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La nostra Costituzione è quella votata nel 1948?

La nostra Costituzione è quella votata nel 1948?

da | 24 Nov 2020 | costituzione

La nostra Costituzione è quella votata nel 1948?

Sostanzialmente sì, l’impianto di massima ha retto negli anni e la formulazione del testo ha permesso alla Costituzione di adattarsi, anche senza che si rendesse necessaria una riforma, all’evolversi dei tempi, della società, del progresso tecnologico, dei diritti.

Nella storia della Repubblica vi sono state ben 16 riforme costituzionali. La maggior parte delle riforme approvate ha raggiunto nella votazione finale la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascun ramo del Parlamento.

In cinque occasioni (leggi cost. 1/1989, 1/1992, 1/2000, 1/2001, 1/2003), si è raggiunta la maggioranza assoluta nella seconda delibera ma nessuno ha avanzato richiesta di referendum.

In quattro occasioni le revisioni costituzionali sono state oggetto di referendum: la legge di revisione del Titolo V della Costituzione del 2001, la cosiddetta devolution del 2006, la riforma Renzi-Boschi del 2016 e la legge di revisione per la riduzione del numero dei parlamentari del 2020.

Il referendum del 2001 ha avuto esito positivo e la riforma è diventata legge a tutti gli effetti. Al contrario, i progetti di revisione costituzionale del 2006 e del 2016 hanno avuto esito negativo (la maggioranza dei votanti si è schierata per il no.

Al voto del 20 e 21 settembre 2020 un’ampia maggioranza dei votanti, pari circa al 70%, si è espressa a favore della modifica che riduce il numero di deputati (da 630 a 400) e senatori (da 315 a 200).

la legge di revisione del Titolo V della Costituzione del 2001

La nostra Costituzione è quella votata nel 1948?la cosiddetta devolution del 2006

La nostra Costituzione è quella votata nel 1948?

La nostra Costituzione è quella votata nel 1948?la riforma Renzi-Boschi del 2016

                          

 riduzione del numero dei parlamentari del 2020.

di seguito elenchiamo le revisioni al testo costituzionale approvate sino ad oggi

 


legge cost. 2/1963, modifica degli artt. 56, 57, e 60: con questa legge si fissò il numero dei deputati a 630 e dei senatori a 315, e venne modificata la durata del Senato da 6 anni a 5, allineandola a quella della Camera dei Deputati

Legge cost. 3/1963, modifica degli artt. 57 e 131: con tale intervento venne istituita la Regione Molise.


Legge cost. 2/1967, modifica dell’art. 135: la durata della carica di giudice della Corte costituzionale passò da 12 a 9 anni.


Legge cost. 1/1989, modifica degli artt. 96, 134 e 135: con tale riforma la giurisdizione dei reati ministeriali fu demandata alla magistratura ordinaria.


Legge cost. 1/1991, modifica dell’art. 88: fu introdotta un’eccezione al divieto per il Capo dello Stato di sciogliere le camere durante i suoi ultimi sei mesi di mandato. Tale potere rimane esercitabile laddove il c.d. “semestre bianco” coincida con gli ultimi sei mesi della legislatura;


Legge cost. 1/1992, modifica dell’art. 79: la revisione aggravò il procedimento di approvazione delle leggi di amnistia e indulto (introducendo una votazione a maggioranza dei 2/3 di ciascuna Camera), e introdusse altresì il divieto di applicabilità delle leggi di amnistia e indulto per reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge.


Legge cost. 3/1993, modifica dell’art.68: fu abolita l’autorizzazione a procedere in giudizio contro i parlamentari  da parte della Camera di appartenenza.


Legge cost. 1/1999, modifica degli artt. 121, 122, 123 e 126: tale riforma modificò la forma di governo regionale nonché l’autonomia statutaria delle Regioni a statuto ordinario.

Legge cost. 2/1999, modifica dell’art. 111: la legge portò a inserire il principio del giusto processo in Costituzione (nel rispetto del contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale, e con procedimenti di ragionevole durata).


Legge cost. 1/2000, modifica dell’art. 48: la revisione intervenne istituendo la circoscrizione estero per l’esercizio del voto e la rappresentanza dei cittadini residenti all’estero.


Legge cost. 1/2001, modifica degli artt. 56 e 57: fu introdotto un numero fisso di deputati e senatori eletti dai cittadini italiani residenti all’estero: 12 per la Camera, 6 per il Senato.

Legge cost. 3/2001, modifica degli artt. 114, 115, 116, 117, 118, 119, 120, 123, 124, 125, 127, 129, 130 e 132. La revisione del Titolo V del 2001 modificò il riparto di competenze legislative, amministrative e finanziarie tra Stato, Regioni ed enti locali, introdusse le Città metropolitane e sistemi di regionalismo differenziato e produsse l’abrogazione degli artt.  115, 124, 125, primo comma, 128, 129 e 130 della Costituzione.


Legge cost. 1/2003, modifica dell’art. 51: la riforma introdusse il principio della promozione delle pari opportunità tra uomini e donne da parte della Repubblica nei pubblici uffici e per le cariche elettive.


Legge cost. 1/2007, modifica dell’art. 27: si abrogò la previsione che contemplava la pena di morte in Italia nei casi previsti dalle leggi militari in tempo di guerra. (vedi la Convenzione Europea per i diritti dell'uomo


Legge cost. 1/2012, modifica degli artt. 81, 97, 117 e 119: fu introdotto in Costituzione il principio del cd. “equilibrio di bilancio”, dietro la richiesta dell’Unione europea, formalizzata nel Trattato sul Fiscal Compact.


Legge cost. 1/2020 , modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari.