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Mattarella al secondo mandato

Mattarella al secondo mandato

da | 31 Gen 2022 | istituzioni, Presidente della Repubblica

Mattarella al secondo mandato

Mattarella al secondo mandato. Sul la Repubblica di oggi (30 gennaio 2922) Ezio Mauro inizia il suo editoriale con una partita nata male, giocata peggio, e finita bene. Troppo pessimista o troppo ottimista? Per il momento l'Italia festeggia e festeggia anche l'Europa che, forse, tira un sospiro di sollievo: pur avendo fatto segnare, a fine 2021, una rilevante crescita del PIL (oltre un inatteso 5%) il nostro paese resta sempre un osservato speciale da parte dell'unione, se non altro per il suo considerevole debito pubblico e per una certa propensione all'instabilità politica.

Quindi è finita bene? Sì per il momento, anche se persistono molte nubi all'orizzonte, probabilmente dovute ad una bassa pressione (o depressione) della politica. Non è esattamente nelle corde di Civitas  competere nell'analisi della politica né tanto meno di quella dei partiti; è abbastanza evidente, tuttavia, che i partiti che compongono l'arco parlamentare non ne escono particolarmente bene da  questa ri-elezione.

Nel settore del centro destra ci si interroga sulla sua esistenza in vita, e comunque si è alla ricerca di un nuovo leader (ammesso che prima ce ne fosse uno); in casa Cinquestelle non si può dire che regni una profonda armonia tra Giuseppe Conte, Beppe Grillo e Luigi Di Maio; e poi ... se Atene piange Sparta non ride perché anche a sinistra qualche chiarimento si dovrà probabilmente fare;  anche la stabilità del governo non è assicurata (ma non lo è mai): si vedano ad esempio le ventilate dimissioni del Ministro Giancarlo Giorgetti.  Queste interrogativi troveranno una risposta nei mesi a venire e queste considerazioni andranno perdute nel tempo (per rubare le parole di Ridley Scott), come lacrime nella pioggia.

Tanto tuonò che piovve: Sergio Mattarella ri-eletto al secondo mandato

Al superamento della soglia dei 505 voti necessari per raggiungere il quorum, l'assemblea dei Grandi elettori ha tributato un lungo applauso a Sergio Mattarella, che viene rieletto presidente della Repubblica all'ottavo scrutinio.

Al temine dello spoglio i voti per Mattarella sono stati 759, più di quelli ottenuti da Francesco Cossiga nel 1985, da Carlo Azeglio Ciampi nel 1999 e dal Giorgio Napolitano bis nel 2013. A seguire Carlo Nordio ha raccolto 90 voti, Nino Di Matteo 37. I presenti e votanti erano 983, nessun astenuto. Le schede bianche sono state 25.

In un breve discorso, il presidente Mattarella ha dichiarato: "Desidero ringraziare i parlamentari e i delegati regionali per la fiducia espressa nei miei confronti. I giorni difficili trascorsi per l'elezione della presidenza della Repubblica, nei giorni dell'emergenza che stiamo ancora attraversando, richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento. Queste considerazioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati e devono prevalere su considerazioni e prospettive personali".

La riunione del Parlamento in seduta comune per il giuramento e il messaggio del Presidente della Repubblica si terrà giovedì 3 febbraio alle 15,30.

 

La rielezione e i suoi effetti sulla democrazia

La storia si ripete? Molti pensavano che la rielezione di Giorgio Napolitano, avvenuta nel 2013, fosse un caso difficilmente ripetibile, ma invece è successo nuovamente (si veda sul Post Le differenze tra la rielezione di Napolitano e quella di Mattarella). Ovviamente la Costituzione non lo vieta e quindi è consentito; secondo il parere di alcuni costituzionalisti un mandato di 7 anni, mal si concilia con un'ipotesi di rielezione: poiché il requisito (anagrafico) prevede di aver compiuto i 50 anni di età per essere eleggibile , si potrebbe verificare, anche se solo teoricamente, un terzo mandato;  in questo caso, sarebbe lecito parlare di monarchia repubblicana?


Evviva Mattarella, certo, ma che grave danno alla democrazia italiana

31 gennaio - HuffPost -  Marco D'Egidio
Siamo giustamente felici perché poteva finire male, invece è finita con un gran signore al Colle. Ma paghiamo un costo molto alto per questa anomalia. Quella del 29 gennaio non è stata una bella giornata per la democrazia italiana. La quasi totalità dei partiti, la maggioranza degli italiani, i mercati, l’Europa e gli alleati internazionali gioiscono ed esultano per il risultato di una profonda e grave anomalia di sistema. Siamo tutti felici e sollevati per la rielezione di Sergio Mattarella, un servitore dello Stato di impareggiabile competenza e umanità, ma il costo per nulla invisibile di questo esito è la forzatura, per la seconda volta in nove anni (sette ne dura un mandato presidenziale), della Costituzione, che pur non vietando esplicitamente l’incarico rinnovato, lo osteggia nello spirito, poiché il capo dello Stato è una figura di garanzia che già attraversa più legislature e non deve essere soggetto, neanche per sospetto, a possibili interessi personali ed elettorali. Nel 2029, se il presidente vorrà e si sentirà di rispettare il pieno settennato, una sola persona sarà stata continuativamente al vertice delle istituzioni per consecutivi quattordici anni. Fortuna, ma anche una notevole dose di pesi, contrappesi e .... (continua a leggere)

 

2022
la dignità

2015
la speranza

Il discorso di Mattarella il 3 febbraio 2022

... Accanto alla dimensione sociale della dignità, c’è un suo significato etico e culturale che riguarda il valore delle persone e chiama in causa l’intera società.    La dignità. Dignità è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ciascuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita.  Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro.   Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere della nostra società. Dignità è opporsi al razzismo e all’antisemitismo, aggressioni intollerabili, non soltanto alle minoranze fatte oggetto di violenza, fisica o verbale, ma alla coscienza di ciascuno di noi.   Dignità è impedire la violenza sulle donne, profonda, inaccettabile piaga che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio.  La nostra dignità è interrogata dalle migrazioni, soprattutto quando non siamo capaci di difendere il diritto alla vita, quando neghiamo nei fatti la dignità umana degli altri. ...

Mattarella al secondo mandatoscarica il discorso completo

Il discorso di Mattarella il 3 febbraio 2015

Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro. Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale. Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace. Significa garantire i diritti dei malati. Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale. Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni. Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità. Significa sostenere la famiglia, risorsa della società. Significa garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia. Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo. Significa libertà. ....

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Dignità e speranza: i due discorsi di Mattarella a confronto
4 febbraio 2022 - Il Sole 24Ore - Riccardo Ferrazza


I temi chiave e le parole utilizzate dal Capo dello Stato per l'intervento di inizio mandato del 2022 e quelle pronunciate sette anni fa.
Nel 2015 c’era da affrontare la crisi economica. Sette anni più tardi l'emergenza più grande è la crisi sanitaria innescata dal coronavirus. Nel primo caso la parola chiave era stata “speranza”, nel 2022 il concetto-guida diventa la “dignità”. Sono gli elementi che emergono mettendo a confronto i due discorsi di insediamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (pronunciati entrambi il 3 febbraio): un primato che condivide con il suo predecessore Giorgio Napolitano, unico insieme a lui a essere stato eletto due volte al Quirinale. Un intervento di 38 minuti interrotto da 52 applausi per la rielezione; 35 minuti di durata e 40 applausi sette anni prima. (continua a leggere)

Grande eco su stampa e media

Ovviamente la stampa nazionale e quella internazionale dedicano oggi (domenica 30 gennaio) molti commenti all'evento, commenti per la gran parte inspirati ad una grande soddisfazione e quasi ad una sensazione di scampato pericolo. Alcune testate italiane escono con titoli un po' velenosi (anche se i contenuti lo sono meno): Habemus Papam Il Tempo, Obtorto Colle il Giornale, LA SECONDA DOSE La Verità, Quirimane il Manifesto, ecc..

Mattarella al secondo mandato

 

Una buona parte delle forze politiche (che l'hanno votato) se ne attribuiscono, come d'abitudine, la paternità (king making nel gergo delle elezioni del presidente). Poche le voci fuori dal coro. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia su Twitter: "Parlamentari euforici per non aver cambiato nulla e aver costretto Mattarella a un altro mandato. Cosa festeggiano? Che lo stipendio è salvo"; Carlo Calenda, leader di Azione, scrive sui social "l'unica cosa seria da fare è scusarsi con i cittadini e Mattarella per non aver saputo fare il lavoro per cui siamo pagati. È stato uno spettacolo disdicevole"

e fuori dall'Italia

Il Presidente della RepubblicaUna delle prime persone a felicitarsi è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha commentato il risultato dell'elezione con un tweet in italiano. La numero 1 dell'esecutivo si è rivolta a Mattarella chiamandolo "caro presidente" e ha sottolineato che "l'Italia può sempre contare sull'Unione europea"

 

Il Presidente della Repubblica"Congratulazioni a Sergio Mattarella per la sua rielezione a Presidente della Repubblica", ha twittato, in italiano, Charles Michel, presidente del Consiglio europeo. "Credo fermamente che l'Italia continuerà a contribuire costruttivamente alla crescita dell'UE"

 

Il Presidente della RepubblicaDa Bruxelles sono arrivati anche gli auguri di Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale europea ed ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale. "Congratulazioni al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella per il suo secondo mandato", ha twittato. "Ha dedicato gran parte della sua vita al servizio dei cittadini e la sua rielezione è la testimonianza del ruolo importante che ha svolto in questi anni in Italia"

 

Il Presidente della Repubblica"Congratulazioni al Presidente Sergio Mattarella per la sua rielezione. Ho molto apprezzato il nostro incontro lo scorso ottobre e non vedo l'ora di proseguire gli sforzi volti a rafforzare i legami tra Stati Uniti e Italia, rendere più salda la partnership atlantica e affrontare le comuni sfide globali", ha twittato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden

 

Il Presidente della Repubblica"Congratulazioni, caro Sergio, per la tua rielezione. So che posso contare sul tuo impegno per mantenere viva l'amicizia tra i nostri paesi e l'Europa unita, forte e prospera che stiamo costruendo". E' quanto si legge sul profilo Twitter del presidente francese Emmanuel Macron, fra i primi a complimentarsi con il neo rieletto presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.

 

 

La stampa estera

Vince l'Italia che ne guadagna in stabilità e credibilità sui mercati; perdono i partiti, rissosi, incapaci di trovare un'alternativa credibile e protagonisti di un "processo di voto parlamentare farsesco". E' praticamente unanime la lettura offerta dalla stampa estera alla rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale.

Mattarella al secondo mandato

El Pais
"Una vittoria per l'Italia in un momento delicato" ma una "sconfitta tremenda per i partiti e per la politica italiana", sintetizza il quotidiano spagnolo El País. Quella di Mattarella è una scelta che permette al Paese di "proteggere la stabilità e figure come Draghi", aggiunge il giornale pubblicato a Madrid.

El Mundo
D'accordo anche El Mundo: il bis di Mattarella rappresenta "un sospiro di sollievo per il Paese, ma una sconfitta assoluta della politica". Una soluzione che serve a puntellare "ancora una volta un sistema antiquato e atrofizzato, incapace di risolvere i propri problemi". E pure Abc parla di un esito "imbarazzante per il parlamento".

Financial Times
Mattarella era "l'unico in grado di garantire stabilità al fragile Governo Draghi perché potesse sopravvivere", osserva il Financial Times. La sua conferma "soddisferà la business community italiana e i mercati internazionali, che hanno seguito da vicino gli eventi temendo che un'elezione presidenziale disordinata e divisiva potesse far deragliare lo slancio di riforma del Paese.

Guardian
"Mattarella e Draghi sono popolari tra gli italiani. Ma la percezione dello 'status quo' prevalente nella maggioranza di governo è una lettura superficiale, soprattutto dopo una settimana di dramma politico che ha rispecchiato una mancanza di leadership, fiducia e coraggio", commenta con il Guardian Wolfango Piccoli, copresidente della Società di ricerca Teneo con sede a Londra.

Le Figaro
Sergio Mattarella, la force tranquille de l’Italie  - Président de la République italienne depuis 2015, ce catholique pratiquant, peu charismatique mais à l’écoute des Italiens dans l’épreuve, quitte le pouvoir alors qu’il est devenu très populaire.

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