j’accuse ‹ˇ(propr. «io accuso»), usata in come s. m., invar. – Titolo della lettera aperta al presidente della Repubblica francese F. Faure, pubblicata nel 1898, con la quale lo scrittore É. Zola intervenne sul «caso Dreyfus», schierandosi apertamente a favore di quest’ultimo, un ufficiale ingiustamente sospettato di tradimento e in realtà vittima di antisemitismo nazionalista in quanto ebreo alsaziano. L’espressione è talvolta usata per indicare una violenta requisitoria, un’accusa pubblica, un’energica presa di posizione contro un’ingiustizia, un sopruso, ecc.: lanciare un j’accuse contro la corruzione

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