione delle irragionevoli restrizioni che ancora limitano i diritti politici.”

Marco Gentili, Presidente Associazione Luca Coscioni: “Con il digitale si supera il meccanismo discriminatorio dell’autentica, oltre che gli ostacoli previsti da una legge di oltre 50 anni fa, come la vidimazione dei moduli e le procedure vessatorie per la certificazione delle firme, e si evita, qualora dovesse peggiorare la situazione sanitaria, di dover uscire di casa per “fare politica”. La proposta iniziale di ampliamento alla firma digitale era destinata a persone con disabilità poi ha prevalso il buon senso e ora è una norma generale. Nessuno si era posto il problema, per esempio, di chi risiede all’estero. Adesso viene finalmente restituita loro la possibilità di sottoscrivere le proposte referendarie.

Prima “messa a terra” di questa importante evoluzione sul tema della democrazia è il referendum attualmente in corso sull’Eutanasia Legale, che entro il 30 settembre dovrà raccogliere almeno 500.000 firme. L’Associazione Luca Coscioni e il Comitato Promotore con la sola raccolta ai tavoli posizionati sul territorio si stanno avvicinando, grazie a uno straordinario coinvolgimento popolare intorno alla tematica, al traguardo delle 400.000 adesioni, che da mercoledì 11 agosto potranno anche essere inoltrate attraverso la piattaforma https://raccoltafirme.cloud/app/

Dal 2022 sarà invece realizzata un’apposita piattaforma governativa per questo uso che diventerà l’unico spazio digitale per la firma dei referendum.

Referendum da oggi si firma anche on lineStato dei Referendum in fase di raccolta firme

Sabato 30 ottobre (2021) si è chiusa la finestra per presentare in Cassazione le firme raccolte per diversi referendum. Alcune parti di quanto segue sono state prese dall'articolo de Il Sole 24Ore del 27 ottobre 2021 " Dalla cannabis al «no green pass», a che punto sono le firme per i referendum" (vedi) 


Cannabis

Il quesito referendario riferito al Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di cui al d.P.R. 309/1990, è stato formulato con il duplice intento di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative di una serie di condotte in materia di droghe. In primo luogo si propone di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza* intervenendo sulla disposizione di cui all’art. 73, comma 1, e di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla Cannabis, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito di cui all’art. 74, intervenendo sul 73, comma 4. Sul piano amministrativo, infine, il quesito propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente destinata a tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa, intervenendo sull’art. 75, comma 1, lettera a). (vai al sito)

Sono state raccolte 620.000 firme. Si caratterizza per aver raccolto le firme necessarie in una settimana grazie alla firma digitale e per aver mobilitato giovanissimi in un momento di grande apatia civica: la metà dei firmatari è tra i 18 e i 25 anni, quasi equamente diviso tra femmine e maschi.


Eutanasia

La Consulta aveva dichiarato lecito l’aiuto al suicidio (articolo 580 del Codice Penale) di fronte al verificarsi contemporaneamente 4 condizioni: malattia irreversibile, assenza di cure, sofferenza psichica o fisica insopportabile, dipendenza da sostegni vitale, oltre naturalmente all’essere in grado di intendere e volere. Dopo che nell’anno precedente la maggioranza giallo-verde non aveva trovato accordi in merito, la nuova maggioranza giallo-rossa ha trovato un terreno comune da cui è nato un testo base dei 2 relatori Alfredo Bazoli (Pd) e Nicola Provenza (M5s), che fa sintesi tra otto proposte di legge presentate e la sentenza della Consulta. l referendum sull’eutanasia abroga l’articolo 579 del Codice Penale, che punisce l’omicidio di consenziente. La legge che ne uscirebbe renderebbe lecito il suicidio assistito anche in persone che non ricadono nelle condizioni indicate dalla sentenza della Consulta del 2019, per esempio le persone depresse.  (vai al sito)

Referendum da oggi si firma anche on lineSono state raccolte 1,2 milioni di firme di firme, di cui quasi 400.000 on line, e sono state depositate in Cassazione l'8 ottobre 2021. L’Ufficio centrale presso la Cassazione ha dichiarato valide 543.213 sottoscrizioni della richiesta referendaria: 481.745 cartacee e 61.561 digitali. Sicché queste ultime sono risultate determinanti per arrivare alle 500.000 firme richieste dall’articolo 75 della Costituzione

La Corte costituzionale ha giudicato inammissibile il referendum sull'eutanasia
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La Corte ha ritenuto inammissibile il quesito "perché, a seguito dell'abrogazione, ancorché parziale, della norma sull'omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili". Lo fa sapere Palazzo della Consulta: la sentenza sarà depositata nei prossimi giorni. (art. 32 cost.)


Abolizione della caccia

Il referendum contro la caccia ha abbondantemente superato la soglia delle 500mila firme (di cui 67.000 on line) è stato l’annuncio della senatrice Virginia La Mura (Sinistra italiana). Che ha aggiunto: «Purtroppo, però, come d’altronde già accaduto per il referendum relativo alla cannabis, si registrano ritardi burocratici da parte dei Comuni per la certificazione delle firme raccolte». La senatrice ha chiesto «alla ministra Cartabia di dare la possibilità di depositare le certificazioni necessarie all’indizione del referendum contro la caccia entro il 15 novembre, posticipando dunque la data prevista». Le firme online sono state quasi 70 mila. L’obiettivo del referendum è eliminare dalla legge 157 del 1992 tutte le parti relative alle attività venatorie. (vai al sito)


Giustizia

Posso dire che ci saranno i referendum» ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, partito promotore insieme ai Radicali della consultazione su 6 quesiti.
- Il primo riguarda l’elezione del Csm (si vuole abolire l’obbligo a candidarsi solo previa raccolta di un determinato numero di firme per evitare il cosiddetto “correntismo”);
- il secondo sulla responsabilità diretta dei magistrati che attualmente non sono tenuti a rispondere di eventuali errori commessi nell’esercizio delle loro funzioni;
- il terzo sull’equa valutazione dei magistrati attualmente fatta dal Csm ma che si vorrebbe estendere anche a rappresentanti dell’Università e dell’Avvocatura nei Consigli giudiziari;
- il quarto sulla separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante;
- il quinto sui limiti agli abusi della custodia cautelare;
- il sesto sull’abolizione dell’automatismo dell’interdizione dai pubblici uffici in caso di condanna per alcuni reati previsto dalla legge Severino per restituire ai giudici la facoltà di decidere.

Referendum da oggi si firma anche on lineLa Corte Suprema ha accolto la richiesta di Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto (secondo l’articolo 75 della Costituzione sono sufficienti 5 Consigli Regionali). Per questo i promotori non dovranno consegnare le firme raccolte in questi mesi


Abolizione Green Pass, firme a rischio

Comuni cittadini e studenti universitari: ecco chi siamo. Il referendum abrogativo delle disposizioni legislative in materia di Green Pass, infatti, è il primo referendum ideato, organizzato e promosso da studenti universitari e da comuni cittadini, sulla base di risorse intellettuali, culturali, professionali e finanziarie offerte dai promotori stessi e dalla società civile. (continua)

Corte Costituzionale: referendum ammessi e bocciati

La Consulta ha dichiarato ammissibili alcuni quesiti in tema di giustizia, per i quali si voterà in una data compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno. Respinti invece quelli sulla responsabilità civile dei magistrati e sulla depenalizzazione degli stupefacenti e dell’omicidio del consenziente.

Degli otto quesiti referendari sottoposti alla Corte costituzionale, sono cinque quelli che hanno ricevuto il via libera e sui quali si voterà in una data compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno. Bocciati invece quelli sull’omicidio del consenziente, gli stupefacenti e quello sulla responsabilità civile dei magistrati. La Consulta ha dato l’ok a cinque quesiti in materia di giustizia (continua a leggere)

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L’Italia ha bisogno di una primavera referendaria

19 febbraio 2022 - Huff Post - Marco Perduca
Da una dozzina di anni l’Italia non ha un governo espresso da una coalizione che ha vinto le elezioni. Ammettere tutti i referendum sarebbe un segnale di rientro nella legalità costituzionale che prevede possibilità di partecipazione democratica diretta. ... Da una dozzina di anni l’Italia non ha un governo espresso da una coalizione che ha vinto le elezioni. Dal governo Monti a quello Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e 2 abbiamo assistito a composizioni di esecutivi che, proprio per l'eterogeneità delle forze che li sostenevano, non sono riusciti a portar a termine riforme strutturali dell’amministrazione dello stato, della giustizia o a creare opportunità per l’affermazione di scelte personali consapevoli. Un Parlamento con gruppi che si compongono e scompongono ... (continua a leggere)


Fine vita, Cappato: "La proposta di legge è incompleta e vuole far saltare il referendum"

9 febbraio - Huff Post - Andrea Lattanzi

"Il testo base rischia di essere un'occasione persa perché fa fare passi indietro rispetto a quanto stabilito dalla Corte costituzionale sul caso Dj Fabo". Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni e da anni impegnato sul tema dell'eutanasia, non usa mezzi termini per descrivere la proposta di legge sul fine vita che ritorna a Montecitorio dopo l'approvazione della legge di Bilancio e l'elezione del presidente della Repubblica. "Poteva estendere l'aiuto a morire per chi non è attaccato a macchina e non lo fa, restringe il campo di applicabilità e - continua Cappato riferendosi ai casi registrati nelle Marche - non fissa un termine temporale per le aziende sanitarie per rispondere alle richieste dei pazienti". Secondo Cappato la tempistica di calendarizzazione della proposta di legge a firma del cattolico Alfredo Bazoli (Pd) è sospetta: "Il 15 febbraio la Corte costituzionale  ... (continua a leggere)


Cannabis legalizzata, il coraggio di una scelta

6 dicembre 2021 -Uff Post - Luigi Iorio Coordinatore segreteria nazionale Psi

Si è da poco conclusa a Genova la VI Conferenza nazionale sulle dipendenze dal titolo “Oltre le fragilità”, convocata dal ministro per le Politiche giovanili Fabiana Dadone. Una due giorni di approfondimento sui problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Un’iniziativa per dare al Parlamento tutti gli strumenti e le informazioni necessarie per aggiornare la vigente legislazione antidroga e adottare il nuovo piano d’azione italiano sulle dipendenze. Un punto a favore dell’attuale governo, una assunzione di responsabilità da parte della ministra Dadone, infatti la Conferenza annuale non veniva convocata da dodici anni e da altrettanto tempo non veniva assegnata una delega specifica dal governo.  (continua a leggere)


Un anno fa l’Onu declassificava la cannabis. L’Italia che ha fatto?

2 dicembre 2021 -Uff Post - Marco Perduca

Il 2 dicembre 2020 la Commissione droghe delle Nazioni unite ha riconosciuto ufficialmente le proprietà medicinali della cannabis. Anche se solo una delle sei raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità alla fine fu adottata, la cannabis non figura più nella tabella IV - quella con le sostanze ritenute più pericolose - in virtù dei suoi impieghi terapeutici. ... Il ministro Luigi Di Maio, che in teoria dovrebbe essere a favore della legalizzazione della cannabis, dovrebbe assumersi la responsabilità di far sentire la voce dell’Italia a partire dal Segretario Generale delle Nazioni, perché queste Linee guida non impediscano agli Stati di adempiere ai loro obblighi andando oltre quanto previsto dal sistema di controllo delle droghe, come per esempio il Trattato sulle piante o il Protocollo di Nagoya o le condizioni di chi lavora in quel campo, quindi le Convenzioni dell’ILO, oltre che naturalmente i diritti umani e lo sviluppo sostenibile. (continua a leggere)


Vi siete scordati dei referendum? Possono far cadere il Governo

25 novembre 2021 -Uff Post - Ugo Magri

In arrivo nove quesiti, forse meno dopo il vaglio delle Corti. Ma occhio al gioco delle date. Se il Governo sopravvivrà all’elezione presidenziale, un’altra mina potrebbe esplodergli sotto i piedi. Ce ne siamo quasi dimenticati, ma sono in arrivo ben nove referendum: sei sulla giustizia, uno ciascuno sulla cannabis, sull’eutanasia e sulla caccia. Non tutti i quesiti verranno ammessi. La Corte di Cassazione dovrà prima controllare che le 500mila firme necessarie siano state raccolte e, specie nel caso del referendum animalista, sussistono molti dubbi (sulla giustizia invece nessun problema perché bastano e avanzano le richieste dei Consigli regionali). Dopodiché la Consulta stabilirà quali referendum sono ammissibili secondo Costituzione, con criteri che in passato hanno fatto strage. Dunque è probabile che, delle nove bombe, alla fine ne rimanga qualcuna in meno. Ma occhio al gioco delle date. (continua a leggere)


La svolta delle firme digitali per i referendum

13 settembre 2021 - IlPost

Nelle ultime settimane il dibattito politico italiano si è concentrato, oltre che sulle restrizioni per la pandemia e le imminenti elezioni comunali, sull’elevato numero di proposte di referendum. A metà agosto erano state raggiunte le 500mila firme necessarie per chiedere un voto sulla legalizzazione dell’eutanasia, mentre la proposta per un referendum sulla legalizzazione della cannabis ha ottenuto più di 200mila firme nei primi due giorni di raccolta delle adesioni; e sui giornali ha persino trovato spazio una richiesta di referendum per abolire la caccia. Il merito è soprattutto di un oscuro emendamento alla recente legge di conversione del decreto semplificazioni che permette di raccogliere le firme dei sottoscrittori online grazie alla firma digitale; senza banchetti, carte e scartoffie per firmare su appositi fogli di carta, come si faceva finora.  (continua a leggere)


Una nuova stagione referendaria, ne beneficerà l’Italia intera

13 settembre 2021 - HuffPost - David Tozzo Responsabile nazionale Innovazione e democrazia digitale di Articolo Uno

 Si apre però oggi una fase nuova: da quest’estate grazie a un emendamento approvato all’unanimità in commissione Affari costituzionali è possibile firmare per indire un referendum attraverso lo Spid o attraverso la carta d’identità elettronica, rendendo più agevole ai cittadini partecipare e rendere possibile il far partecipare l’intero Paese ad abrogare leggi ritenute ingiuste dalla maggioranza degli italiani. La soglia relativamente alta di firme – 500.000, da raccogliersi in 3 mesi – necessaria a poter indire una consultazione era ormai quanto più antistorica e inaccessibile, tanto più in periodo di pandemia dove in piazza ci si può assembrare a banchetti ben poco. ...Parimenti, la volontà di partecipare non può e non deve mai, per nessun motivo, venire inibita o ostacolata. La prova? Il referendum sull’eutanasia legale lanciato poche settimane fa veleggia agile verso il milione di firme raccolte, a fronte del mezzo milione necessario. La riprova? È stato appena lanciato il referendum sulla depenalizzazione della cannabis ha raggiunto 50.000 firme. In 5 ore. Il futuro della democrazia digitale passa da qui, a un presente migliore per le nostre vite possiamo accedere tramite Spid. (continua a leggere)

Referendum eutanasia supera 750mila firme, sottoscrivono Guccini e Pif

25 agosto - HuffPost

Referendum da oggi si firma anche on line Sono più di 750.000 le persone che ad oggi hanno firmato il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia. Oltre 500.000 firme sono state raccolte ai tavoli mentre quelle digitali hanno superato le 250.000. A questi numeri si aggiunge un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei Comuni, nei consolati e negli studi degli avvocati e da alcuni gruppi che si sono aggiunti alla mobilitazione nelle scorse settimane.. Tra le ultime firme raccolte, anche quelle di Roberto Saviano, Pif e Francesco Guccini. “Ho firmato perché oggi, senza una legge che la regolamenti - afferma Saviano- l’eutanasia non è un diritto accessibile a tutti. Ho firmato perché sia libero di scegliere anche chi non può permettersi di raggiungere paesi dove l’eutanasia è legale. Firmare per promuovere questo referendum, comunque la si pensi, è un atto di rispetto per la vita e per il prossimo”. (continua a leggere)

n.d.r. solo qualche giorno la raccolta di firme on line era di 70.000 e si prevedeva di raggiungere l'obiettivo di 750.000 entro la fine del mese di settembre


Obiettivo raggiunto: superate le 500mila firme

16 agosto - Associazione Luca Coscioni

Siamo felici di poter comunicare che ad oggi sono più di 500.000 le persone che hanno firmato il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia, stando alle cifre comunicate al Comitato promotore da parte dei gruppi di raccolta firme ai tavoli (430.000 firme), alle quali si aggiungono oltre 70.000 firme raccolte online e un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei Comuni. Nell’esprimere profonda gratitudine per le migliaia di volontarie e volontari che stanno dedicando parte delle proprie vacanze a fornire il servizio pubblico dell’esercizio del diritto al referendum, vogliamo sottolineare che la raccolta firme naturalmente prosegue con ancora maggiore forza, con l’obiettivo di raccogliere almeno 750.000 firme entro il 30 settembre in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della Pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli. Ad oggi, le firme fisicamente già rientrate al Comitato sono 99.000 delle quali 48.000 già certificate e pronte per la consegna.  (continua a leggere)


Svolta sui referendum: in Italia le firme online diventano realtà

12 agosto 2021 – HuffPost (da Ansa)

Ad inaugurare la raccolta è stata l'associazione Luca Coscioni, al lavoro per il referendum sull'eutanasia. In Italia le firme online per i referendum diventano realtà. La rivoluzione nella democrazia diretta entra nel vivo dopo una battaglia politico-giudiziaria durata due anni, sfociata nella recente approvazione di un emendamento al decreto semplificazioni che consente la sottoscrizione tramite Spid. Ad inaugurare la raccolta è stata l’associazione Luca Coscioni, al lavoro per il referendum sull’eutanasia (proprio nel giorno in cui il ministro Speranza si dice “personalmente convinto della necessità e dell’urgenza di un intervento legislativo in materia”). Ma anche il partito Radicale e la Lega, promotori dei sei quesiti sulla giustizia, puntano a dotarsi di una piattaforma ad hoc, in attesa di quella governativa che dovrebbe vedere la luce nel gennaio 2022. Quest’ultima “sarà utile anche per la presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare”, sottolinea il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Giuseppe Brescia. (continua a leggere)


Via alla firma digitale per i referendum. In tre ore 18 mila adesioni al quesito sull'eutanasia

12 agosto 2021 – La Repubblica - Giovanna Casadio 

Da oggi il nuovo strumento per iniziative referendarie e leggi di iniziativa popolare. Addio banchetti, basta uno Spid. L'associazione Luca Coscioni fa da apripista, ma da gennaio il ministro Colao si è impegnato a far entrare in funzione una piattaforma pubblica. Banchetti, moduli, autenticatori e burocrazia stanno per essere archiviati. Da oggi sarà possibile la firma digitale per i referendum e le leggi di iniziativa popolare. “Un traguardo storico”: lo definiscono i promotori, con l’Associazione Luca Coscioni in testa. “Un meccanismo facile”: basta possedere Spid o carta d’identità elettronica e andare sulla piattaforma https://raccoltafirme.cloud/app/ e si potrà intanto firmare il referendum per l’eutanasia legale, banco di prova delle firme digitali. In meno di tre ore oggi ne sono state raccolte oltre 18mila. All’origine della rivoluzione c’è l’ostinazione di Marco Gentili, co-presidente dell’Associazione Coscioni, attivista politico e malato di Sla. E’ stato l’incontro tra lui e il ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao ad … (continua a leggere)


Marco Cappato invia una mail ai 70.000 che hanno sottoscritto on line la richiesta di referendum

Uno dei redattori di Civitas ha sottoscritto il referendum on line utilizzando lo SPID e oggi (25 agosto 2021) ha ricevuto una mail da parte di Marco Cappato, mail che pubblichiamo (ovviamente la mail è stata inviata a tutti i settantamila).

Ciao A.
Referendum da oggi si firma anche on linehai qualche minuto A.? Voglio ringraziarti per la tua firma sul Referendum Eutanasia Legale. Sei tra le prime persone nella storia ad aver firmato un referendum tramite sottoscrizione digitale. Grazie A., perché con la tua firma stai scrivendo una pagina della storia dei diritti nel nostro Paese. A più di 20 anni dalla prima proposta di legge in Parlamento, dopo le battaglie di Piergiorgio Welby, Max Fanelli, Fabiano Antoniani, Piera, Dominique… grazie alla tua firma online abbiamo superato mezzo milione di sottoscrizioni. E continueremo a raccogliere firme fino alla fine di settembre, online e ai tavoli, per dare un segnale forte alla politica e al Paese, per dare voce a tutte quelle persone che chiedono di essere libere fino alla fine, per dare voce a tutte quelle persone che hanno sofferto senza una legge che potesse dar loro modo di scegliere sulla propria fine. Oggi il silenzio del Parlamento ci ha costretti a mobilitarci un’altra volta, con un obiettivo ancora più grande: raccogliere mezzo milione di firme per fare votare il Paese sull’eutanasia legale. A., adesso sappiamo che ci sei anche tu e ne sono sicuro: questo referendum è stata l’occasione più bella per incontrarci. Con amicizia e con tanta riconoscenza, Marco Cappato