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La migrazione irregolare in Europa (sintesi)

La migrazione irregolare in Europa (sintesi)

da | 23 Mag 2020 | fenomeni migratori | 0 commenti

La migrazione irregolare in Europa (sintesi) - alcune definizioni

che cosa si intende per “migrante”? e per “migrante irregolare”?

 

migranti
Per migrante si può intendere chiunque sia nato all’estero rispetto al paese nel quale vive. Il migrante sarebbe dunque lo “straniero”. Secondo questa definizione, straniero risulta per esempio anche un adulto giunto in un paese diverso da quello di nascita, e qui cresciuto fin da bambino, dimenticando le proprie origini e assumendo lingua e cultura del paese adottivo. Adottando questo criterio, , nell’Europa comunitaria (28 paesi aderenti, prima della Brexit), c’erano, nel 2018, circa 38 milioni di persone nate fuori dell’EU-28, ma viventi in uno stato europeo; altri 22 milioni erano nati in un paese della EU-28 diverso da quello di residenza. Un’altra possibile definizione è quella di considerare migrante chi ha una nazionalità (come risulta da un passaporto o altro documento) diversa dal paese di residenza. Utilizzando questo parametro, più restrittivo, alla stessa data c’erano oltre 22 milioni di persone con nazionalità di un paese fuori dell’EU-28, e quasi 18 milioni con passaporto di uno stato EU-28 diverso da quello di residenza (cioè un migrante comunitario, o un migrante “interno” della comunità),

La migrazione irregolare in Europa (sintesi)

 

irregolari
Prima di chiederci “quanti sono i migranti irregolari” in Europa, occorre adesso chiarire che cosa si intende per “irregolare”. La IOM (International Organization for Migration) chiama irregolari “quei movimenti [di persone] che avvengono fuori delle normative dei paesi di origine, transito o destinazione”. Rientra dunque nella categoria di migrante irregolare

  • chi dimora in un paese senza essere autorizzato;
  • chi, pur arrivato regolarmente si è trattenuto oltre i limiti concessi dal visto;
  • chi ha perduto il diritto di risiedere regolarmente perché, per esempio, ha perduto il lavoro cui era legato il permesso di residenza;
  • chi pur essendo arrivato e risiedendo regolarmente è vittima di un cambio della normativa del paese che lo ospita. (I tanti europei che vivono e lavorano nel Regno Unito, ora che la Brexit è fatto compiuto, potrebbero in teoria trovarsi in questa condizione!).

 

ma quanti sono i migranti irregolari?

Innanzi tutto è bene ricordare che qualunque dato quantitativo non può che essere una stima approssimativa, che oscilla da un minimo a un massimo, poiché per definizione gran parte degli irregolari sfuggono, ovviamente, alle rilevazioni. Per semplicità, di seguito, riportiamo i valori medi. Detto ciò, ricerche recenti indicano che, in Europa, fra il 2014 e il 2017 il numero degli irregolari abbia smesso di crescere. Nei paesi della UE-28 e nei 4 paesi dell’EFTA, il numero degli irregolari, stimato in 3,5 milioni nel 2014, è salito rapidamente a 4 nel 2015 e a 4,8 nel 2016, per poi scendere a 4,5 milioni nel 2017. L’ascesa del 2015 e del 2016 è ovviamente dovuta all’ondata di profughi siriani, in parte poi regolarizzati dalla Germania. Anche assumendo il valore massimo della stima, si tratterebbe di meno dell’1% della popolazione di riferimento. Escludendo il milione circa di richiedenti asilo dal novero degli irregolari, questi risulterebbero appena lo 0,7% della popolazione dei 31 paesi considerati. Per fare un confronto, gli irregolari negli Stati Uniti superano il 3% (10/11 milioni).

 

come sono distribuiti? da dove vengono?

Oltre due terzi degli irregolari, a fine 2017, vivevano in Germania (circa un milione), Gran Bretagna  (circa 900.000), Italia (circa 600.000) e Francia (circa 350.000), paesi che peraltro contengono poco più della metà della popolazione considerata (Figura 1).

figura 1 - stima dei migranti irregolari in Europa - 2017 (click per ingrandire)

La migrazione irregolare in Europa (sintesi)Fonte: Pew Research Center
Europe's Unauthorized immigrant population peaks in 2016, than levels off, Novembre 2019

Sempre dalla stessa indagine risulta una prevalenza di maschi (54%) sulle femmine; una durata della dimora in Europa relativamente breve –meno di 5 anni – per il 56%; una provenienza dall’Asia per il 30%, dagli altri paesi europei per il 23%, dal Nord Africa e Medio Oriente per il 21%, dall’Africa Sub-sahariana per il 17% e dall’America per l’8%.

La migrazione irregolare in Europa (sintesi)

 

un numero che sembra smettere di crescere

Diversi indicatori mostrano che il numero degli irregolari è rimasto contenuto anche dopo il 2017. Vediamoli.

Sono calati i migranti irregolari intercettati alle frontiere della UE-28 (Tabella 1). Furono poco più di 100.000 all’anno nel quadriennio 2009-2012, più del doppio nel 2013 e 2014, passati poi a 1.800.000 nel 2015, l’anno del grande esodo dalla Siria, e a 500.000 nel 2016, scendendo fino a 142.000 nel 2019. E’ da attendersi che la cifra del 2020 sia ancora minore, in conseguenza della frenata alla mobilità imposta dalla pandemia del coronavirus.

La migrazione irregolare in Europa (sintesi)

E’ calato il numero di richieste di asilo, che nel triennio 2017-19 si sono aggirate attorno alle 600.000 all’anno, sono in forte declino rispetto al picco più che doppio del 2015-16.

Sono aumentati negli anni gli strumenti per l’individuazione degli irregolari, come è cresciuto il numero dei migranti cui è stato ordinato il rientro nel paese di origine, delle espulsioni e dei dinieghi di ingresso. Si tratta di un insieme eterogeneo di interventi tra loro interconnessi, fortemente dipendenti dal grado di controllo esercitato dai vari paesi, instabili in conseguenza dei mutamenti delle legislazioni nazionali.

L’andamento di questi indicatori rivela nel tempo – tranne i picchi degli anni 2015 e 2016 – una certa stabilità, o un declino, del fenomeno dell’irregolarità.

 

La migrazione irregolare in Europa (sintesi) - canali legali e migranti irregolari

Cosa possa avvenire nel prosieguo dell’anno è assai difficile dire. Molto dipenderà dalla ripartenza delle attività economiche, dal perdurare delle chiusure, o dalla riapertura, dei movimenti internazionali di merci e persone. E’ possibile ritenere che la politica, e l’opinione pubblica che la motiva, si orienti verso un controllo ancora più stretto dei flussi, anche per ragioni di sanità pubblica. Ed è anche possibile che un’ulteriore chiusura ai flussi legali determini nuovi stimoli alla immigrazione irregolare. Ma ci sono anche spinte che vanno verso direzioni opposte: in Italia mancano braccia nelle campagne e forse sarebbe il caso di pensare ad una sanatoria delle posizioni di tanti lavoratori stranieri irregolari. E l’Italia non è l’unico caso in Europa.

Ora che hai letto la versione sintetica sei pronto per leggere l'articolo di Massimo Livi Bacci che tratta l'argomento in modo più completo e più approfondito. (vai all'articolo)