Plastic Tax: questioni controverse

da | 10 Feb 2020 | ambiente, clima, plastica, questioni controverse

Come tutte le tasse, quella sulla plastica tocca diversamente i diversi soggetti coinvolti dalla tassazione. Dal lato dei consumatori, è presumibile ipotizzare che parte dell’incremento dei costi che le aziende sopporteranno per produrre, importare o imballare ciò che vendono graverà sugli acquirenti finali. Semplificando, pagheremo qualcosa in più per i prodotti ad alto contenuto di plastica monouso non riciclabile. Questo non significa necessariamente che saremo un po’ più poveri: l’obiettivo è proprio scoraggiare comportamenti poco sostenibili e riorientare domanda e offerta verso un minor uso di imballaggi e prodotti plastici, a favore di prodotti senza imballaggio o a base di materiali alternativi (ad esempio carta, cartone, vetro, metallo o materiali biodegradabili).


Sul fronte delle imprese, è difficile fare un calcolo preciso dei costi e benefici, in quanto bisogna considerare i cosiddetti meccanismi di equilibrio generale, ossia come domanda e offerta si influenzano reciprocamente. Ancora semplificando, possiamo prevedere che le aziende la cui produzione è molto legata alla plastica tradizionale subiranno inizialmente delle perdite. D’altro canto, la tassa (come tutte le politiche ambientali) favorirà l’innovazione: dunque aziende innovative che modificheranno in fretta i processi produttivi in modo da riconvertirsi verso materiali compostabili o ricilclati, così come quelle che hanno già intrapreso questa strada, saranno favorite in quanto più competitive.

 

l’introduzione della plastic tax in che misura potrebbe nuocere alla produzione industriale e avere effetti negativi sull'occupazione? Si può stimare il rapporto costi/benefici?

A tal fine, la legge di Bilancio 2020 prevede un credito d'imposta per i comportamenti virtuosi, pari al 10% delle spese sostenute nel 2020, per l’adeguamento tecnologico mirato alla produzione di manufatti compostabili. Si può prevedere ora se vi saranno effetti nocivi in termini di economia reale nel settore? Saperlo adesso è impossibile; possiamo però trarre qualche deduzione guardando ad un’esperienza recente. Il bando totale delle buste non compostabili, a partire dal gennaio 2018, offre uno spunto di ottimismo riguardo alla capacità delle aziende, anche in Emilia Romagna dove il packaging è un settore trainante, di rispondere positivamente alle politiche ambientali. Contrariamente alle critiche che suggerivano una penalizzazione poco sostenibile per le imprese, i contraccolpi sono stati irrisori. Auspichiamo lo stesso per la nuova plastic tax.

la legge di Bilancio 2020 prevede un credito d'imposta per i comportamenti virtuosi