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La crisi dei semiconduttori

La crisi dei semiconduttori

da | 26 Nov 2021 | materie prime, microchip, semiconduttori

La crisi dei semiconduttori. Potremmo definire il 2021 come l’anno della guerra dei chip. A Taiwan si concentrano le fonderie che producono conto-terzi i microprocessori disegnati altrove. Una crisi globale amplificata dal progresso tecnologico trainato dal 5G che si serve di chip per i nuovi apparati di telecomunicazioni. Il vizio originario, raccontano gli addetti ai lavori, sta tutto nell’anno Covid 2020 in cui le proiezioni di vendite da parte delle case automobilistiche a marzo scorso erano più prudenziali rispetto a ciò che poi si è effettivamente verificato sul mercato.

Ciò ha finito per spostare i volumi e la domanda di semiconduttori, che storicamente incide sull’auto soltanto per il 10% dei volumi globali. I produttori usano la formula del «just in time». Si rinegozia costantemente col fornitore il contratto in modo da avere sempre il «magazzino» a zero per ridurre al minimo i costi di logistica. Si tratta da diversi mesi di riallocare l’offerta di chip anche perché per costruire, nel mentre, nuovi impianti di semiconduttori, servono anche 12- 18 mesi.

La pandemia ha però messo in evidenza un aspetto di natura strategico e strutturale: i microchip sono diventati una specie di materia prima alla base della supply-chain dell’economia più avanzata preziosa quanto o forse più del petrolio. Non è più solo un problema di domanda e di errate previsioni di marketing, ma si tratta anche di equilibri e conflitti geopolitici. All’interno dei quali l’Unione Europea è un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. I protagonisti infatti sono altri, principalmente Stati Uniti, Cina, Taiwan (TSMC), Corea del Sud (Samsung), che si dividono questo mercato emergente e strategico.

la crisi dei semiconduttori

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione (15 settembre 2021) la presidente Ursula Von der Leyen ha illustrato le principali iniziative che la Commissione intende intraprendere nel prossimo anno e tra queste: ora dipendiamo dai chip di ultima generazione fabbricati in Asia; è nostra intenzione presentare una nuova legge europea sui semiconduttori. Dobbiamo mettere insieme le nostre capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione di livello mondiale. Dobbiamo coordinare gli investimenti dell'UE e nazionali lungo la catena del valore. È vero: è un compito estremamente arduo. E so che alcuni lo considerano fuori portata.

vedi anche, su Civitas, Le materie prime che mancano

La crisi dei semiconduttori

La crisi dei semiconduttori: e gli altri Paesi come reagiscono?

Ma anche gli Stati Uniti d’America, un tempo leader nella produzione di semiconduttori (Intel ad esempio) hanno deciso di voler correre ai ripari. L’annuncio del Presidente Joe Biden durante il discorso di Pittsburgh (aprile 2021) dell’American Jobs Plan da circa 3 trilioni di dollari, volto a ricostruire l’intera nervatura infrastrutturale americana, ha certamente segnato un punto di svolta. Tante le indicazioni fornite sulle future voci di spesa, tra cui salute, lavoro, istruzione, imprese, produzione e soprattutto tecnologia.

“La manifattura americana è stata l’Arsenale della democrazia nella Seconda guerra mondiale e deve essere l’Arsenale per la prosperità americana oggi”, si legge nella nota sul sito della Casa Bianca. “Dall’invenzione del semiconduttore alla creazione di Internet, i motori della crescita sono stati concepiti grazie ad investimenti pubblici che supportano ricerca, commercializzazione e filiere robuste”.

Anche l’Italia si sta muovendo e non solo sul fronte americano. È italo-francese una delle più grandi produttrici europee di chip, Stmicroelectronics, controllata al 27,5% da St Holding, una joint venture partecipata al 50% dal Mef e da Ft1Ci, veicolo a sua volta detenuto al 95% dalla “Cdp” francese, la Bpi France.

L’azienda ha in ballo due grandi investimenti nel Belpaese. Il primo, ad Agrate, in Brianza, è un impianto di 65mila metri quadri, del valore di circa 1,6 miliardi di euro, per produrre wafers in silicio da 300 mm di diametro, presentato due settimane fa alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Il secondo a Sud, vicino Catania, nella valle dell’Etna. Per ora il progetto è sulla carta. Nel Recovery Fund sono stati stanziati 850 milioni di euro da qui al 2025. Per rendere competitivo l’investimento, che secondo le stime del governo dovrebbe creare tra i 700 e i 900 posti di lavoro, è “essenziale” una garanzia pubblica del 40%, si legge nella scheda tecnica dedicata. Altrimenti “sarebbe più conveniente portarlo al di fuori dell’Europa o comprare direttamente da lì il prodotto”.

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Perché i microchip sono così importanti: origini e cause della crisi globale

14 aprile 2021 - AGI -

Un'industria che vale miliardi di dollari messa in ginocchio da una carenza a tutti i livelli. Quali sono le origini, il ruolo degli Usa e quello della Cina. I semiconduttori sono la struttura materiale che permette il funzionamento di televisori, smartphone, auto, frigoriferi, perfino aeroplano.

Si tratta di un'industria che secondo i dati raccolti da Bloomberg oggi vale circa 500 miliardi. Per capire le cause della crisi dei semiconduttori bisogna cercare di immaginare tutte le centinaia di tipologie di chip e microchip che grazie a loro compongono l'intera industria del silicio, fatta di cobalto, litio, grafite, nickel, niobio, gallio, germanio, vanadio e indio. Materiali di cui il mondo non è rimasto a secco, ma la crescita esponenziale della domanda di prodotti elettronici causata dalla pandemia da Covid-19, oltre alle crescenti tensioni tra Usa e Cina, ha colto impreparate le aziende produttrici, innescando una crisi nella catena di approvvigionamento che sembra non avere precedenti.

L'importanza dei chip nella produzione

Non si tratta solo di strumenti sofisticati, come i blasonati chip prodotti da Qualcomm e Intel che vantano prezzi che vanno da 100 a diverse migliaia di dollari. Ma in questa crisi sono coinvolti soprattutto i chip da un dollaro, come il display driver. Un elemento semplicissimo, che ha l'unico scopo di trasmettere le informazioni base per illuminare lo schermo di un qualsiasi smartphone, o di un monitor di un cruscotto. Il display driver è un buon esempio per capire perché la produzione di beni che si basano sui chip si è fermata. Senza questa componente essenziale, per quanto semplice di fattura e economica nei costi, l'intera produzione di un prodotto si blocca.

L'impatto della pandemia

Non si può sostituire, non ci si può arrangiare altrimenti. Uno smartphone non viene consegnato, un'auto resta ferma negli impianti di produzione. Per gli analisti quello che viene chiamato il "chip crunch", la crisi del chip, nasce da un banale ma comprensibile errore di calcolo. Nessuno si aspettava un impatto così forte sulle economie mondiali della pandemia da Covid-19 e, quando il virus ha cominciato a diffondersi su scala globale, i produttori di chip hanno reagito tagliando le previsioni di produzione.

Le tensioni USA - Cina

Ma dietro la crisi dei semiconduttori ci sono anche questioni geopolitiche che vedono ancora una volta al centro della dispute Stati Uniti e Cina. Quando oggi si parla di semiconduttori, si parla soprattutto di due aziende: la Tsmc di Taiwan e la coreana Samsung. Le due aziende asiatiche insieme detengono il 70% del mercato della produzione di semiconduttori (dati Trendforce). Gli Stati Uniti, una volta leader di questo mercato, negli ultimi decenni hanno lasciato il passo alle aziende asiatiche, diventate oggi leader globali. L'ex presidente Usa, Donald Trump, ha ripreso con forza il dossier dei semiconduttori a partire dal 2019, proprio in virtù delle tensioni con la Cina di Xi Jinping, ritenendola una questione di sicurezza nazionale (l'industria delle armi fa ampio uso di semiconduttori). (continua a leggere)

La guerra commerciale tra Usa e Cina gioca a favore dell'export italiano -  Linkiesta.it

La crisi dei semiconduttori

Aggiornamenti
a cura della redazione di Civitas


La crisi senza soluzione dei chip

29 dicembre 2021 - AGI

A cavalcare l'onda dei chip sono sia il mercato dell'auto, dove ormai i semiconduttori sono presenti in molteplici parti, dal gruppo motore alla navigazione all'infotainment, alla strumentazione, sia gli altri prodotti come i pc, le cui vendite sono aumentate in seguito al maggior peso dello smartworking in tempi di pandemia. C'è chi dice che finirà già nel 2022, chi si spinge fino al 2024, chi si colloca a metà e indica nel 2023 il momento in cui il mercato tornerà in equilibrio. Comunque lo si esamini il rebus della crisi dei chip non sembra essere vicino alla soluzione.... A cavalcare l'onda dei chip sono sia il mercato dell'auto, dove ormai i semiconduttori sono presenti in molteplici parti, dal gruppo motore alla navigazione all'infotainment, alla strumentazione, sia gli altri prodotti come i pc, le cui vendite sono aumentate in seguito al maggior peso dello smartworking in tempi di pandemia. E ancora il settore delle telecomunicazioni con i forti investimenti nelle reti e nel cloud. (continua a leggere)


Semiconduttori, il colosso di Taiwan Tsmc punta all’Europa

11 dicembre 2021 - Il Fatto Quotidiano - Mauro del Corno

Trattative con Berlino per la costruzione di uno stabilimento in Germania. La scelta del paese dove costruire uno stabilimento da 12 miliardi di dollari (10,6 miliardi di euro) non è ancora stata presa. Come spiega l'azienda che produce il 28% dei chip a livello globale, dipenderà anche dalle condizioni offerte dai vari governi. Anche la statunitense Intel intende rafforzare la sua presenza nel Vecchio Continente. L'Italia in corsa per ospitare un impianto. (continua a leggere)


Il ritorno della politica parte dai microchip

 
In un primo momento il problema era l’approvvigionamento di mascherine, guanti chirurgici e dei vari supporti per garantire ilLa crisi dei semiconduttori distanziamento, rigorosamente made in China; ora è la carestia dei semiconduttori che servono per fabbricare quasi qualsiasi cosa. L’Europa ha scoperto che è solo cliente di un mercato che vede Taiwan, Corea del Sud e Cina in posizione quasi monopolistica e sta discutendo un cambio di rotta che sarebbe stato imprevedibile ancora nel 2019. L’annuncio della commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager è stato chiaro: la Commissione non soltanto continuerà a finanziare i progetti di ricerca e sviluppo sui semiconduttori ma prevede di sovvenzionarne anche la produzione. Insomma un ritorno alla vecchie pratiche del protezionismo, che ha aperto un vivace dibattito tra ... (continua a leggere)


Smartphone, crollano vendite trimestrali per carenza di chip

25 novembre - Ansa

Gartner, vendute 342 milioni di unità (-6,8%): Apple in ripresa. Continua a farsi sentire la carenza di processori e semiconduttori sul mercato. Una crisi che colpisce principalmente il settore della tecnologia di consumo, tra cui gli smartphone. Ed è uno dei motivi del calo, secondo Gartner, nella vendita di telefonini nel terzo trimestre del 2021. Da luglio a settembre, sono state 342 milioni le unità vendute a livello globale, tali da causare una flessione del 6,8% rispetto ai numeri del trimestre precedente. Stando alla più recente indagine della società di analisi, è ancora Samsung al primo posto della classifica dei marchi che hanno venduto di più, nonostante i dati in discesa. Tiene bene Apple, che riacciuffa la seconda posizione ai danni di Xiaomi, terza. (continua a leggere)


Chip shortage: ecco perché (anche secondo Intel) la Ue deve investire nei semiconduttori

13 novembre 2021 - Il Sole 24Ore - Gianni Rusconi

Un nuovo report realizzato dalla società di consulenza Kearney per conto di Intel, ha fatto per l'appunto luce sull'attuale scenario. Il problema è noto: c'è carenza (grave) di componentistica elettronica e basta chiedere ai costruttori di auto per farsi un'idea della portata di un problema che, dopo essersi manifestato all'indomani del primo lockdown, nella tarda primavera del 2020, ha assunto nei mesi successivi una dimensione globale e trasversale a molti settori. Mancano chip, sensori e memorie che fanno funzionare centraline, computer e apparecchiature di vario genere e da questa situazione non se ne uscirà molto presto. Molti addetti ai lavori, compreso il Ceo di St Microelectronic, Jean-Marc Chery, parlano del 2023, ma è difficile a detta degli esperti stabilire (oggi) una data certa perché la situazione è ancora parecchio volatile e differente fra industry e industry e fra mercati e mercati. Lo “shortage” di chip, questo è certo, non ha però solo fermato catene di assemblaggio e rallentato ... (continua a leggere)


Apple riduce la produzione dell'iPhone 13, mancano i chip: 10 milioni di smartphone in meno

13 ottobre 2021 - La Repubblica

La crisi dei semiconduttoriIl gigante dell'elettronica aveva previsto di mettere in commercio 90 milioni di iPhone entro la fine dell'anno, ma dovrà scendere a 80 milioni perché i suoi fornitori non possono tenere il passo con la domanda. L'appello di Sunak (Regno Unito) al G7: agire per problemi forniture. Dal simbolo dell'economia americana al G7 finanziario, il problema dei colli di bottiglia nelle forniture continuano a mettere a rischio la forza della ripresa. A farne le spese pare essere anche il colosso Apple, che secondo quanto rivela Bloomberg non raggiungerà i suoi obiettivi di produzione per il suo nuovo iPhone prima delle vacanze, a causa di una carenza globale di chip per computer. (continua a leggere)


Bruxelles va alla guerra dei chip ma l'ha già persa

18 settembre 2021 - HuffPost - Claudio Paudice

Von der Leyen annuncia una legge per i microchip made in Ue. Ma il gap è ormai troppo grande da colmare. Lo studio Bruegel. Se l’obiettivo è raggiungere la “sovranità tecnologica”, la sfida è persa in partenza. Nel consueto discorso annuale sullo Stato dell’Unione, mercoledì Ursula von der Leyen ha annunciato all’Europarlamento una nuova legge per sviluppare la produzione di microchip sul suolo europeo. “I semiconduttori sono quei i piccoli chip che permettono a tutto di funzionare, dagli smartphone agli scooter elettrici, dai treni a interi stabilimenti smart”, ha spiegato la presidente della Commissione. “Non ci può essere digitale senza quei chip” ma “a causa della loro carenza la produzione sta rallentando nonostante l’aumento della domanda globale”. Amara scoperta: oggi, ha ammesso von der Leyen, “dipendiamo da microchip prodotti in Asia: non è solo una questione di competitività, ma anche di sovranità tecnologica”. La Commissione Europea è decisa perciò a scendere in campo nella “guerra fredda tecnologica” tra Cina e Stati Uniti dopo aver interpretato per anni il ruolo di spettatore neutrale. (continua a leggere)

La crisi dei semiconduttoril'articolo di Claudio Paudice è, come spesso si verifica, molto documentato ed esauriente per cui se ne consiglia vivamente la lettura integrale

La crisi dei semiconduttorise vi interessa leggete anche il discorso sull'Unione tenuto da Ursula Von der Leyen al Parlamento Europeo il 15 settembre 2021, al punto in cui parla dei microchip


Crisi dei chip, Intel prepara investimento in Europa da 95 miliardi

7 settembre  2021 - Il Sole 24Ore - Matteo Meneghello

La crisi dei semiconduttoriL’annnuncio del ceo Par Gelsinger: nuovo impianto in Irlanda (in aggiunta alla nuova capacità produttiva in Usa) - Le mosse degli altri big. Scende anche in campo anche Intel nella corsa dei produttori ad adeguare la capacità produttiva globale alla domanda crescente di semiconduttori. Il colosso americano prepara un investimento in Europa da 95 miliardi di dollari in dieci anni. L’amministratore delegato, Pat Gelsinger, ha dichiarato che il gruppo sta pianificando la costruzione di due impianti per la produzione di microchip in un nuovo sito europeo e che il piano potrebbe potenzialmente espandersi ulteriormente nel corso di oltre un decennio. «Questa nuova era di domanda sostenuta per i semiconduttori ha bisogno di grandi e ampie valutazioni» ha detto Gelsinger, intervenuto a un evento al Motor Show di Monaco di Baviera. Il rivale Taiwan Semiconductor Manufacturing Co, il maggior produttore di chip al mondo, ha detto quest’anno che spenderà 100 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per aumentare la produzione. (continua a leggere)


La guerra dei microchip, anche Google (dopo Apple) produrrà i propri

2 settembre 2021 - HuffPost

Amazon, Facebook, Microsoft, Tesla, Baidu e Alibaba Group Holding sono tutti in corsa per costruire i propri semiconduttori per alimentare i loro servizi cloud e prodotti elettronici. Google sta iniziando a produrre in proprio i microchip per i suoi notebook e PC tablet e secondo quanto riportato da Nikkei Asia potrebbe essere pronta al lancio dei nuovi processori già nel 2023. In un periodo storico segnato dalla carestia dei semiconduttori, i materiali speciali che si utilizzano per realizzare le componenti di base dei chip, la gara alla produzione “in casa” è già iniziata da diversi anni. Anzi, il colosso americano ha rivelato di essersi ispirato al successo ottenuto da Apple nella produzione, e conseguente sostituzione, dei propri microchip all’interno dei Mac. Una gara tra giganti, perché ... (continua a leggere)


Grosso guaio da Taiwan, Tsmc aumenta i prezzi dei chip fino al 20%

27 agosto 2021 - Il Sole 24Ore - Sissi Bellomo

La crisi dei semiconduttoriIl big del settore, con il 31% del mercato, pianifica aumenti di prezzo intorno al 10% per i semiconduttori più avanzati e di circa il 20% per quelli per l'automotive. Microchip non solo introvabili, ma anche sempre più costosi. Il maggior produttore mondiale, Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (Tsmc, forte del 31% delle quote di mercato a livello globale) starebbe pianificando aumenti di prezzo intorno al 10% per i semiconduttori più avanzati e di circa il 20% per quelli meno sofisticati, impiegati nell'automotive. Lo riferiscono fonti del Wall Street Journal. I rincari dovrebbero essere applicati anche ai grandi clienti (uno dei maggiori è Apple) verso fine anno o dal 2022. La società taiwanese, con una lettera inviata a marzo dal ceo C.C. Wei, ha già comunicato ai clienti che non praticherà più sconti nemmeno sugli ordini più importanti, in quanto ha dovuto sopportare un forte aumento del costo delle materie prime. Inoltre deve finanziare un piano di investimenti da 100 miliardi di dollari in tre anni, con cui punta ad espandere la produzione, a fronte delle attuali carenze, e a sviluppare chip più potenti. (continua a leggere)

 

I riflessi della crisi dei microchip sull'automotive


General Motors punta su nuovi tipi di chip

20 novembre 2021 - AGI

I partner sono Qualcomm, Stm, Tsmc, Renesas, NXP, Infineon e ON Semi. Intanto anche Ford Motor Co. ha annunciato una collaborazione con il produttore di chip GlobalFoundries Inc per aumentare le forniture. General Motors (GM) mira ad affrontare la carenza globale di semiconduttori con nuovi design realizzati in Nord America. Lo ha annunciato il presidente, Mark Reuss che ha dichiarato a una conferenza degli investitori come GM stia lavorando con sette fornitori di chip su tre nuove famiglie di microcontrollori che ridurranno il numero di chip unici del 95 per cento sui veicoli futuri. I partner sono Qualcomm, Stm, Tsmc, Renesas, NXP, Infineon e ON Semi, ha aggiunto Reuss. La maggior parte dei futuri investimenti di GM nelle nuove famiglie di microcontrollori "confluirà verso gli Stati Uniti e ... (continua a leggere)


La maledizione dei chip si abbatte sul mercato dell'auto: crollo del 32% in Italia

1 ottobre 2021 - HuffPost - Claudio Paudice

La produzione stenta a ripartire a causa della carenza dei semiconduttori. Taiwan chiede il soccorso malese. Un crollo dopo l’altro. E la crisi energetica, i colli di bottiglia nelle forniture e una perdurante carenza di chip non lasciano ben sperare nei mesi a venire in una inversione di tendenza. I produttori di automobili stanno vivendo un brusco risveglio dopo le speranze alimentate dalla ripresa economica, con la graduale uscita dalle restrizioni imposte dalla pandemia. Il mese di settembre non fa eccezione: le immatricolazioni in Italia sono state poco più di 105mila, il 32,7% in meno dello stesso mese del 2020. Il gruppo Stellantis ha immatricolato a settembre 33.330 auto, il 41,6% in meno rispetto a settembre di un anno fa. (continua a leggere)


Crisi dei chip, il conto per l’Auto sale a 210 miliardi di ricavi in meno

23 settembre 2021 - Il Sole 24Ore - Alberto Annicchiarico

Per le case i margini nel 2021 dovrebbero essere salvi, ma con lo smaltimento progressivo delle scorte il 2022 potrebbe rendere più cruda la realtà. La carenza globale di semiconduttori costerà all’industria dell’auto un calo del fatturato pari a 210 miliardi di dollari nel 2021, secondo le ultime stime della società di consulenza globale AlixPartners. È un balzo preoccupante. A maggio le stime erano per un calo di 110 miliardi e 3,9 milioni di vetture prodotte in meno. AlixPartners prevede adesso che saranno perse 7,7 milioni di unità nell’anno. «Invece di attenuarsi, la crisi dei semiconduttori è stata esacerbata dai lockdown in Malesia e da... (contenuto disponibile su abbonamento)


Stellantis, mancano ancora i semiconduttori: 

15 settembre 2021 - Il Fatto Quotidiano

turni ridotti e 900 operai in meno alla Sevel. Sindacati: “Inaccettabile inerzia del Mise”. Stellantis nel mirino dei sindacati. È la conseguenza immediata dell’ultima decisione presa dal gruppo italo francese nato dalla fusione tra Fca e Psa, che mercoledì 15 settembre ha annunciato una riduzione da 18 a 15 dei turni di lavoro settimanali nello stabilimento Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, dove si producono veicoli commerciali. Colpa ancora una volta della carenza di semiconduttori e in particolare di un chip nella centralina Abs Bosch fornita da un impianto malese, si è giustificata la società presieduta da John Elkann, ma le sigle temono sia l’avvio di una riorganizzazione della struttura produttiva che avrà come conseguenza l’eccedenza di oltre 900 operai. (continua a leggere)

 


Carenza di chip, anche Scania blocca la produzione di camion

30 agosto 2021 - HuffPost

Il produttore svedese di autocarri Scania lunedì sospenderà la produzione di camion per una settimana in Svezia, Francia e Paesi Bassi, a causa della carenza globale di semiconduttori che sta ancora frenando l’industria automobilistica globale. L’America Latina (Argentina e Brasile) vedrà invece uno stop la prossima settimana. La società, parte del gruppo Volkswagen ... (continua a leggere)


La crisi dei microchip blocca il polo Stellantis di Melfi nel mese di settembre

30 agosto - Il Sole 24Ore - Filomena Greco

La fabbrica lucana produce la metà delle autovetture realizzate in Italia dal Gruppo - In settimana si decide sullo sciopero alla Sevel. Per gli stabilimenti italiani di Stellantis si tratta della crisi dei semiconduttori più seria mai registrata finora. Una sorta di “tempesta perfetta” che ha toccato prima Pomigliano, poi il polo Sevel di Atessa e che ora ha bloccato anche la riapertura di Melfi, il più grande degli stabilimenti del Gruppo in Europa. Le previsioni per settembre sono nere: la riapertura slitta al 13 settembre, si potrà garantire la produzione soltanto per cinque giorni, poi toccherà fermarsi per carenza di componenti elettroniche. Le difficoltà di approvvigionamento lungo la supply chain dunque stanno minacciando un comparto che fa fatica a risollevarsi dopo la .. (continua a leggere)

Che cosa sono i semiconduttori

I semiconduttori, nella scienza e tecnologia dei materiali, sono materiali, appartenenti alla categoria dei semimetalli, che possono assumere una resistività superiore a quella dei conduttori e inferiore a quella degli isolanti; la resistività dipende in modo diretto dalla temperatura. Essi sono alla base di tutti i principali dispositivi elettronici e microelettronici a stato solido quali transistor, diodi e diodi ad emissione luminosa (LED). La fisica dei semiconduttori è la branca della fisica dello stato solido che studia le proprietà elettriche dei semiconduttori. In Italia è stata fondata negli anni sessanta da Pietrino Manca, Franco Bassani e altri. Le proprietà di tali materiali diventano interessanti se vengono opportunamente drogati con impurità. Le loro caratteristiche quali resistenza, mobilità, concentrazione dei portatori di carica sono importanti per determinare il campo di utilizzo. La risposta di un semiconduttore a una forzante dipende dalle sue caratteristiche intrinseche e da alcune variabili esterne come ad esempio la temperatura.