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Il Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio

da | 17 Giu 2021 | istituzioni, Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio: questo articolo è tratto per gran parte da Pillole Ricostituenti; vai alla versione originale

Come nasce Pillole ricostituenti? Da un’idea di Francesca, subito condivisa da Francesco e accolta con grande entusiasmo dal Professor Andrea Morrone. Gli italiani oggi sono insoddisfatti, ma non sempre in grado di spiegare perché; anche quando si ottiene una risposta al malcontento espresso, spesso non si va oltre alcune frasi di cliché, che ricalcano pedissequamente le opinioni dei politici, senza poi essere in grado di motivare le proprie argomentazioni in modo approfondito. Le stesse opinioni manifestate dai politici peccano spesso di superficialità e partono talvolta da presupposti errati: questo perché spesso mancano le basi per capire e, di conseguenza, farsi capire.

Il Presidente del Consiglio

Che cosa è l'istituto della Presidenza del Consiglio

È l’organo monocratico del Governo. Al Presidente del Consiglio è attribuito il potere di dirigere la politica generale del Governo, di cui assume la responsabilità, e di mantenere l’unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri.

La sua posizione all’interno del Governo è tradizionalmente restituita dalla formula primus inter pares, con la quale si intende indicare la formale equiparazione gerarchica con tutti gli altri componenti del Governo. Ciò detto però, al Presidente del Consiglio sono attribuiti poteri e funzioni (non solo dall’art. 95 Cost. ma anche e soprattutto dalla legge 400 del 1988 e dal Regolamento interno del Consiglio dei Ministri) che gli permettono di assumere, nei confronti degli altri membri del Governo, una posizione di primazia politica.

Nonostante la formale equiparazione infatti, solo le dimissioni del Presidente determinano le dimissioni dell’intera compagine governativa (mentre un’eventuale dimissione di un ministro potrebbe portare semplicemente ad una sua sostituzione).

Non solo, è il presidente che assume una serie di determinazioni capaci di impegnare l’intero Governo (nei rapporto con gli altri organi) e che può manifestare all’esterno la sua  volontà (i ministri, invece, qualora intendano rilasciare dichiarazioni pubbliche che impegnino la responsabilità generale del governo, devono prima concordarle col presidente).

Evidentemente però poi molto della posizione di forza del Presidente dipende dal sistema elettorale e dalla configurazione dell’assetto partitico, nonché da elementi di tipo strettamente politico, legati alla figura del presidente e delle forze che lo appoggiano.

Le funzioni del Presidente del Consiglio

Tra le altre cose, il Presidente del Consiglio: 

  • partecipa al Consiglio europeo
  • cura il rispetto della normativa europea
  • esercita un proprio potere regolamentare
  • espone alle Camere il Programma di Governo
  • pone la questione di fiducia (previa deliberazione del Consiglio dei Ministri)
  • rivolge agli altri ministri direttive politiche e amministrative
  • fissa l’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri

Gli atti che consistono in manifestazione di volontà del Presidente del Consiglio assumono la forma di dpcm.

Il Presidente del Consiglio svolge un ruolo fondamentale di raccordo con l’Unione Europea.

Anzitutto il suo ruolo si svolge come membro del Consiglio Europeo, organo di determinazione dell’indirizzo politico dell’Unione Europea. Al Presidente del Consiglio poi è attribuito il potere di “promuovere e coordinare l’azione del Governo diretta ad assicurare la piena partecipazione dell’Italia all’Unione europea e lo sviluppo del processo di integrazione europea”, assumendosi la responsabilità dell’attuazione degli impegni assunti in ambito europeo.

A tal fine, il Presidente si avvale di un Dipartimento della Presidenza del Consiglio, il Dipartimento delle politiche europee, a cui è delegato il compito di attuazione delle politiche generali e settoriali dell’Unione Europea, e il coordinamento nelle fasi di predisposizione della normativa dell’Unione europea.

Il Decreto del Presidente del Consiglio ha raggiunto, nel corso dell’emergenza coronavirus, un’importanza straordinaria e una notorietà senza precedenti. Con d.p.c.m. sono stati infatti adottati atti di importanza storica, e in particolare quelli emanati tra l’8 e il 23 marzo, che  hanno disposto  l’ordine di non uscire dalle proprie abitazioni, combinandolo alla chiusura di tutte le attività economiche non essenziali. 

Riportiamo di seguito un commento interessante preso da Il Manifesto a cura di Francesco Pallante, apparso in rete il 16 giugno del 2021. Come sempre Civitas non sposa una tesi ma riteniamo interessante per i nostri lettori quanto contenuto nell'articolo


C’era una volta il presidente del consiglio

Draghi "premier". Il Governo è un organo complesso, le cui componenti sono poste tutte su un medesimo piano, senza che tra loro sia definita una relazione di tipo gerarchico. Le regole per la gestione del PNRR si allontanano dal quadro costituzionale assegnando al Presidente del Consiglio una centralità che mai aveva avuto in passato.

Autorevolmente consacrata da Sergio Fabbrini sul Sole 24 Ore del 7 giugno scorso, un’importante riforma costituzionale pare essere giunta a compimento senza che nessuno se ne accorgesse: la trasformazione del Presidente del Consiglio in Primo ministro (o Premier).

Respingendo le critiche alla governance del PNRR sancita nel recente decreto-legge n. 77 del 2021, il politologo della Luiss spiega che «poiché il successo del PNRR costituisce un interesse nazionale, spetta necessariamente a Mario Draghi, in quanto Premier (appunto, primus super pares) della coalizione di governo, garantirne la coerenza».

E noi, tapini, che eravamo rimasti alle distinzioni concettuali tra Presidente del Consiglio, Primo ministro e Capo del Governo, così attentamente discusse dall’Assemblea costituente e dalla dottrina, affinché – in rottura con il regime fascista – alla guida dell’esecutivo risultasse un primus inter (e non certo super) pares

Stando alla Costituzione, l’articolo 92 della costituzione, comma 1, costruisce il «Governo della Repubblica» come un organo costituzionale composto dal Presidente del Consiglio e dai singoli ministri, da intendersi sia come soggetti autonomi, sia come elementi che, nel loro insieme, danno vita al Consiglio dei ministri.

Così configurato, il Governo risulta, dunque, un organo complesso, le cui componenti sono poste tutte su un medesimo piano, senza che tra loro sia definita una qualche relazione di tipo gerarchico.

La stessa disciplina sulla formazione del Governo, dettata dall’articolo 92, comma 2, si preoccupa essenzialmente di sottrarre al Presidente del Consiglio il potere che più di tutti avrebbe potuto connotarne la superiorità, vale a dire la decisione sulla nomina (e sulla revoca) dei ministri, che egli si limita a proporre al Presidente della Repubblica.

Il successivo articolo 95 della Costituzione, comma 1, assegna al Presidente del Consiglio il compito di dirigere la «politica generale» del Governo, attribuendogliene la responsabilità. Inoltre, lo incarica di mantenere l’unità dell’indirizzo politico e amministrativo e, a tal fine, gli riconosce i poteri di promuovere e coordinare l’attività dei ministri.

Questi ultimi sono, a loro volta, individuati quali responsabili, collegialmente, degli atti approvati dal Consiglio dei ministri e, individualmente, degli atti approvati dai ministeri cui sono preposti.

In tal modo, anche sotto il profilo funzionale, così come sotto quello costitutivo, emerge la complessità che connota l’organo esecutivo dell’ordinamento italiano.

Questo complesso equilibrio tra principio monocratico e principio collegiale – espressione del compromesso raggiunto, in sede costituente, tra le posizioni della Democrazia Cristiana, favorevole al primo, e delle sinistre, fautrici del secondo – ha, nel tempo, consentito al Governo di adeguare la propria fisionomia alla variabile omogeneità politica della sua compagine.

E così, nel tempo, a Presidenti deboli si sono alternati Presidenti forti. Tuttavia, in nessun caso il Presidente del Consiglio si è ritrovato nella posizione di poter sovrastare i ministri (o, almeno, quelli a capo dei dicasteri più importanti): in nessun caso, cioè, si è trasformato in Premier.

Le regole adesso stabilite per la gestione del PNRR si allontanano in modo preoccupante da questo quadro, assegnando al Presidente del Consiglio una centralità che mai aveva avuto in passato. E su una questione – la realizzazione del Piano nazionale di rilancio e resilienza – da cui dipende il futuro dell’Italia. ...

l'articolo continua e, se volete, leggete la versione integrale 

leggete, su Civitas, Piano nazionale di ripresa e resilienza di Draghi