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Clima accordo di Parigi

Clima accordo di Parigi

da | 23 Lug 2020 | ambiente, accordi internazionali, clima | 0 commenti

Clima accordo di Parigi. L'accordo di Parigi stabilisce un quadro globale per evitare pericolosi cambiamenti climatici limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC e proseguendo con gli sforzi per limitarlo a 1,5ºC. Inoltre punta a rafforzare la capacità dei paesi di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e a sostenerli nei loro sforzi.

L'accordo di Parigi è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato alla conferenza di Parigi sul clima (COP21) nel dicembre 2015.

L'UE e i suoi Stati membri sono tra le 190 parti dell'accordo di Parigi. L'UE ha formalmente ratificato l'accordo il 5 ottobre 2016, consentendo in tal modo la sua entrata in vigore il 4 novembre 2016. Affinché l'accordo entrasse in vigore, almeno 55 paesi che rappresentano almeno il 55% delle emissioni globali hanno dovuto depositare i loro strumenti di ratifica.

L’accordo di Parigi è un ponte tra le politiche odierne e la neutralità rispetto al clima entro la fine del secolo.

Clima accordo di Parigi mitigazione: ridurre le emissioni

I governi hanno concordato di

  • mantenere l'aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine
  • puntare a limitare l'aumento a 1,5°C, dato che ciò ridurrebbe in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici
  • fare in modo che le emissioni globali raggiungano il livello massimo al più presto possibile, pur riconoscendo che per i paesi in via di sviluppo occorrerà più tempo
  • conseguire rapide riduzioni successivamente secondo le migliori conoscenze scientifiche disponibili, in modo da raggiungere un equilibrio tra emissioni e assorbimenti nella seconda metà del secolo.

Quale contributo agli obiettivi dell'accordo, i paesi hanno presentato piani generali nazionali per l'azione per il clima (contributi determinati a livello nazionale, NDC). Questi non sono ancora sufficienti per conseguire gli obiettivi concordati in merito alle temperature, ma l’accordo traccia la strada da seguire per le azioni successive.

Clima accordo di Parigi trasparenza ed esame della situazione a livello mondiale

I governi hanno concordato di

  • riunirsi ogni 5 anni per valutare i progressi collettivi verso gli obiettivi a lungo termine e informare le parti affinché aggiornino e migliorino i loro contributi determinati a livello nazionale
  • riferire agli altri Stati membri e all'opinione pubblica cosa stanno facendo per realizzare l'azione per il clima
  • segnalare i progressi compiuti verso gli impegni assunti con l'accordo attraverso un solido sistema basato sulla trasparenza e la responsabilità.

 

I governi hanno concordato anche di

  • rafforzare la capacità delle società di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici
  • fornire ai paesi in via di sviluppo un sostegno internazionale continuo e più consistente all'adattamento.

 

l’accordo, inoltre, riconosce

  • l'importanza di scongiurare, minimizzare e affrontare le perdite e i danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici
  • la necessità di cooperare e migliorare la comprensione, gli interventi e il sostegno in diversi campi, come i sistemi di allarme rapido, la preparazione alle emergenze e l'assicurazione contro i rischi.

Ruolo delle città, delle regioni e degli enti locali

L'accordo riconosce il ruolo dei soggetti interessati che non sono parti dell'accordo nell'affrontare i cambiamenti climatici, comprese le città, altri enti a livello subnazionale, la società civile, il settore privato e altri ancora. 

Essi sono invitati a:

  • intensificare i loro sforzi e sostenere le iniziative volte a ridurre le emissioni
  • costruire resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti negativi dei cambiamenti climatici
  • mantenere e promuovere la cooperazione regionale e internazionale.

Supporto

  • L'UE e altri paesi sviluppati continueranno a sostenere l'azione per il clima per ridurre le emissioni e migliorare la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo.
  • Gli altri paesi sono incoraggiati a fornire o continuare a fornire tale sostegno volontariamente.
  • I paesi sviluppati intendono mantenere il loro obiettivo complessivo attuale di mobilitare 100 miliardi di dollari all'anno entro il 2020 e di estendere tale periodo fino al 2025. Dopo questo periodo verrà stabilito un nuovo obiettivo più consistente.

Clima accordo di Parigi - il corpus di norme di Katowice

Il pacchetto di Katowice, adottato in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP24) nel dicembre 2018, contiene norme, procedure e orientamenti comuni e dettagliati che rendono operativo l'accordo di Parigi.

Copre tutti i settori chiave, compresi la trasparenza, il finanziamento, la mitigazione e l'adattamento, e offre flessibilità alle parti che ne hanno bisogno alla luce delle loro capacità, consentendo loro nel contempo di attuare e riferire in merito ai loro impegni in modo trasparente, completo, comparabile e coerente. 

Consentirà inoltre alle parti di rafforzare progressivamente i loro contributi alla lotta contro i cambiamenti climatici, al fine di conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'accordo.

 

Piano globale d'azione per il clima

Al di fuori dei negoziati intergovernativi formali, i paesi, le città e le regioni, le imprese e i membri della società civile di tutto il mondo stanno adottando misure per accelerare l'azione cooperativa in materia di clima a sostegno dell'accordo di Parigi nell'ambito del piano globale d'azione per il clima.

Ruolo dell’UE

L'UE è stata in prima linea negli sforzi internazionali per lottare contro i cambiamenti climatici. È stata determinante per l'intermediazione dell'accordo di Parigi e continua a mostrare un ruolo guida a livello mondiale.

Il contributo dell'UE determinato a livello nazionale (NDC) nel quadro dell'accordo di Parigi consiste nel ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, nel contesto del suo più ampio quadro per il 2030 in materia di clima ed energia. Tutte le principali normative dell'UE per l'attuazione di tale obiettivo sono state adottate entro la fine del 2018.

Che cosa sono le COP?

COP vuol dire 'Conferenza delle parti' : si è scelto questo termine, al posto del più semplice 'Conferenza delle Nazioni' perchè vi possono partecipare indipendentemente anche singoli comparti degli Stati, per esempio le città, provincie, regioni o agglomerati in cui sono organizzati i vari Stati, come pure le grandi banche internazionali (per es, la Banca Mondiale, la Banca Europea e la Banca Asiatica per lo sviluppo ecc.) o anche, specie ultimamente, le grandi multinazionali che decidano, pare, di investire sull'ambiente, come per esempio la Coca Cola o Google, per citare marchi famosi, nonché, in qualità di osservatori, numerose ONG provenienti da tutto il mondo.

La COP è l'organismo decisionale della UNFCCC, ovvero la Convenzione Quadro dell'ONU sui cambiamenti climatici: gli sherpa dell'UNFCCC preparano le bozze (draft) di accordo da ratificare poi nelle assemblee mondiali in genere a cadenza annuale (ogni 5 o 6 anni ce n'è una più importante).

 

Storia e risultati delle COP sui cambiamenti climatici

Era il 1995 l’anno in cui si tenne la prima Conferenza delle parti della Convezione Onu sul climate change (UNFCCC), il primo trattato ambientale internazionale ad occuparsi del riscaldamento globale. La Convenzione, elemento fondamentale per le sorti del Pianeta, è conosciuta anche come Accordo di Rio, dal momento che deve la sua sua nascita allo storico Summit per la Terra di Rio de Janeiro, nel 1992. Da allora oggi i vertici dell’UNFCCC hanno scritto la storia della lotta al climate change, tra successi e fallimenti, pietre miliari e intese di comodo. E per capire cosa è davvero in gioco nei negoziati, Rinnovabili.it ha deciso di riassumere i più importanti risultati raggiunti, che hanno segnato la timeline delle COP sui cambiamenti climatici. (continua a leggere)

elenco delle COP: Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

COP-1, Berlino, Germania (1995)
COP-2, Ginevra, Svizzera (1996)
COP-3, Kyoto, Giappone (1997)
COP-4, Buenos Aires (1998)
COP-5, Bonn, Germania (1999)
COP-6, L'Aja, Paesi Bassi (2000)
COP-6 "bis," Bonn, Germania (2001)
COP-7, Marrakesh, Marocco (2001)
COP-8, New Delhi, India (2002)

COP-9, Milano, Italia (2003)
COP-10, Buenos Aires, Argentina (2004)
COP-11, Montréal, Canada (2005)
COP-12, Nairobi, Kenia (2006)
COP-13, Bali, Indonesia (2007)
COP-14, Poznan, Polonia (2008)
COP-15, Copenaghen, Danimarca (2009)
COP-16, Cancun, Messico (2010)
COP-17, Durban, Sudafrica (2011)

COP-18, Doha, Qatar (2012)
COP-19, Varsavia, Polonia (2013)
COP-20, Lima, Perù (2014)
COP-21, Parigi, Francia (2015)
COP-22, Marrakech, Marocco (2016)
COP-23, Bonn, Germania (2017)
COP-24, Katowice, Polonia (2018)
COP-25, Madrid, Spagna (2019)
COP-26, Glasgow, UK  (spostata al 2021 per Covid)


29 gennaio 2021 - HuffPost
Rossella Muroni Ecologista e deputata della Commissione Ambiente. Già presidente nazionale di Legambiente

Sulla difesa climatica sta nascendo il blocco Ue/Usa/Cina/Giappone

Con Joe Biden l’obiettivo zero emissioni si avvicina, l’Italia deve avere più coraggio. Tra i primi atti della nuova amministrazione ci sono, infatti, non solo il rientro degli Stati Uniti nell’Accordo sul clima di Parigi, ma anche la decisione di bloccare le trivellazioni nell’Artico, lo stop definitivo al controverso oleodotto Keystone XL e una vera e propria raffica di ordini esecutivi che rappresentano una completa inversione di rotta rispetto all’era Trump. I decreti di Biden vanno dallo stop alle trivellazioni per estrarre gas e petrolio all’eliminazione dei sussidi fossili, dalla prescrizione per le agenzie federali di dotarsi di veicoli elettrici ad emissioni zero prodotti negli Usa - per aiutare sia l’ambiente che il lavoro - all’istituzione di un ufficio che si occuperà di politica climatica guidato da John Kerry e Gina McCarthy. Dagli obiettivi per la riforestazione e per la conservazione del 30% di terre e acque oceaniche nei prossimi 10 anni, a quelli ancor più ambiziosi sulla decarbonizzazione: entro il 2035 target zero emissioni per la produzione elettrica, entro il 2050 ‘net zero economy’. (continua a leggere)


16 gennaio 2021 - AGI

Clima, Biden conferma il rientro immediato nell'accordo di Parigi 

Clima accordo di ParigiNei suoi primi cento giorni alla guida della Casa Bianca terrà un summit con i leader delle maggiori economie
"Gli Stati Uniti rientreranno negli accordi di Parigi fin dal primo giorno del mio insediamento". Lo ha annunciato Joe Biden, partecipando a un summit virtuale per celebrare i cinque anni dal patto globale per contrastare il riscaldamento. "Lavorerò subito con tutti - ha aggiunto Biden - e riunirò i leader delle maggiori economie nei primi cento giorni del mio mandato". L'evento, che ha visto la partecipazione in remoto di 70 Paesi, è stato organizzato da Italia, Francia, Gran Bretagna, Cile e Nazioni Unite. Non era presente il presidente Donald Trump.(continua a leggere)


14 dicembre 2020 - il Post

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un referendum per inserire la difesa del clima nella Costituzione

Clima accordo di ParigiIl presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un referendum per inserire nella Costituzione francese un riferimento alla lotta al cambiamento climatico e alla protezione dell’ambiente. Lo ha fatto sapere lo stesso Macron al termine di una riunione con alcuni rappresentanti del comitato di 150 cittadini scelti a sorte che da mesi stanno formulando alcune proposte per limitare il cambiamento climatico. In precedenza Macron aveva già annunciato di voler accogliere la stragrande maggioranza delle richieste avanzate dal comitato. Le Monde scrive che per la fine di gennaio è attesa una legge sul cambiamento climatico che dovrebbe contenere alcune di queste misure. Macron ha specificato che il referendum proporrà di modificare l’articolo uno della Costituzione, considerato di gran lunga il più importante, ma non ha ancora annunciato una data per il voto. (continua a leggere)

 

la posizione degli Stati Uniti d'America durante il mandato Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato la volontà della sua amministrazione di uscire dall’Accordo di Parigi sul clima del 2015. Il 4 novembre 2019, ovvero nel corso del primo giorno utile, dal punto di vista legale, ha fatto annunciare l’avvio della procedura di ritiro dal segretario di stato Mike Pompeo. Quest’ultimo, in un comunicato, ha spiegato di aver notificato la decisione al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Dal punto di vista legale, il lungo processo di uscita dall’Accordo non poteva cominciare prima del 4 novembre e non potrà essere completata in ogni caso prima di un anno. Il che significa che saremo alla fine del mandato presidenziale. 

Joe Biden si è impegnato a rientrare nell'accordo di Parigi sul clima nel primo giorno della sua presidenza. Gli Usa ne sono usciti formalmente il 4 novembre, dopo la disdetta decisa da Donald Trump. "Oggi l'amministrazione Trump ha ufficialmente abbandonato l'accordo di Parigi sul clima. Ed esattamente in 77 giorni una amministrazione Biden vi rientrerà", ha twittato, riferendosi ai tempi tecnici per la riammissione dell'intesa.