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Acqua oro blu

Acqua oro blu

da | 22 Mar 2021 | acqua, ambiente, oro blu

Acqua oro blu. Una risorsa sempre più critica nel nostro pianeta: 300 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua pulita e sicura. Sono poco meno del 4% della popolazione mondiale, ma sono anche gli abitanti della Germania, del Regno Unito, della Francia, dell’Italia e della Spagna messi assieme; inoltre, più di 2 miliardi non dispongono di servizi di base per il lavaggio delle mani con acqua e sapone.

Gli italiani faticano a capire l’importanza strategica di evitare gli sprechi di acqua: l’italiano medio che non chiude i rubinetti quando si lava i denti, l’italiano che preferisce il bagno nella vasca alla doccia. (come ironizzava Giorgio Gaber fare il bagno nella vasca è di destra, far la doccia invece è di sinistra)

È il nostro bene più prezioso, eppure continua ad essere il più sottovalutato. Tutti noi abbiamo imparato l'importanza di proteggere l'ambiente e cercare di aiutare la Terra che soffre, per colpa nostra, per l'avanzata della crisi climatica. Per fortuna, il mondo sta prendendo coscienza della difficoltà e della pressione a cui è sottoposto il Pianeta ma troppo spesso sembra dare per

Per esempio, in Italia, per solo due italiani su dieci la scarsità idrica è un problema attuale e concreto. La metà degli italiani sottostima i propri consumi personali di acqua, senza rendersi conto di quanta ne venga sprecata, e solo il 3% ha in media una reale percezione del consumo familiare.

Dati, questi, che insieme ad alcune note positive come una maggiore attenzione nel risparmio idrico durante la preparazione della lavastoviglie, ci offrono nuovamente una fotografia delle abitudini degli italiani e dei nostri consumi idrici.


Acqua oro blu: il progetto Acqua nelle nostre mani

Cifre che fanno parte del progetto "Acqua nelle nostre mani" portato avanti anche quest'anno da Finish che, in collaborazione con Ipsos e in vista della Giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo, ha realizzato un sondaggio su un campione di 1000 italiani per tracciare il nostro rapporto con l'"oro blu".

Il sondaggio. Nella ricerca condotta nel gennaio 2021, in piena pandemia, Finish e Ipsos sottolineano come rispetto all'anno passato ci siano stati passi indietro e in avanti degli italiani nel loro rapporto con l'acqua.

Per esempio, dato positivo, i possessori di lavastoviglie hanno imparato a non sciacquare i piatti prima di riporli nell'elettrodomestico: questa consapevolezza è aumentata del 4% in un solo anno (dal 26% del 2020 al 30% del 2021). Percentuali che determinano un risparmio d’acqua di ben 38 litri ad ogni lavaggio che, come scrivono i relatori, "se calcolato sulla media di utilizzo della macchina in una settimana (4,56 volte) porta ad un risparmio aggiuntivo di oltre 6 miliardi di litri d’acqua in un anno, e corrisponde all’incredibile dato di circa 2.500 piscine olimpiche”

(continua su La Repubblica del 22 marzo 2021 di Giacomo Tagliani)


Giornata Mondiale dell’Acqua 2021 – il problema della scarsità idrica 

dal portale Ipsos
Solo 2 italiani su 10 ritengono che la scarsità d’acqua sia un problema generalizzato
, il 70% ritiene che sia legata alla stagionalità e interessi solo specifiche aree del Paese. Inoltre, riguardo alle tematiche ambientali più preoccupanti, solo il 12% degli italiani si è definito preoccupato dalla tematica acqua nel presente; i maggiori timori sono legati alla presenza di plastica nei mari e negli oceani, l’inquinamento dell’aria e la gestione dei rifiuti. 

World Water Day - le percezioni relative al consumo di acqua 

La scarsa preoccupazione degli italiani per l'acqua ha diverse cause: nasce ad esempio, dall’errata percezione dei reali consumi di una famiglia. Infatti, gli individui ritengono che in media una famiglia italiana consumi poco più di 100 litri di acqua al giorno, mentre in realtà il consumo per uso civile di acqua in Italia è di 500 litri al giorno per famiglia, oltre 200 litri per persona. Un consumo dunque sottodimensionato nella percezione di quasi 5 volte. Inoltre, l'arrivo della pandemia ha giocato un ruolo cruciale nel ridurre l’attenzione delle persone sulla tematica acqua. Solo 1 italiano su 4 dichiara di aver prestato attenzione ai consumi d’acqua nel corso dell’ultimo anno, trascorso prevalentemente dentro casa e in misura maggiore rispetto al passato.

Dalla ricerca realizzata da Ipsos per Finish emerge una minore consapevolezza dei giovani tra i 14 e i 17 anni sulle tematiche ambientali (86%, contro il 93% degli adulti), ma soprattutto un minor attivismo nella quotidianità: il 66% prova a ridurre lo spreco d’acqua contro il 77% degli adulti; il 68% chiude il rubinetto quando non lo utilizza (adulti 73%), il 51% sa cha va utilizzata la lavastoviglie a pieno carico (adulti 44%), mentre solo il 14% non sciacqua a mano i piatti prima di riporli nella macchina. 

Risparmio di acqua: un dovere di tutti i cittadini

Il 68% degli italiani dichiara che tutelare la risorsa idrica sia un dovere che spetta a tutti i cittadini, riducendo o comunque migliorando i propri consumi; il 58% affida un ruolo importate ad enti pubblici che si occupano della manutenzione delle tubature, il 54% ai Governi, che dovrebbero punire coloro che non adottano comportamenti corretti e il 50%, alle aziende, che devono impegnarsi a migliorare i processi produttivi.

Ad oggi i comportamenti degli italiani nei confronti dell’uso di acqua non sono sempre correttamente indirizzati; tuttavia, si registra una certa predisposizione e disponibilità a fare di più: sempre secondo l’Ipsos Global Advisor, il 51% degli italiani sarebbe disposto a impegnarsi in questa direzione adottando comportamenti più sostenibili, come ad esempio chiudere il rubinetto quando non serve, fare docce più brevi ed essere sicuri di usare latrice e lavastoviglie a pieno carico. 

Risparmio di acqua: limitare lo spreco 

Il monitoraggio che Ipsos ha condotto per Finish - in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua - ha indagato anche dello spreco di acqua connesso al pre-risciacquo dei piatti prima di essere posti nella lavastoviglie. Su circa 2.300 occasioni di consumo analizzate, oltre la metà (58%) sono state accompagnate da una fase di pre-risciacquo delle stoviglie, generando uno spreco di acqua che ha raggiunto punte di 38 litri per ogni atto di lavaggio in ciascuna famiglia. A queste, si aggiungono il 24% di occasioni in cui i piatti sono stati lavati completamente a mano, senza uso della lavastoviglie. Solo il 18% delle occasioni ha visto l’uso esclusivo della lavastoviglie.

Questo comportamento dipende, da un lato, dall’errata convinzione che il lavaggio manuale dei piatti consumi meno acqua del lavaggio in lavastoviglie e, dall'altro, da cattive abitudini, spesso inconsapevoli, come quella di rimuovere i residui di cibo con l’acqua anziché con un panno di carta assorbente (37%). 


L’acqua vale il 17,5% del Pil ma se ne perde metà

22 marzo - Il Sole 24Ore - di Jacopo Giliberto

Analisi Ambrosetti sulla filiera in Italia e sui consumi. Il ciclo idrico fattura 21,4 miliardi. Pochi investimenti, acquedotti vecchi e perdite al 47,6%.Per la Giornata mondiale dell’acqua, 22 marzo, è un fiorire di iniziative, impegni, promesse, richiami, appelli e proclami. Fra tanti documenti spicca quello di The European House-Ambrosetti: il valore dell’acqua è pari al 17,5% del Pil italiano ed è comparabile con il Pil di un Paese come il Sud Africa. Ma l’Italia è un Paese a rischio quando si parla di acqua e sviluppo sostenibile. E le perdite dagli acquedotti sono in crescita perché, secondo quanto riporta Ambrosetti nel Libro Bianco 2021, frutto dell’Osservatorio Community Valore Acqua per l’Italia (scarica il documento), oggi il nostro Paese è al 18° posto in Europa negli indici utilizzati per capire come la gestione efficiente della risorsa idrica impatti sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, i cosiddetti “goal”.

Pochi investimenti e acquedotti vecchi
Purtroppo il settore soffre di un limitato tasso di investimento. Con 40 euro per abitante all’anno (rispetto a una media europea di 100 euro), l’Italia è agli ultimi posti nella classifica europea per investimenti nel settore idrico, davanti solo a Romania e Malta. Le infrastrutture idriche sono vecchie e inefficienti. Circa il 60% della rete idrica nazionale ha più di 30 anni e il 25% ha più di 50 anni. Il 47,6% dell’acqua prelevata per uso potabile viene dispersa: 42% solo nelle reti di distribuzione, 10 punti percentuali in più di 10 anni fa, rispetto al 23% della media europea.

Acqua oro blu

 

L’Italia beve in bottiglia
L’Italia è un Paese fortemente idrovoro con l’aggravante di uno spreco quasi sempre incontrollato. Con 153 metri cubi l’anno pro capite, l’Italia è il secondo Paese dell’Unione Europea per prelievi di acqua ad uso potabile (due volte superiore rispetto alla media europea). Inoltre, con 200 litri pro capite consumati all’anno, è il primo Paese al mondo per consumi di acqua minerale in bottiglia (rispetto a una media europea di 118 litri), nonostante la qualità dell’acqua che esce dai nostri rubinetti sia la migliore d’Europa. (leggi su Civitas Plastic Tax)

continua a leggere su Il Sole 24Ore ...

 


Tutelare l’acqua. Un decalogo di proposte d'azione

 

La giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo 2021 ci riporta all’attenzione il tema strategico e sistemico della risorsa più preziosa sulla terra insieme all’ossigeno: l’acqua. La risorsa acqua è una risorsa scarsa e strategica – e lo sarà sempre di più in futuro. A oggi purtroppo permangono significative disuguaglianze nell’accesso alla risorsa idrica e la scarsità d’acqua provoca gravi ripercussioni economiche e sociali. Nel mondo, 2,2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile, 4,2 miliardi di persone sono prive di sistemi di purificazione sicuri e il 40% delle abitazioni è privo di impianti per il lavaggio delle mani (abbiamo recentemente imparato quanto questo aspetto sia importante). Oggi più che mai una filiera dell’acqua efficiente e sostenibile è indispensabile per il futuro di ogni territorio e assume sempre più rilevanza sistemica. Diventa quindi fondamentale avere una visione e una strategia capace di mettere a sistema i contributi di tutti gli attori della filiera estesa dell’acqua. Partendo da queste riflessioni, come 1° Think Tank in Italia, 4° nell’Unione Europea e tra i più rispettati indipendenti al mondo su 11.175 censiti, The European House – Ambrosetti ha deciso di avviare nel 2019 la Community Valore Acqua per l’Italia, una piattaforma di alto livello multi-stakeholder dedicata alla gestione della risorsa acqua come driver di sostenibilità, competitività e sviluppo industriale, con l’obiettivo di presentare proposte al governo e al sistema-Paese. Le analisi dell’Osservatorio della Community Valore Acqua mettono in evidenza che l’Italia è un Paese ad alta vulnerabilità climatica (al penultimo posto in Europa prima della Romania), con una rete infrastrutturale ... (continua a leggere)

 


Droni, algoritmi, tubi autosigillanti contro lo spreco d’acqua 

5 aprile 2021 - HuffPost - Daniele Di Stefano

“Il 37,3% dell’acqua immessa nelle reti idriche dei capoluoghi italiani non raggiunge gli utenti a causa delle dispersioni di rete”. Lo certifica l’Istat. È come se uscendo dal supermercato caricaste nell’auto due casse d’acqua minerale, ma arrivati sotto casa, quando le tirate fuori, delle 12 bottiglie ne restassero solo 8. Quando si parla di reti colabrodo è più di un modo di dire. Ma oggi abbiamo un alleato in più contro queste perdite: la tecnologia. Un alleato che, come vedremo, fa saltare agli occhi quanto dovranno essere sinergici i rapporti tra i due nuovi ministeri battezzati dal governo Draghi, quello della Transizione ecologica (Mite) e quello dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale (Mid). Qui non parliamo di gestire casi che potremmo considerare “fortunati”, in cui la fuga d’acqua arriva in superficie e allaga ad esempio una strada, richiamando l’attenzione dei tecnici che, con tutti i disagi connessi, intervengono e risolvono il problema. La gran parte ... (continua a leggere)


 

Acqua oro blu: rubinetti chiusi condutture bucate

intervista Michaela Castelli presidente di Utilitalia (il testo integrale su A&F di La Repubblica del 22 marzo 2021)

i primi dati del Blue book di Utilitalia che sarà presentato a giugno mostrano qualche lieve miglioramento nei consumi e negli investimenti ma siamo sempre troppo sotto la media europea era dispersione dei vecchi tubi e aumentata

Gli italiani chiudono i rubinetti. Dopo anni di campagne per convincere i consumatori a limitare gli sprechi a farsi qualche doccia in più per qualche bagno in meno arrivano i primi risultati.

Secondo i dati più aggiornati, dal 2015 al 2018 il prelievo di acqua potabile in Italia si è ridotto passando da 9,4 a 9,2 milioni di metri cubi all'anno. Si tratta della prima riduzione da un ventennio a questa parte, frutto della crescente sensibilità dei cittadini alle scelte di economia sostenibile anche a livello domestico. Sempre nello stesso periodo il consumo pro-capite di acqua potabile è così passato dai 220 a 215 litri/giorno per abitante.

E’ uno dei dati della nuova edizione del Blue Book curata da Utilitalia l'associazione che rappresenta le società di pubblici servizi in Italia e in collaborazione con la Fondazione Utilitas. Sarà pubblicato a giugno ma una parte della ricerca viene anticipata ad oggi (22 Marzo 2021) in coincidenza con la giornata mondiale dell'acqua.

Purtroppo per nostro paese il calo dei consumi è l'unica notizia che si possa considerare positiva sul tema dell'acqua pubblica. ci sarebbe anche l'incremento degli investimenti. Dopo anni di altalena hanno preso a salire con costanza dal 2012: nel 2017 hanno raggiunto 38,7 euro per abitante, più 23,7% rispetto a sei anni, e guardando gli interventi programmati per il 2018 e il 2019 il dato dovrebbe salire ancora fino a raggiungere 44 euro per abitante.

Tutto bene dunque? Non proprio perché si tratta di una media nazionale, con le Regioni del centro nord che anno dopo anno stanno colmando le distanze con i paesi del nord Europa, mentre il sud è sempre troppo vicino ai paesi più arretrati dell'Eurozona. Non è sufficiente parlare di investimenti per la distribuzione dell'acqua ma occorre ragionare di investimenti sull’intero ciclo idrico integrato compresa la depurazione, se non si cura tutta la filiera in tempi rapidi e in tutto il territorio avremmo reso le nostre città smart city ma rischiamo di non avere l'acqua potabile  in alcune zone d'Italia.

Quella che manca è la cultura sul tipo di spesa: non basta esempio intervenire sugli invasi se poi non ci sono risorse per innovare le reti e arrivare i rubinetti. Per non parlare dello smaltimento e della depurazione così come non è ancora ben compreso il fatto che l'Italia è fortemente disallineata rispetto al resto d'Europa: l’investimento medio a livello UE è pari a 90 euro/anno per abitante, in Italia a seconda delle regioni da 40 50 euro, ma in alcune zone del Sud, soprattutto dove la gestione in mano ai comuni, questa cifra scende fino a 5 euro.

Gli allevamenti intensivi: l’altra faccia dello spreco 

Il legame che c’è tra lo spreco di risorsa idrica e il consumo di carne in Italia è tra gli aspetti analizzati nello studio indipendente sui costi nascosti (ambientali e sanitari) della carne realizzato per LAV dalla onlus Demetra, che ilfattoquotidiano.it ha presentato in esclusiva ai suoi Sostenitori. Stando al dossier, per la carne di bovino si arriva a consumare fino a 8 volte il quantitativo d’acqua necessario per produrre la carne di maiale. Il confronto con gli altri animali e le proteine vegetali.

Acqua oro blu

Acqua e carne, due facce dello stesso spreco. Secondo la Fao la siccità costa all’Italia un miliardo di euro all’anno ed è, a livello globale, la principale causa della perdita di produzione agricola, eppure si continua a impiegare questa preziosa risorsa negli allevamenti intensivi disseminati in tutta la Penisola. In questi giorni la deputata del Movimento 5 Stelle, Carmen Di Lauro, ha pubblicato un post sul blog di Beppe Grillo, ricordando come gli allevamenti intensivi siano tuttora causa di un enorme consumo di acqua. E ricordando le recenti parole del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: “La proteina animale richiede 6 volte l’acqua della proteina vegetale, a parità di quantità”. Il legame che c’è tra lo spreco di risorsa idrica e il consumo di carne in Italia è tra gli aspetti analizzati nello studio indipendente sui costi nascosti (ambientali e sanitari) della carne realizzato per LAV (Lega Anti Vivisezione) dalla onlus Demetra, società di consulenza in ambito di ricerca scientifica sulla sostenibilità, che ilfattoquotidiano.it ha presentato in esclusiva ai suoi Sostenitori. Uno studio secondo cui per la carne di bovino si arriva a consumare fino a 8 volte il quantitativo d’acqua necessario per produrre la carne di maiale. (continua a leggere su IlFattoQoutidiano)

Acqua oro blu: 10 consigli per risparmiarla

Usa il frangigetto sui rubinetti
Aprire e chiudere il rubinetto sono azioni abituali, che compiamo senza pensare. Sicuramente nessuno è in grado di dire quante volte ripete questa azione durante il corso della giornata; Eppure anche questo gesto può essere importante per risparmiare l'acqua potabile.Applicando un frangigetto al rubinetto si produrrebbe un notevole risparmio: una famiglia di tre persone potrebbe risparmiare circa 6.000 litri d'acqua in un anno!

Chiudi il rubinetto quando ti lavi i denti o ti radi
Lavarsi i denti o farsi la barba sono azioni quotidiane durante le quali lasciamo scorrere l'acqua senza utilizzarla. Se tenessimo aperto il rubinetto solo per il tempo realmente utile per il prelievo dell'acqua effettivamente necessaria, potremmo risparmiare circa 2.500 litri di acqua per persona all'anno!

Ripara il rubinetto che gocciola
La piccola goccia che cade dal rubinetto, sommata a tante altre che, inutilizzate, scorrono via in un vero e proprio spreco, inutile e dannoso per tutti; Riparare il rubinetto ti porterebbe via solo pochi minuti ma ti permetterà di risparmiare in un anno circa 21.000 litri d'acqua.

Ripara il water che perde
Riparando il water potrai evitare il lento ma costante fluire dell'acqua e risparmiare circa 52.000 litri d'acqua in un anno

Controlla la tua cassetta di scarico
Le normali cassette di scarico del water hanno una capacità di 12 litri, che, ad ogni scarico vengono rilasciati. Se le condizioni lo permettono sarebbe bene installare sistemi in grado di erogare la quantità di acqua strettamente necessaria. Nei principali negozi di idraulica e sanitari sono in vendita sistemi per un consumo più razionale (a manovella, a rubinetto o diversificato) che liberano a scelta 6 o 12 litri d'acqua. Si arriverebbe così ad un risparmio del 50%, quantificabile in circa 26.000 litri d'acqua in un anno.

Doccia o bagno?
Per una doccia sono necessari circa 20 litri d'acqua, mentre per un bagno ne occorrono circa 150. Il calcolo del risparmio è presto fatto!

Lava le verdure lasciandole a mollo anziché in acqua corrente
Le verdure devono essere accuratamente lavate e risciacquate! Basterebbe lasciarle a mollo in una vaschetta per un certo periodo di tempo e risciacquarle poi velocemente sotto un getto d'acqua per realizzare un notevole risparmio d'acqua: Per una famiglia di tre persone è stato calcolato un risparmio di circa 4.500 litri all'anno.

Utilizza la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico
Effettuare lavaggi a pieno carico permette di risparmiare una notevole quantità di acqua: Per una famiglia "tipo" di tre persone è stato calcolato un risparmio di 8.200 litri all'anno.

Lava l'automobile usando il secchio e non l'acqua corrente del getto
Non pretendere di avere l'auto scintillante tutti i giorni. Usa il buonsenso. Si è calcolato che il lavaggio dell'auto impiega acqua per circa 30 minuti, con un notevole volume di consumo. Se invece si utilizzasse un secchio si potrebbero risparmiare circa 130 litri d'acqua potabile per ogni lavaggio.

Utilizza acqua già utilizzata per innaffiare l'orto, i fiori o le piante
Per annaffiare l'orto o i fiori del terrazzo non è necessario utilizzare acqua potabile. Si può invece adoperare l'acqua già utilizzata per altri scopi, ad esempio per le verdure. In questo modo si possono risparmiare in un anno circa 6.000 litri d'acqua potabile.

Acqua oro blu

L’ultima goccia dal rubinetto

31 marzo - La Repubblica - Fabio Bogo

Tra 19 anni l’Italia entrerà in una situazione di stress idrico grave. Entro il 2025 fino a 3,5 miliardi di persone potrebbero sperimentare la scarsità d’acqua. Non c’è molto tempo prima di restare a secco. Secondo il World Resources Institute l’Italia nel 2040 sarà in una situazione di stress idrico “molto critica”. Ciò significa che non ci saranno abbastanza risorse per l’irrigazione dei campi, che si ridurrà l’energia prodotta dagli impianti idroelettrici, che in estate spesso dovranno venire programmate interruzioni del servizio  di acqua potabile per le collettività. Non è solo l’Italia ad avere sempre più sete, ma l’intero pianeta. E lo scorso 22 marzo abbiamo ascoltato l’allarme lanciato da istituzioni, scienziati, ong. Progetti, proclami, grandi piani di intervento. Ma se qualcuno pensa che saranno i grandi investimenti nell’innovazione o nelle infrastrutture a riportare in equilibrio un sistema gravemente compromesso si sbaglia: l’inversione di tendenza non può che iniziare dai comportamenti individuali, affiancati da una corretta campagna di informazione.  Quanti di noi sanno - ad esempio - quanta acqua si spreca per lavare i piatti? L’abitudine di sciacquare le stoviglie prima di avviarle al ciclo meccanico di pulizia comporta un consumo di circa 38 litri da sommare a ogni lavaggio. Calcolando la frequenza delle operazioni nelle famiglie italiane, si può calcolare che l’abitudine spesso inutile fa sprecare 6 miliardi di litri d’acqua all’anno, con i quali si potrebbero riempire 2.500 piscine olimpiche . E quanti di noi sanno quanta acqua serve per comprare le cose che mangeremo? (continua a leggere)


Acqua oro blu: e in Africa?

Quanta acqua c'è davvero nelle falde dell'Africa? Serve una mappa delle risorsa acqua c'è davvero nelle falde dell'Africa? Serve una mappa delle risorse idriche

Comprendere la ricarica di "oro blu" per conoscere il futuro del continente. In un nuovo studio pubblicate le rilevazioni dei geologi raccolte dal 1970 ad oggi che tracciano lo stato di salute delle risorse idriche africane

Capire quanto "oro blu" c'è là sotto per riuscire a salvare l'Africa. Nel grande continente africano, il tesoro più prezioso in assoluto per il futuro di milioni di persone si trova sottoterra: sono le fonti d'acqua, quelle che permettono la vita, che garantiscono le coltivazioni e la sussistenza dei popoli. Riuscire a capire la portata delle ricariche delle fonti d'acqua è oggi una sfida fondamentale per le chance di sopravvivenza di un continente che, come altri, soffre per la crisi climatica in corso e che, più di altri, ha un fondamentale bisogno di acqua. Una nuova ricerca condotta dal British Geological Survey (BGS), che ha coinvolto scienziati di Regno Unito, Sudafrica, Francia, Nigeria e Stati Uniti, racconta oggi in una pubblicazione su IOP Publishing Environmental Research Letters i dettagli sui tassi di ricarica delle acque sotterranee in tutta l'Africa. (continua a leggere)

Acqua oro blu

ONU - Giornata mondiale dell’acqua

Ogni anno, il 22 marzo, le Nazioni Unite lanciano un appello per celebrare la giornata dedicata alla tutela della risorsa idrica. L’obiettivo della Giornata mondiale dell’acqua (#WorldWaterDay) è quello di celebrare l’acqua e richiamare l’attenzione sulla crisi idrica globale, sensibilizzando la popolazione in vista del raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) 6: acqua e servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030, un traguardo indispensabile per appianare le disuguaglianze socioeconomiche e garantire la dignità di tutti gli esseri umani.

Valorizzare l’acqua

Il tema della Giornata di quest’anno è “valorizzare l’acqua”. Il valore dell’acqua è infatti molto più del suo prezzo: l’acqua ha un valore enorme e complesso da un punto di vista familiare, alimentare e culturale, per la salute, per l’istruzione e per la salvaguardia dell’integrità del nostro ambiente naturale. La sfida lanciata dalla Giornata mondiale di quest’anno è quella di raggiungere una comprensione completa del valore multidimensionale dell’acqua: se trascuriamo uno di questi valori, non saremo in grado, infatti, di salvaguardare questa risorsa – finita e insostituibile – a beneficio di tutti.

Il World Water Forum

Ogni tre anni, a partire dal 1997, il World Water Council, organismo non governativo internazionale creato nel 1996 come piattaforma degli organismi internazionali e specialisti nel settore dell’acqua, con uno status consultivo speciale loro attribuito da Unesco ed Ecosoc, convoca un World Water Forum (Forum sull’acqua) per raccogliere i contributi e dibattere intorno agli attuali problemi locali, regionali e globali, problemi che non possono essere risolti senza un accordo quadro con obiettivi e strategie comuni. All’incontro del 2012 a Marsiglia hanno preso parte oltre 140 delegazioni ministeriali e più di 180 paesi rappresentati, tra cui l’Italia. L’ultimo incontro dal tema “acqua e sviluppo sostenibile” è stato quello del 2015 a Daegu-Gyeongbuk in Corea del Sud. (continua)


Acqua oro blu: ancora uno sguardo sul mondo

22 marzo 2021 - HuffPost - Antonio Cianciullo

Giornata mondiale dell'acqua.

Rapporto Unesco, il mondo idrico del Novecento è ormai scomparso. “Dare valore all’acqua”: cioè spiegare che il mondo idrico del Novecento, in cui Paesi come il Canada consideravano l’acqua troppo abbondante perché valesse la pena di farla pagare a consumo invece che a forfait, è ormai scomparso. È il titolo del rapporto coordinato dall’Unesco World Water Assessment Programme ( scarica il documento) e reso noto oggi in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. 

I numeri elencati dal rapporto sono impressionanti. I dati forniti dall’Oms raccontano che solamente il 45% della popolazione mondiale (3,4 miliardi di persone) utilizza servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro. Oltre tre miliardi di persone e due strutture sanitarie su cinque non dispongono di un accesso adeguato a impianti per l’igiene delle mani. Circa 829.000 persone muoiono di diarrea ogni anno per aver usato acqua e impianti igienico-sanitari non sicuri. Una situazione che, in assenza di correzioni di rotta, è destinata a peggiorare. Si aggraveranno le ”waterborne diseases”, le malattie legate all’acqua come la diarrea, il colera, la malaria, la schistosomiasi, la scabbia. Si allungherà il percorso che deve compiere ogni giorno chi non ha un rubinetto a casa: già oggi circa 230 milioni di persone, principalmente donne e bambine, impiegano oltre 30 minuti a viaggio per riempire un secchio d’acqua. (continua a leggere)


Con l’acqua alla gola: oro blu a rischio

22 marzo 2021 - HuffPost - Sara Roversi Fondatrice del Future Food Institute

Il 22 marzo si celebra per la seconda volta la Giornata Mondiale dell’Acqua nel pieno dell’emergenza pandemica. In un’ottica sistemica, l’unica possibile quando si tratta di certi temi, non è pensabile attribuire una priorità alle emergenze che l’umanità sta vivendo, perché sono tutte iperconnesse. Tutte, riflesso del collasso di modelli iper consumistici e fondati sul sovra sfruttamento di risorse naturali scarse.

Siamo composti di acqua. Abbiamo bisogno di acqua. In Italia e nel mondo è fondamentale occuparsi di emergenza idrica. L’oro blu è a rischio. Parliamo di una delle risorse naturali essenziali per la vita sul Pianeta. Siamo composti di acqua. Abbiamo bisogno di acqua. I nostri campi hanno bisogno di acqua e il cambiamento climatico sta acidificando i mari e compromettendo il ciclo di vita naturale di questo bene prezioso. 

In questo scenario, continua a essere fondamentale occuparsi anche di emergenza idrica, soprattutto in un Paese ad alto rischio idrogeologico e con molti territori, specie nel Sud, classificati come a rischio siccità. 

Il ministro Roberto Cingolani qualche giorno fa ha sottolineato come ci siano dei mutamenti climatici già irreversibili e quanto l’Italia rischi più di altri Paesi. “Infatti - ha spiegato il ministro per la Transizione Ecologica - la temperatura media del Pianeta è aumentata di circa 1.1 gradi in media dal 1880, rendendo fenomeni estremi sempre più frequenti e acuti. L’ulteriore aumento del riscaldamento climatico è ormai inevitabile, anche in scenari ambiziosi di progressiva decarbonizzazione”. 

La decarbonizzazione è necessaria e certamente inciderà su scenari futuri che, altrimenti, potrebbero essere disastrosi, come pure si legge sull’Intergovernmental Panel on Climate Change. Eppure alcuni effetti, nonostante la decarbonizzazione, arriveranno ugualmente e di nuovo è l’acqua al centro dei rischi, di quelli che può provocare e di quelli che può subire. Si pensi all’innalzamento dei livelli dei mari: sono previsti 19 centimetri di innalzamento medio del livello dei mari con +2 gradi e questo comporta rischi elevatissimi.

Non è un caso che Future Food Institute e FAO abbiano scelto Marettimo, nelle isole Egadi e nel cuore del Mediterraneo, come meta per il nuovo Boot Camp formativo di Climate Shapers (modellatore di clima). È qui che stiamo concentrando i nostri investimenti e i nostri sforzi, dove si annidano le sfide più urgenti, ed è lì che si nascondono “risorse dormienti”, come direbbe il Prof. emerito dell’Università di Bologna Gianni Lorenzoni, capaci di trovare soluzioni resilienti in grado di mitigare e adattarsi alla crisi climatica. (continua a leggere)

Vuoi diventare un modellatore del clima?
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