10 domande sul 5G

da | 21 Lug 2020 | 5G, evidenza, Geopolitica, Internet, Telecomunicazioni

aggiornato
ott 2020

5G è una sigla ormai entrata nell’uso comune e denota una modalità di interconnessione globale di rete evolutiva rispetto a quelle che stiamo attualmente usando, come il 3G, il 4G e il 4G-LTE. Tuttavia, mentre il passaggio dall’una all’altra di queste tecnologie, pur non restando inosservato, non ha dato luogo a grandi dibattiti al di fuori degli ambienti ”addetti ai lavori”, il 5G è oggetto di discussione a molti livelli: politico industriale, sociale e non da ultimo medico-sanitario.

è giustificata questa attenzione?

Sì, a nostro avviso, perché il 5G è un’evoluzione che infrange alcune barriere che potranno (in combinazione con altre tecnologie, come Intelligenza Artificiale, Cloud Computing, Big Data, ecc.) dare luogo ad applicazioni e servizi completamente nuovi e in certi casi “rivoluzionari”, nel bene o nel male, a seconda del punto di vista.

Una trattazione completa del tema richiederebbe un libro, ma nel seguito si cercherà almeno di dare risposta, in grande sintesi ma sperabilmente in modo chiaro, alle principali domande che circolano sulle promesse e i rischi di questa nuova tecnologia.

1. che cosa ci promette il 5G ?


Un mondo connesso in ogni punto e praticamente in tempo reale. Il che significa, ad esempio

Divertimento e spettacoli: maggiore velocità di download e upload, streaming più fluido di contenuti online (4K o 8K), giochi on line ad altissima interazione

Turismo e cultura: connessioni online in Realtà Virtuale o Realtà Aumentata, trasmissioni in diretta praticamente di tutto, e da tutti a tutti

Smart Home:  connessioni dati più affidabili, un maggior numero di dispositivi loT (Internet delle Cose) connessi

Smart City:  flussi di traffico ottimali, gestione dei semafori, veicoli a guida autonoma, pubblici e privati

Salute: telemedicina avanzata (fino a operazioni a distanza), monitoraggio in continuo di patologie, supporti alla vita quotidiana per disabili (es. mobilità per non vedenti, ausili avanzati per la sordità, ecc.)

Industria e commercio: ottimizzazione della logistica (droni, ecc.), massima personalizzazione dei prodotti, produzione pilotata dalla domanda dei consumatori

Militari:  difesa dalle armi Ipersoniche (missili a 1.6 Km/sec, la cui difesa richiede un tempo di reazione di max. 1 minuto, oggi impossibile senza 5G),  soldati virtuali,  grandi aerei senza pilota

Eccetera. Non ci dilunghiamo, anche perché queste sono solo quelle che vengono alla mente estrapolando ciò che già si cerca di fare adesso. Ma molte altre emergeranno dalle opportunità create dall’infrastruttura 5G.

2.  dove stanno le novità essenziali?

Perché 5G è in grado, potenzialmente, di offrire tutti questi servizi? Come si è detto, 5G è una tecnologia abilitante, nel senso che i servizi saranno forniti da opportune applicazioni. Che però si baseranno su tre caratteristiche fondamentali del 5G:

Velocità
anche se è l’aspetto su cui più si soffermano i media, diciamo subito che non è il più importante. Già oggi con 4G-LTE si raggiunge una velocità media tra i 10 e 50 Mbps (Mbit/secondo) che consente (parametri dati da Netflix) di vedere in streaming un film HD (con 5 Mbps) o ultra-HD (con 25 Mbps). Con 5G si raggiungerà una velocità media di almeno 50Mbps, quindi superiore, ma non determinante rispetto alla situazione attuale.

Latenza
questo invece è il punto chiave. La latenza è il tempo medio che intercorre tra quando il vostro telefono (o lo smartwatch, il termometro intelligente, il microprocessore dell’auto a guida autonoma, ecc.) raggiunge il server che elaborerà l’informazione. Con 4g-LTE ha un valore medio di 50 msec (millesimi di secondo): 5G la porterà ad un valore inferiore ai 10 msec, cioè a 1/100 di secondo. Ora tutto questo ha poca importanza se state scaricando un film, e anche se lo state guardando in streaming, perché sarà il vostro TV a compensare per questo ritardo. Ma se si tratta di rispondere ad una situazione di traffico, di guidare un aereo o di azionare un bisturi, il tempo di latenza diventa una condizione discriminante per decidere se affidarsi o meno ad applicazioni critiche online.

Copertura
la copertura del segnale 4G è già oggi buona, ma non uniforme: in particolare lontano dalle antenne spesso non garantisce la velocità media e questo fa sì che nelle applicazioni in movimento (una per tutte le auto a guida autonoma) non dia sufficienti garanzie. La copertura 5G promette invece di essere praticamente ubiqua e uniforme rispetto ai suoi valori medi, grazie anche ad un grande numero di piccole antenne dislocate nell’area di interesse: il che, come vedremo, sotto altri aspetti è anche uno dei suoi problemi.

3.  come si realizzano?

Una parte dei miglioramenti introdotti dal 5G è da attribuire all’evoluzione tecnologica degli apparati, alla numerosità delle antenne, ecc. Ma l’elemento distintivo è la struttura stessa della rete, che è concettualmente diversa da quella del 4G e di tutte le tecnologie precedenti, in uno dei suoi livelli. Ma vediamoli sinteticamente tutti, dal basso verso l’alto:

Livello Radio

è il più “basso”, cioè il più vicino a noi utilizzatori e si occupa della connessione wireless tra i nostri dispositivi (cellulari, TV, ecc.) e la rete fisica in fibra ottica. Lo realizzano le antenne disposte sul territorio e, anche se come vedremo molto più esteso, non è concettualmente diverso dall’analogo livello del 4G

Livello Infrastruttura

è costituito dalla fittissima rete di dispositivi, modem, switch, router, eccetera interconnessi da fibre ottiche, che già esiste e supporta l’ubiquità di Internet nel mondo. Essa non verrà sostituita dal 5G, ma aggiornata e ampliata con modelli più evoluti e nel contempo paradossalmente più semplici, come vedremo subito.

Livello Controllo

è la vera novità, perché anche se esso esiste pure nel 4G, lo è ad uno stadio più elementare e comunque non paragonabile a quello del 5G. I compiti di questo livello sono due: quello di gestire la rete, monitorandone il funzionamento e intervenendo per ridurre l’impatto di guasti, ecc. E quello di virtualizzarla, cioè di far sì che le applicazioni, che si trovano al livello immediatamente superiore, non debbano in alcun modo preoccuparsi di come è fatta fisicamente la rete, ma anzi possano chiedere di “vederla” di volta in volta nel modo che per loro risulta più efficace. Come può accadere tutto questo? Perché il Livello di Controllo può, recependo le richieste di un’applicazione, configurare le risorse dell’Infrastruttura (sempre router, switch, eccetera) e del livello Radio in modo da costituire una specie di rete dedicata a quel tipo di applicazione, in modo che da quel momento in poi i dati fluiscano dalla periferia al centro come se (semplificando molto…) fossero su un unico cavo, senza che l’infrastruttura debba preoccuparsi di cercare, indirizzare, dirottare pacchetti di dati, eccetera. Questo a sua volta fa sì che la latenza si riduca drasticamente, il che è la caratteristica-chiave del 5G. Naturalmente, poiché le applicazioni sono molte, il livello di Controllo sarà anche in grado di tagliare fette (slices) della rete da assegnare alle varie applicazioni, in modo che ciascuna la veda nel modo ottimale. Così ad esempio un ospedale collegato ai suoi pazienti avrà la sua “fetta”, un autonoleggio o un’azienda di logistica che vorranno monitorare i propri mezzi in tempo reale ne avranno un’altra, eccetera. Il tutto senza interferenze e in modo trasparente per le applicazioni. In sintesi, molte delle funzioni che prima erano affidate allo hardware e al firmware dei dispositivi dell’Infrastruttura sono assunte dal livello superiore e realizzate a livello di software. Per questo motivo ci riferisce al 5G come Software Defined Architecture (SDN). Il che è uno dei suoi punti di forza, ma anche un elemento problematico, come vedremo.
  

Livello Applicazioni

qui non c’è molto da dire: questo è l’ambiente in cui si eseguono le applicazioni che realizzano i servizi per gli utenti finali. Non è molto diverso da quello che c’è attualmente e non potrebbe essere diversamente, perché se ci fosse incompatibilità con le applicazioni esistenti il 5G sarebbe morto prima di nascere. Ma le nuove funzionalità offerte dal livello sottostante daranno luogo ad applicazioni che oggi sono impensabili e che costituiranno la vera innovazione portata dal 5G nel nostro mondo di utilizzatori.

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4. chi è avanti e chi è indietro nella tecnologia?

La tecnologia 5G è estremamente complessa e richiede investimenti ingentissimi per svilupparla e renderla affidabile, ma anche per realizzarla sul campo, dato il grande numero di antenne necessario per un accesso veloce e uniforme e per la varietà di dispositivi di rete coinvolti.

Dal punto di vista tecnologico, si può dire che, al momento presente, assumendo il numero di brevetti detenuti come indicatore di massima, emerge chiaramente la supremazia di Pechino: Huawei la fa da padrona, seguita dalle coreane Samsung e LG, dall’europea Nokia e dalla cinese ZTE; la prima azienda statunitense è Qualcomm al settimo posto, mentre all’ottavo c’è un’altra azienda europea, la svedese Ericsson. Ad oggi sembra che Huawei sia l’unica azienda in grado si realizzare completamente una soluzione 5G con le proprie apparecchiature.

Considerando invece il livello di adozione, o meglio di sperimentazione avanzata nei vari paesi, possiamo distinguere:

I "Pionieri", tra cui Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, che stanno già iniziando a distribuire reti 5G nelle città, approfittando di infrastrutture fisse mature, di operatori in grado di investire fortemente e di situazioni concorrenziali che li spingono ad innovare velocemente.

I "Leader", come la Francia, la Germania e il Regno Unito, sempre vicino ai pionieri, ma dove gli investimenti degli operatori possono essere limitati poiché la concorrenza sui prezzi ha ridotto i margini.

 I "Follower", come il Brasile, la Polonia e la Turchia, probabilmente l’Italia, che stanno iniziando, ma basandosi su infrastrutture meno avanzate, e con operatori che avranno difficoltà a sostenere i grandi investimenti di capitale necessari per costruire reti più sofisticate. Questi rimarranno indietro di qualche anno nella realizzazione, soprattutto per la connettività di a larga banda, che sarà probabilmente limitata solo ai principali nuclei urbani.

 I mercati "in movimento", come il Pakistan, la Bolivia e molte nazioni africane, dove sarà difficile realizzare una diffusa connettività avanzata, ma dove soluzioni diverse come i satelliti non-geostazionari possono fornire opzioni di connettività alternative, soprattutto nelle aree rurali.

Ma oltre alle quattro tipologie di cui sopra, mantengono il loro status unico:

la Cina, che ha immesso enormi investimenti nelle sue reti fisse e cellulari per il passato diversi anni. Sta costruendo questa spina dorsale ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro paese, con l'obiettivo di offrire 5G in tutte le principali città e di cambiare un quarto degli abbonamenti di telefonia mobile a 5G entro il 2025.

l'India, che sta digitalizzando la sua rete di telecomunicazioni più velocemente di qualsiasi altro mercato e sta anche rapidamente modernizzando la telefonia mobile

Nel corso del prossimo decennio, i fornitori di connettività continueranno a costruire e aggiornare le reti, ma il ritmo di evoluzione varierà tra queste tipologie, con i “Pionieri” e la Cina costantemente a guidare il gruppo.

5. perché la Cina è così avanti?

La Cina è così avanti perché il 5G, insieme all’Intelligenza Artificiale, la Genetica e alcune altre, è una delle tecnologie su cui il Governo ha deciso di puntare, con l’obiettivo di superare gli Stati Uniti entro i prossimi cinque anni. Per far questo, oltre a investire in modo robusto nell’Università, ha scelto nei diversi settori dei “campioni”, cioè delle aziende di riferimento di cui favorire lo sviluppo, sia attraverso facilitazioni fiscali e contributi a fondo perduto che aprendo loro il mercato interno delle infrastrutture statali.

Nel 5G il Governo ha scelto Huawei e, in misura minore, ZTE. In una recente ricerca, il Wall Street Journal ha accertato che Huawei ha usufruito finora di poco meno di 75 mld di dollari, articolati in 45 mld di prestiti agevolati, 25 mld di agevolazioni fiscali, 2 mld di terreni per costruire fabbriche, e 1,6 di sovvenzioni a fondo perduto. Un intervento, per le sue dimensioni, fuori dalla portata di qualunque Paese, a parte gli Stati Uniti.

Ma negli USA, che pure hanno sempre finanziato le tecnologie attraverso le commesse militari, nelle telecomunicazioni esiste una situazione molto concorrenziale, con diversi grandi operatori, e questo non consente di concentrare gli investimenti su una sola azienda.

lo stato cinese ha fornito

∼75
         mld $

ad Huawei

 

6. il 5G porta con sé problemi di sicurezza?

Senza dubbio, e questi problemi sono nettamente superiori a quelli, che pure esistono, legati alle tecnologie precedenti. Per due ragioni principali che di seguito elenchiamo

Il 5G, una volta adottato a livello estensivo, costituirà un’infrastruttura strategica in senso proprio, perché da essa dipenderanno servizi essenziali come i trasporti la logistica, parte della sanità, ecc.. Quindi ogni attacco, distruzione o danneggiamento della rete si rifletterà immediatamente sul funzionamento della società civile e, in parte, anche militare.

Essendo, come abbiamo visto, un’architettura “Software Defined”, è sicuramente molto più vulnerabile ad attacchi di virus, malware, o in generale ad atti di guerra digitale (“cyberwar”). Basti solo pensare che il software è continuamente soggetto ad aggiornamenti, ed ogni aggiornamento potrebbe portare con sé ospiti indesiderati.

Questi sono i motivi per cui quasi tutti i governi stanno guardando con sospetto all’opzione Huawei, cioè al fatto di affidarsi totalmente al fornitore più avanzato ed economicamente conveniente, certo, ma anche meno controllabile e inoltre espressione di un governo che non ha fatto mistero di volersi posizionare in prima fila nella guerra digitale.

7. e i problemi di privacy?

Anche i problemi di privacy non sono secondari, nel 5G in generale e nell’opzione Huawei in particolare. Questo è ovvio se guardiamo al settore industriale e al settore militare: la rete 5G è “intelligente” e “sa” che tipo di dati sta di volta in volta trasportando, per cui potrebbe facilmente cedere alla tentazione di ritrasmetterli anche a qualcun altro. Ecco che quindi la protezione di segreti industriali e militari diventa un problema, se non si può aver completa fiducia sulla neutralità della tecnologia .

Ma anche dal punto di vista dei dati personali esistono potenziali problemi. Basti pensare che lo sviluppo dell’Internet delle Cose sta già facendo viaggiare in rete, spesso a nostra insaputa, moltissime informazioni che ci riguardano: di salute, di fitness, di abitudini casalinghe e di acquisto. Questo lo sopportiamo a fronte dei servizi che ci forniscono le applicazioni IoT e perché ci fidiamo (forse) dei provider e della rete. Ma un giorno che questa fiducia venisse meno, che avessimo il sospetto che un nostro profilo personale e “intimo” viene gradualmente e silenziosamente costruito a nostra insaputa dall’altra parte del mondo cosa faremmo? Rinunceremmo alle applicazioni?

In particolare, per quanto riguarda la Cina, va ricordato che abbiamo a che fare con una Stato che ha di recente approvato una legge sulla privacy che vieta alle aziende di utilizzare i dati personali degli individui (che pure raccolgono), ma le obbliga su richiesta a comunicarli al Governo, che li usa ai fini di controllo politico e sociale. Ora da qui a fare un uso disinvolto dei profili di cittadini di altre nazioni…

8. ci sono rischi per la salute?

Il tema della nocività, reale o presunta, delle reti di telecomunicazioni è vecchio come la tecnologia, e non è mai giunto ad una conclusione. Se ne occupano molti istituti nel mondo, tra i quali, per restare in Italia, l’Istituto Ramazzini di Bologna. Non sembra che si sia mai giunti ad una conclusione definitiva, anche perché lo ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection) un Ente indipendente, riconosciuto dalla OMS, cui spetta di fissare i limiti di emissione accettabili sulle varie bande di frequenza, non ha mai emesso pareri definitivi in merito.

Non ha quindi molto senso entrare nel merito in questa sede, se non per chiedersi se il 5G introduce elementi nuovi nella questione. Specificamente si può dire che ad oggi lo ICNIRP ha aggiornato le linee guida cui devono attenersi i costruttori per la protezione dalle onde elettromagnetiche (EMF) e che ovviamente le considera sufficienti a garantire la salute delle persone. La situazione introdotta dal 5G è in parte nota, in parte nuova: alcuni operatori, infatti, stanno introducendo il 5G sulle stesse frequenze usate per il 4G, usando antenne presenti da decenni su ripetitori e tetti delle case, che operano nella fascia di frequenza sub-6 GHz, molto simile a quelle del Wi-Fi casalingo (2.7 - 5.4GHz).

II 5G però può funzionare anche con le mini antenne ad alta frequenza (mmWave), operanti nella fascia dei 28 GHz, le quali, poiché consentono un’alta velocità e d’altro canto hanno un segnale più soggetto agli ostacoli e alle interferenze, dovranno essere molto diffuse sul territorio, soprattutto in città, spesso con un campo d’azione sovrapposto per dare continuità al segnale. Ed è su questo aspetto che, nella maggior parte dei casi, si chiede un approfondimento. Anche se, sostengono i più ottimisti, le mmWave restano pur sempre onde radio e come ogni segnale di questo tipo sono non-ionizzanti, in quanto non trasportano sufficiente energia per incidere su atomi o molecole. Questo significa che si collocano sul lato "sicuro" dello spettro elettromagnetico.

Non tutti però sono d’accordo: quindi il tema della salute è aperto, ma senza una parola definitiva, e occorre seguirne gli sviluppi.

I sindaci non potranno più dire no al 5G

La misura è inserita nel decreto Semplificazioni: in materia decide lo Stato. Intanto il Tar sospende l'ordinanza del Comune di Messina contro le antenne di nuova generazione.

I sindaci non potranno introdurre limitazioni al 5G sul loro territorio. La misura è contenuta nel Decreto Semplificazioni, messo in campo dal governo anche per accelerare l'innovazione digitale.

Ovviamente questo non vuol dire che lo stato e il governo abbassino la guardia sul tema 5G e salute degli italiani; è solo una decisione che intende riportare al centro il potere di prendere questa decisione e che vuole evitare fughe in avanti (o all'indietro, in questo caso) dei sindaci.

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sulla Stampa del 22 luglio 2020
su l'HuffingtonPost stessa data

su l'Ansa del 14 agosto 2020

9. quale è la situazione oggi in Europa e in Italia?

Come si è detto, sperimentazioni con 5G si stanno effettuando in tutte le nazioni del mondo. In particolare, è ormai trascorso un anno da quando è stata annunciata la prima sperimentazione da parte di Vodafone per il 5G su Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli. Lo stesso per TIM, con l’aggiunta di Palermo, e probabilmente per gli altri.

Quanto alla scelta dei fornitori, la Commissione Europea ha raccomandato ai Paesi prudenza, e in particolare stare attenti prima di cedere alle lusinghe del risparmio, anche se, come la stessa UE ha stimato, adottare la tecnologia Huawei al posto di Nokia, Ericsson, ecc., farebbe risparmiare oggi ai principali Paesi almeno 600 milioni di euro, oltre a consentire 1-2 anni di anticipo sulle applicazioni più significative.

Al riguardo, il governo Conte-Bis, dopo che il COPASIR si era pronunciato “ritenendo non infondate le preoccupazioni verso i fornitori cinesi”, ha deciso di esercitare i poteri speciali verso TIM, Vodafone, Wind Tre e Linkem, Come risultato, d’ora in poi i ad esempio i fornitori 5G di Tim, sia in Italia che in Brasile, saranno Cisco, Ericsson, Nokia, Mavenir e Affirmed Networks, azienda recentemente acquistata da Microsoft, e non Huawei e ZTE. La scelta è peraltro in linea con quanto sta accadendo in altri Paesi europei, inclusa la UK, che dopo un’iniziale apertura ha cambiato idea e ha bandito i fornitori cinesi da questo settore.

10. ci sono ostacoli all’introduzione del 5G?

Abbiamo parlato finora del 5G come di una prospettiva ineluttabile, un nuovo che avanza senza incontrare resistenza. In realtà non è così: come tutte le innovazioni radicali, il 5G dovrà superare ostacoli significativi prima di affermarsi come tecnologia dominante. E questo non solo per la naturale ritrosia al cambiamento dei sistemi, ma anche per una serie di fattori oggettivi, i principali dei quali fanno riferimento ad un concetto-chiave: cooperazione e interoperabilità. Più chiaramente: i benefici del 5G saranno realizzabili solo su una catena del valore completa, che cioè includa la rete in quanto tale, le applicazioni, i dispositivi terminali e i nuovi modelli di business. Ma è facile vedere che le componenti di questa catena del valore fanno capo, pressoché dovunque, a soggetti diversi. Provider di telecomunicazioni, costruttori di veicoli, costruttori di telefoni cellulari e dispositivi IoT, creatori di nuovi servizi e applicazioni.

Il tema sarebbe lungo, per cui ci limitiamo a considerare tre aspetti:

la rete 
gli investimenti per la realizzazione del 5G saranno molto ingenti e tutti in carico (a meno che non intervenga lo Stato) ai provider. Ma siamo sicuri che a loro toccherà una quota proporzionale del valore creato di nuovi servizi (cioè che i loro investimenti avranno un ritorno accettabile)? Oggi, in cui la connettività a molti livelli è sostanzialmente una commodity, certo non sarebbe così.

i dispositivi
la stragrande maggioranza dei cellulari di oggi non è compatibile con la connettività 5G. Ora questo da un lato è un’opportunità per Apple, Samsung ecc. per sostituire i modelli precedenti: dall’altro però, si pone un classico problema di “uovo e gallina”: quanti utenti saranno disposti a farlo prima che i servizi basati sul 5G siano uniformemente disponibili? Senza citare il fatto che l’alta velocità di connessione comporterà un consumo nettamente maggiore di energia, con effetto sulla durata delle batterie e/o sul peso dei dispositivi, sempre che nel frattempo non intervengano scoperte rivoluzionario nel settore delle batterie stesse.

gli standard
la catena del valore del 5G richiede il trasferimento di informazioni tra soggetti diversi: si pensi ad esempio tra i servizi di regolazione del traffico ed ai veicoli a guida autonoma, oppure tra una ASL e il sistema di monitoraggio casalingo di un diabetico o di un cardiopatico, o infine tra una fabbrica e un hub logistico per la consegna dei prodotti. Non esistono ancora standard “universali” per molte di queste transazioni e d’altra parte la creazione di standard “speciali e/o locali” sarebbe un rimedio peggiore del male, perché porterebbe ad un arcipelago di isole poco o mal comunicanti.

Questi ostacoli di certo alla lunga non impediranno l’affermarsi del 5G: però faranno sì che il processo non sarà lineare, ma probabilmente a macchia di leopardo, con realtà che partiranno prima ed altre che le raggiungeranno più o meno rapidamente. Di certo nella forma e nella velocità di questo processo, data la natura stessa della tecnologia, un ruolo importante avranno la presenza e l’indirizzo dello Stato nei diversi Paesi e degli organismi politici sovranazionali, come l’Unione Europea.

Aggiornamenti
a cura della redazione di Civitas

la situazione dei rapporti tra l'Italia (ma più in generale gli altri paesi della UE) da un lato e i fornitori cinesi di tecnologia 5G dall'altro, è tutt'altro che definita e quindi la partita non è ancora chiusa; nel seguito vi terremo aggiornati ricorrendo a quanto appare sulla stampa italiana.

Ott 2020 - il Belgio sceglie Nokia per il 5G

9 Ottobre 2020 - AGI
Huawei fuori dal cuore dell'Europa, il Belgio sceglie Nokia per il 5G 

I due principali operatori di telecomunicazioni del Belgio, Proximus e Orange, hanno annunciato di essersi rivolti a Nokia per lo sviluppo dell'infrastruttura di rete 5G. Proximus ha annunciato inoltre che sostituirà progressivamente i prodotti Huawei utilizzati al momento con equipaggiamento fornito da Nokia ed Ericsson. Si tratta di una notizia dalle notevoli implicazioni, nel quadro della pressione degli Usa sulle nazioni europee perché escludano la cinese Huawei dallo sviluppo del 5G nel timore di ripercussioni sulla sicurezza nazionale. Il Belgio è infatti il Paese che ospita il quartier generale della Nato e le principali istituzioni europee. (continua a leggere)

Set 2020 - A Pompeo diremo: l'Italia segue Bruxelles

24 Settembre 2020 Il Sole24Ore di Gerardo Pelosi

Il Governo e la partita del 5G: consapevoli rischi, rafforzare protezione. A Pompeo diremo che seguiamo Bruxelles
Nessuna fuga in avanti sul 5G da parte del Governo italiano ma un filo diretto con Bruxelles per ancorare a livello giuridico tutte le nostre decisioni previste da Golden power e Cybersecurity alle raccomandazioni della “tool box” (cassetta degli attrezzi) deciso dalla Ue per la riduzione dei costi di realizzazione delle reti in Fibra e 5G. È questa la decisione politicamente più rilevante emersa questa sera nella riunione di Governo tante volte rimandata ma fissata da Giuseppe Conte proprio oggi alla vigilia dell'arrivo a Roma martedì prossimo del segretario di Stato Usa Mike Pompeo. Visita che avrà tra i temi principali la “postura” europea ed italiana sulle tecnologia cinese di Huawei. Con i capi delegazione delle forze di maggioranza e i ministri dell'Economia, Roberto Gualtieri e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli Conte ha fatto il punto sullo stato di applicazione della legge sul perimetro di sicurezza cibernetica concordando una posizione comune da illustrare al capo della diplomazia americana. «La riunione di questo pomeriggio - hanno spiegato fonti di Palazzo Chigi al termine dell’incontro - è servita per fare il punto sullo stato della legislazione italiana, con particolare riguardo all'attuazione delle varie previsioni legislative, anche da ultimo introdotte (ad es. d.l. 23/2020, c.d. decreto liquidità), mirate a rafforzare il sistema di difesa e sicurezza nazionale rispetto ai servizi di comunicazione 5G». In occasione dell’incontro ... (continua a leggere)

Ago 2020 - La via italiana al 5G

27 agosto 2020 - Huffinghton Post by Maria Elena Capitanio
La via italiana al 5G. Rassicurare gli Usa senza allontanare la Cina

Dei cinesi, spiegano fonti vicine al dossier, non si può fare a meno. L'Italia si muove col cacciavite, tra atti amministrativi e controlli sulla sicurezza informatica, in attesa anche di una posizione europea sullo scontro Trump - Xi Jinping ... (continua a leggere)

Lug 2020 - Telecom esclude Huawei dalla gara 5G

10 LUGLIO 2020 Open Online
Rete 5G, Telecom esclude i cinesi di Huawei dalla gara per la fornitura in Italia e in Brasile

Il timore è che la rete 5G possa aprire alla Cina la strada per spiare le principali reti di telecomunicazione del mondo occidentale, con gravi conseguenze per la sicurezza. La notizia era circolata già qualche giorno fa. Ora è arrivata la conferma: l’italiana Telecom ha escluso Huawei dalla realizzazione delle reti di nuova generazione. Il colosso cinese non è stato invitato a partecipare alla gara per la fornitura di apparecchiature 5G per la rete che Telecom si appresta a costruire in Italia e in Brasile. Nessuna conferma e nessuna smentita arriva per ora da Huawei. Ma stando alle fonti citate da Reuters, fra i fornitori invitati ci sarebbero certamente Cisco, Ericsson, Nokia e Mavenir and Affirmed Networks. (continua a leggere)