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Banda Ultralarga il piano strategico

Banda Ultralarga il piano strategico

da | 10 Ott 2021 | banda ultra larga, divario digitale, Internet, PNRR | 0 commenti

Banda Ultralarga il piano strategico. La Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga – “Verso la Gigabit Society”, è stata approvata il 25 maggio 2021 dal Comitato interministeriale per la Transizione Digitale (CiTD) con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione, fisse e mobili, definendo le azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale indicati dalla Commissione europea nel 2016 (la cosiddetta “Gigabit Society”) e nel 2021 (cd. “Digital Compass).

L’obiettivo concreto della Strategia, così come indicato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è di portare la connettività a 1 Gbit/secondo su tutto il territorio nazionale entro il 2026, addirittura in anticipo rispetto agli obiettivi europei, fissati al 2030. (si veda anche su Civitas Le 6 missioni del PNRR)

A tal fine, è necessario attuare piani di intervento che incidano sia sugli incentivi agli investimenti delle imprese per la posa delle infrastrutture, sia sul sostegno alla domanda da parte degli utenti. Interventi importanti, a favore della popolazione nel suo insieme ma anche orientati a target specifici, quali le scuole (Piano “Scuole Connesse”) e le strutture sanitarie (Piano “Sanità Connessa”) che, per la mancanza di infrastrutture adeguate, si sono dimostrati particolarmente vulnerabili negli ultimi anni, in particolare nel corso della grave crisi pandemica.

Strategia per la Banda Ultralarga

Il piano strategico Banda Ultralarga (BUL) ha l’obiettivo di sviluppare una rete in banda ultralarga sull’intero territorio nazionale per creare un’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni coerente con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Il Ministero dello Sviluppo economico attua le misure definite per la strategia nazionale anche attraverso la sua società in house Infratel Italia S.p.a. (di seguito “Infratel”). La mission di Infratel consiste nel curare i programmi di infrastrutturazione del Paese, in particolare con riferimento allo sviluppo della rete di banda ultralarga e dei servizi pubblici di connessione Wi-Fi nella cornice della Strategia Italiana per la banda ultralarga.

Tale strategia punta a ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente in alcune aree del Paese, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, e rappresenta il quadro nazionale di riferimento per le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultralarga in Italia. L’intervento pubblico, in tali aree, è ritenuto necessario per correggere disuguaglianze sociali e geografiche generate dall’assenza di iniziativa privata da parte delle imprese e consentire, pertanto, una maggiore coesione sociale e territoriale mediante l’accesso ai mezzi di comunicazione tramite la rete a banda ultralarga.

Il 3 Marzo 2015 il Governo italiano ha approvato la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga, al fine di ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili; Strategia che  rappresenta il quadro nazionale di riferimento per le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultralarga in Italia.

La prima fase dell’attuazione della Strategia riguarda le aree a fallimento di mercato (aree bianche) presenti sull’intero territorio nazionale (notifica di Aiuto di Stato SA.41647 (2016/N) per il Piano Aree Bianche, approvata dalla Commissione Europea con decisione C(2016) 3931 finale del 30 giugno 2016). In particolare, il Governo italiano ha scelto di sostenere, tramite fondi nazionali (FSC) e fondi comunitari (FESR e FEASR, assegnati dalle regioni al Ministero dello Sviluppo Economico in base ad un accordo quadro Stato-Regioni) un modello ad “intervento diretto”, autorizzato dalla Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato.

Il coordinamento tra Ministero dello Sviluppo Economico e amministrazioni locali è assicurato tramite un accordo quadro siglato in data 11 febbraio 2016 tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Regioni.

L’intervento consiste nel costruire una rete di proprietà pubblica che verrà messa a disposizione di tutti gli operatori che vorranno attivare servizi verso cittadini ed imprese.

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Si è chiuso con settembre il terzo trimestre dell'anno e possiamo quindi fare un punto della situazione sull'avanzamento del piano BUL, che ha lo scopo di realizzare una rete pubblica FTTH e FWA nelle aree bianche tramite il concessionario Open Fiber. Ricordiamo intanto che l'ultimo obiettivo reso pubblico da Infratel e Open Fiber risale a luglio 2020 e prevede che il 65% delle unità immobiliari venga coperto entro la fine del 2021, mentre il 92% entro l'anno prossimo. Per quanto riguarda i bandi 2 e 3, è previsto che il 100% delle UI venga coperto entro il 2022.

Non è immediato capire a che punto è il piano rispetto a questi obiettivi perché i dati pubblicati non permettono di calcolare in modo preciso la percentuale di UI coperte, ma ci sono diversi elementi che fanno pensare che il ritardo è notevole e che non sia stato recuperato negli ultimi mesi, anzi. Secondo la mappa del sito BUL, ad esempio, a fine 2021 il numero di comuni in progettazione dovrebbe essere pari a zero. Attualmente sono 2.626.

Nel primo semestre dell'anno dovevano essere chiusi cantieri FTTH in 749 comuni, ma ad oggi, 10 ottobre, più di 200 non sono ancora stati chiusi. Per il secondo semestre la previsione è di chiudere 1052 comuni ma per il momento ne sono stati chiusi poco più di 300. Ne mancherebbero quindi ancora 720 da completare entro un paio di mesi o poco più. In totale, l'obiettivo era di finire lavori FTTH in 1801 comuni (solo quest'anno) ma al momento siamo appena al 49% dell'obiettivo.

Guardando all'anno prossimo, secondo la pagina ufficiale evoluzione del piano BUL tra giugno e luglio 2022 dovrebbero essere terminati 1000 comuni (da un mese all'altro), mentre tra novembre 2022 e dicembre 2022 il salto è di 2.500 comuni. Sono sostanzialmente dati a caso. Un tentativo di trasparenza che però non fa altro che creare confusione: tra mappe, dashboard, open data e grafici che dicono ognuno una cosa diversa è difficile anche solo capire cosa è stato fatto e cosa no.

Se non altro la consolazione è che in molte aree bianche è ora presente la FTTC di TIM, che seppur in queste aree abbia prestazioni mediamente scadenti allevia in larga parte il divario digitale. La rete #BUL resta però un progetto di grande valore perché è fibra ottica di proprietà pubblica che nessuno avrebbe altrimenti posato, già pronta per i prossimi decenni, e l'attenzione sulle sue criticità deve rimanere alta per trovare soluzioni costruttive.

Governance

Il piano Strategico per la Banda Ultralarga è coordinato dalla Presidenza del Consiglio (PCM) tramite Il Comitato per la diffusione della Banda Ultralarga (COBUL), che ha definito la strategia nazionale e ne monitorerà la corretta attuazione.

Il COBUL è composto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero per la Pubblica Amministrazione, dal Ministero per gli Affari Regionali e Autonomie, dal Ministero per il Sud e la Coesione territoriale, dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal Presidente della Conferenza delle regioni e delle Province autonome e da Infratel Italia, società in house del MiSE, per l’attuazione e il monitoraggio della strategia.

Il Comitato si avvale del supporto tecnico di AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e dell’Agenzia per la coesione territoriale.

Il Ministero dello sviluppo economico (MiSE), attua le misure definite per la strategia nazionale, anche avvalendosi della sua società in-house Infratel Italia S.p.A. e coordina le attività di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti. Il MiSE ha incaricato Infratel della gestione tecnica del catasto delle infrastrutture del sotto e sopra suolo (SINFI) che include anche i dati funzionali al monitoraggio della strategia stessa.


Glossario

BANDA LARGA: Il termine banda larga (in lingua inglese broadband), nel campo delle telecomunicazioni, indica generalmente la trasmissione e ricezione di dati informativi ad una velocità di connessione superiore a 2Mbit/s.

BANDA ULTRALARGA: Si parla di banda ultralarga (in lingua inglese ultra broadband) in riferimento ad una velocità di connessione effettiva in download di almeno 30 Mbit/s. Le reti che possono fornire tali velocità vengono indicate come reti NGA (Next Generation Access).

Quando la velocità di connessione è notevolmente maggiore di 100Mit/s in download e può raggiungere il Gbit/s si parla di reti NGA-VHCN (Very High Capacity Networks). Sono reti basate in gran parte su architetture di tipo “FTTDP-Fiber to Distribution Point” o con prestazioni similari.

BIT RATE (velocità di trasmissione): Indica il numero di bit che nell’unità di tempo vengono trasmessi o ricevuti lungo un canale di telecomunicazioni. Il Bit rate quindi quantifica quante informazioni possono essere trasmesse o ricevute, per secondo, in termini di bit o suoi multipli, tipicamente Mbit/s (Mega) o Gbit/s (Giga; 1.000 Mbit/s sono pari a 1Gbit/s). Maggiore è il bit rate garantito più elevata è la qualità del servizio fornita.

FTTN: Acronimo di Fiber To The Node. Indica una infrastruttura nella quale la fibra ottica termina presso un nodo intermedio della rete di accesso oppure presso un nodo di collegamento a sistemi di accesso su portante radio.

FTTDP: Acronimo di Fiber To The Distribution Point. Indica una infrastruttura nella quale la fibra ottica termina presso un punto di terminazione ottico (Distribution Point) posto a distanza minore o uguale a 50 metri dalla Unità Immobiliare (UI);

FTTB: Acronimo di Fiber To The Building. Indica una infrastruttura nella quale la fibra ottica termina presso un punto di terminazione ottico posto alla base dell’edificio (Building) che ospita l’Unità Immobiliare (UI);

FTTH: Acronimo di Fiber To The Home. Indica una infrastruttura nella quale la fibra ottica termina presso un punto di terminazione ottico interno all’Unità Immobiliare (UI).
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PUNTO DI CONSEGNA NEUTRO (PCN): I PCN sono nodi di rete che forniscono accesso agli Operatori di telecomunicazioni alle nuove infrastrutture realizzate dal Concessionario.
Nel PCN sono terminate tutte le fibre posate nell’area dei Comuni di riferimento. I comuni oggetto di intervento sono stati aggregati in un ridotto numero di punti di consegna PCN, in modo che gli Operatori che ne faranno richiesta avranno la possibilità di accedere ad un più ampio insieme di UI da pochi punti di consegna (PCN).

DIRETTRICE:La Direttrice identifica l’appartenenza di un comune ad una delle ramificazioni della rete primaria a partire dal Comune che è sede del Punto di Consegna Neutro (PCN). Ogni aggregato di comuni ha quindi un comune sede di PCN e tutti gli altri comuni che appartengono ad una direttrice.

LATENZA: Rappresenta il tempo impiegato da un bit nel percorrere una certa distanza. In generale, in telecomunicazioni, rappresenta il ritardo tra l’istante di richiesta dell’informazione e l’istante in cui l’informazione è pervenuta all’utente. Minore è il tempo di latenza più elevata è la qualità del servizio fornita.

QUALITA’ DEL SERVIZIO: In inglese QoS o Quality of Service, indica un insieme di parametri usati per caratterizzare la qualità di un servizio offerto su una rete di telecomunicazioni. Tra i principali parametri si ricordano il bit rate, la latenza, il throughput.

SIMMETRIA DELLA CONNESSIONE: Indica parità di bit rate tra download e upload di dati e/o informazioni.

THROUGHPUT: Indica la capacità massima di informazione che una rete può sostenere (throughput statico) o gestire (throughput dinamico) quest’ultimo dipeso dalle potenzialità di gestione (piano di controllo). Maggiore è il throughput migliore è la qualità del servizio.