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Criptovalute cosa sono e quali rischi

Criptovalute cosa sono e quali rischi

da | 29 Ago 2021 | blockchain, criptovaluta, evidenza | 0 commenti

Criptovalute cosa sono e quali rischi

Criptovalute cosa sono e quali rischi. La novità più dirompente in ambito finanziario negli ultimi anni è stata l’arrivo delle cosiddette criptovalute. Quella più famosa è il Bitcoin. Valute che vengono anche definite digitali e che sono salite alla ribalta per le strabilianti performance ma che tutt’oggi stentano a decollare come reali mezzi di pagamento. In fondo una moneta nasce in primis come funzione di mezzo di pagamento e il Bitcoin, insieme alle altre divise digitale, vuol porsi come alternativa ai mezzi di pagamento tradizionali con un meccanismo di per sé rivoluzionario. Per la prima volta una moneta è sottratta all’emissione e al controllo di una banca centrale, ma si ispira a una tecnologia, la blockchain, che ha come caratteristica quella di essere gestita alla pari, tra utenti che partecipano a questo processo.

Una buona parte dei contenuti di questo articolo sono stati desunti dal sito della Consob (vedi articolo originale). 

Considerazioni analoghe, e qualche volte con le stesse figure, compaiono in una tesi interessante il cui titolo è "Criptovalute: le ragioni del successo ed il progetto di una stablecoin internazionale"; autrice della tesi è Federica Andreotti, laureatasi (110 e lode nel 2019) alla Luiss Guido Carli University, Dipartimento di Economia e Finanza. Per scaricare la tesi clicca qui.

Per approfondire è possibile scarica anche il rapporto della Consob: Consob Le offerte iniziali e gli scambi di cripto-attività Rapporto finale 2 gennaio 2020 (scarica)

Le criptovalute: che cosa sono e quali rischi si corrono


Le nuove tecnologie, favorite dai progressi della crittografia - ovvero dell'applicazione di metodi che servono per rendere un messaggio comprensibile/intelligibile solo a persone autorizzate a leggerlo - e dalle evoluzioni della rete internet, stanno determinando un cambiamento radicale nell'economia globale, con particolare riferimento al settore finanziario, sotto il profilo delle modalità di scambio di beni, servizi e ogni attività finanziaria.
Tra le più significative applicazioni della tecnologia digitale al settore finanziario spicca la nascita e la diffusione delle "criptovalute" (o "valute virtuali"), la più nota delle quali è il bitcoin.

Cos'è una criptovaluta? Il termine si compone di due parole: cripto e valuta

Criptovalute cosa sono e quali rischi

Si tratta quindi di valuta ‘nascosta', nel senso che è visibile/utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico (le c.d. ‘chiavi di accesso' pubblica e privata, in linguaggio ancora più tecnico). La criptovaluta non esiste in forma fisica (anche per questo viene definita ‘virtuale'), ma si genera e si scambia esclusivamente per via telematica. Non è pertanto possibile trovare in circolazione dei bitcoin in formato cartaceo o metallico.

Alcuni concetti tradizionalmente utilizzati per le monete a corso legale, come ad esempio quello di ‘portafoglio', sono stati adattati anche al contesto delle monete virtuali, dove si parla di ‘portafoglio digitale/elettronico' (o wallet digitale/elettronico o semplicemente e-wallet).

La criptovaluta, ove ci sia consenso tra i partecipanti alla relativa transazione, può essere scambiata in modalità peer-to-peer (ovvero tra due dispositivi direttamente, senza necessità di intermediari) per acquistare beni e servizi (come fosse moneta a corso legale a tutti gli effetti).

Un'altra classificazione in uso prevede la suddivisione tra moneta virtuale ‘chiusa', ‘unidirezionale' e ‘bidirezionale'. La differenza tra le tre fattispecie risiede nella possibilità o meno di poter scambiare la criptovaluta con moneta a corso legale (o valuta ‘ufficiale' o ‘moneta fiat', secondo altre comuni denominazioni) e nella tipologia di beni/servizi acquistabili. Il bitcoin, ad esempio, è una moneta virtuale bidirezionale in quanto può essere facilmente convertita con le principali valute ufficiali e viceversa.

Criptovalute cosa sono e quali rischi

Importante
 le monete virtuali non hanno corso legale in quasi nessun angolo del pianeta e dunque l'accettazione come mezzo di pagamento è su base volontaria;
le monete virtuali non sono regolate da enti centrali governativi, ma sono generalmente emesse e controllate dall'ente emittente secondo regole proprie, a cui i membri della comunità di riferimento accettano di aderire;
ci sono Stati che hanno deciso di sperimentare, sotto il proprio controllo, l'utilizzo di moneta virtuale nei propri Paesi (es. l'Uruguay con l'e-peso) o ne hanno annunciato il loro utilizzo senza che però si abbiano maggiori informazioni al riguardo (es. il Venezuela con il Petro) o, ancora, che abbiano in cantiere iniziative al riguardo (es. Estonia e Svezia).

Moneta e criptovaluta hanno le stesse funzioni?

Sappiamo che alle monete a corso legale vengono solitamente riconosciute le funzioni di unità di conto, di mezzo di pagamento comunemente accettato e di deposito di valore (clicca sul link per maggiori approfondimenti). Può una criptovaluta assolvere alle stesse funzioni? L'elevata volatilità delle criptovalute non consente sicuramente il corretto svolgimento della funzione ‘unità di conto': i prezzi delle principali criptovalute sono soggetti a fluttuazioni molto ampie, anche all'interno delle stesse giornate.

Quindi è altamente inefficiente, per non dire impossibile, prezzare beni e servizi in unità di criptovalute. Per quanto riguarda la funzione di riserva di valore bisogna considerare che, per come sono state progettate, quanto più saranno utilizzate per il pagamento di beni e servizi, tanto più aumenteranno di valore. Questo perché il numero di unità di criptovaluta che possono essere prodotte è limitato (la creazione di nuova criptovaluta è contenuta e si riduce nel tempo); ne consegue che più transazioni vengono regolate in criptovalute, maggiore sarà il loro valore. Infine, esse non sono una moneta merce, ovvero non hanno anche una funzione d'uso, come ad esempio l'oro. Potrebbero invece assolvere sempre di più, in un futuro prossimo, ad una funzione di scambio.

Le criptovalute hanno caratteristiche peculiari che le contraddistinguono. Di seguito sono riportati gli elementi costitutivi:

  • un insieme di regole (detto "protocollo"), cioè un codice informatico che specifica il modo in cui i partecipanti possono effettuare le transazioni;
  • una sorta di "libro mastro" (distributed ledger o blockchain) che conserva immodificabilmente la storia della transazione;
  • una rete decentralizzata di partecipanti che aggiornano, conservano e consultano la distributed ledger delle transazioni, secondo le regole del protocollo.

Cosa sono un "distributed ledger", una "blockchain" e la Blockchain di bitcoin?


Un distributed ledger o blockchain (quest'ultimo nome è in genere accomunato all'utilizzo del bitcoin e in italiano si traduce letteralmente in ‘catena di blocchi') è un registro aperto e distribuito che può memorizzare le transazioni tra due parti in modo sicuro, verificabile e permanente. I partecipanti al sistema vengono definiti ‘nodi' e sono connessi tra di loro in maniera distribuita.

Nella sostanza è una lista in continua crescita di record, chiamati block, che sono collegati tra loro e resi sicuri mediante l'uso della crittografia. I dati in un blocco sono per loro natura immutabili (non possono essere retroattivamente alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi ad esso; per fare ciò, dati la natura del protocollo e lo schema di validazione, servirebbe il consenso della maggioranza della rete).

La natura distribuita e il modello cooperativo rendono particolarmente sicuro e stabile il processo di validazione, pur dovendo ricorrere a tempi e costi non trascurabili, in gran parte riferibili al prezzo dell'energia elettrica necessaria per effettuare la validazione dei blocchi (questo nel caso della Blockchain del bitcoin) e alla capacità computazionale necessaria per risolvere complessi calcoli algoritmici (attività che viene comunemente definita come ‘mining'). L'autenticazione avviene tramite la collaborazione di massa ed è alimentata da interessi della comunità.

La Blockchain è un registro pubblico delle transazioni Bitcoin in ordine cronologico. È utilizzata per memorizzare in modo permanente le transazioni Bitcoin e per prevenire il fenomeno del cosiddetto "double spending" (per evitare che possa spendere i bitcoin più di una volta nello stesso momento). Come già osservato, la Blockchain è un insieme di blocchi fra loro concatenati: ogni blocco è identificato da un codice, contiene le informazioni di una serie di transazione, e contiene il codice del blocco precedente, così che sia possibile ripercorrere la catena all'indietro, fino al blocco originale (una sorta di DNA delle transazioni Bitcoin). Tutti i nodi della rete memorizzano tutti i blocchi e quindi tutta la Blockchain.

 

Cosa è la blockchain e come funziona per i bitcoin?

 

Chiunque può creare una valuta digitale; quindi, in qualsiasi momento, ci possono essere centinaia o persino migliaia di criptovalute in circolazione. Per creare/distribuire criptovalute si può ricorrere ad una cosiddetta "initial coin offering" (ICO). Le prime ICO furono proprio lanciate per raccogliere fondi per nuove criptovalute, mentre in seguito la finalità principale è diventata quella di finanziare direttamente delle idee imprenditoriali.

Le initial coin offering (ICO)


Con tale termine si identifica un meccanismo finalizzato alla raccolta di fondi necessari a finanziare un progetto imprenditoriale, in maniera simile alle "Initial Public Offering" (IPO) e all'equity crowdfunding. A differenza di questi ultimi, l'ICO implica l'emissione di c.d. coin o token digitali in luogo di strumenti finanziari tradizionali (es. azioni). I token vengono offerti agli investitori che li acquistano contro cash (USD, EUR…) oppure, più spesso, criptovalute (principalmente Bitcoin e Ether). La creazione, l'emissione ed il trasferimento di token avvengono per mezzo della tecnologia "distributed ledger" (DLT).


Il "ciclo di vita" di una ICO - nella forma più ricorrente riscontrata sul mercato - riproduce, con alcune spiccate peculiarità, le fasi del processo di finanziamento diretto di una realtà imprenditoriale innovativa di piccole dimensioni e (usualmente) in fase di lancio alla ricerca di investitori: creazione di un progetto ‘innovativo' da sviluppare e finanziare; redazione e pubblicazione (sul web) di un documento informativo non standardizzato relativo a emittente, progetto e coin/token ("white paper"); utilizzo della blockchain per le fasi di coinvolgimento degli investitori (su mercato primario e, ove previsto, secondario).


La mancanza di un quadro regolamentare specifico per tali operazioni (in particolare l'incertezza circa l'applicabilità, almeno per analogia, delle varie discipline in essere, quali ad es. quelle delle securities, dell'offerta al pubblico e dei servizi di investimento) ha favorito una proliferazione massiccia delle ICOs a livello mondiale nel 2017 (per un valore complessivo di circa 5,68 mld. di USD; fonte Coindesk), che è andata di pari passo all'incremento del valore delle principali criptovalute (Bitcoin +1.318% e Ether +9.162% vs. USD nel 2017).


I profili di attenzione per le autorità di supervisione dei mercati finanziari sollevati dalle ICOs sono molteplici, così come sono numerosi e differenti gli approcci finora seguiti per fornire una prima risposta ‘regolamentare' al fenomeno.

Una volta emesse, le valute virtuali possono essere acquistate o vendute su una piattaforma di scambio (c.d. exchange platform) utilizzando denaro a corso legale (per esempio, EUR, USD, ecc.). Le piattaforme di scambio su cui si acquistano e vendono valute digitali non sono attualmente regolamentate, quindi non è prevista una tutela legale specifica in caso di contenzioso o fallimento.

Criptovalute cosa sono e quali rischi

I benefici nel punto di vista dei promotori
Le criptovalute si sottrarrebbero all'azione degli incentivi, potenzialmente controproducenti, tradizionalmente legati alle banche e ai governi sovrani. Le criptovalute offrirebbero molti potenziali vantaggi, tra cui una maggiore velocità ed efficienza nei pagamenti e nelle rimesse estere, promuovendo altresì l'inclusione finanziaria.

I rischi secondo le Autorità europee di vigilanza
La natura relativamente anonima delle valute digitali li ha resi molto attraenti per i criminali, che potrebbero utilizzarli per riciclaggio di denaro sporco e altre attività illegali.
Secondo le ricostruzioni delle autorità di settore, le criptovalute possono comportare rischi notevoli anche con riguardo alle truffe. Pongono quindi numerosi interrogativi in termini di protezione dei consumatori/investitori.
I rischi per la gestione della politica monetaria sembrano, invece, del tutto improbabili, considerata la loro attuale esigua diffusione.
Quanto ai rischi per la stabilità finanziaria, solo una ben più ampia utilizzazione delle criptovalute potrebbe determinarne l'insorgenza.

I rischi legali per il consumatore
L'assenza di un quadro giuridico preciso determina l'impossibilità di attuare un'efficace tutela legale e/o contrattuale degli interessi degli utenti, che possono, pertanto, trovarsi esposti a dover subire ingenti perdite economiche, ad esempio in caso di condotte fraudolente, fallimento o cessazione di attività delle piattaforme on-line di scambio presso cui vengono custoditi i portafogli digitali personali (i cosiddetti e-wallets). In un contesto di assenza di obblighi informativi e di regole di trasparenza, le piattaforme di scambio sono altresì esposte a elevati rischi operativi e di sicurezza: esse, infatti, a differenza degli intermediari autorizzati, non sono tenute ad alcuna garanzia di qualità del servizio, né devono rispettare requisiti patrimoniali o procedure di controllo interno e gestione dei rischi, con conseguente elevata probabilità di frodi ed esposizione al cybercrime. Sussistono, inoltre, rischi di controparte, di mercato, di liquidità e di esecuzione. Priva di ogni garanzia è d'altronde la futura possibilità di un'immediata conversione dei bitcoin e delle altre criptovalute in moneta ufficiale a prezzi di mercato.

Conclusioni

Non è un caso, quindi, che la finanza e il settore bancario guardino con diffidenza e riluttanza alle criptovalute, temendo che siffatte evoluzioni, determinando, in particolare, la possibilità di trasmettere valore senza l'intervento degli intermediari, possano finire per spiazzare il business normalmente svolto dall'industria.

Guardato, tuttavia, come fase primordiale di un più ampio processo di sperimentazione tecnologica e finanziaria, le criptovalute e, più in generale, la distributed ledger technology potrebbe utilmente porre le basi per dar vita a soluzioni capaci di rendere più efficiente o, secondo i più ottimisti, di trasformare radicalmente l'attuale sistema economico.

Lo sviluppo di risposte regolatorie efficaci in merito alle criptovalute è ancora in una fase iniziale: si tratta di un ambito difficile da disciplinare, rientrando nella competenza di differenti soggetti pubblici a livello nazionale e operando, al contempo, su scala globale. Molti sistemi di scambio sono del tutto opachi e operano al di fuori del sistema finanziario convenzionale, ciò che rende difficile monitorarne l'operatività.

I regolatori hanno iniziato ad affrontare tali sfide e le risposte fornite al fenomeno sono state molteplici, con una varietà di approcci tra i differenti Paesi. Taluni hanno valutato la possibilità di includere le valute virtuali nel novero di fattispecie già appropriatamente regolate, altri hanno diramato apposite avvertenze ai consumatori o hanno assoggettato a un regime autorizzatorio lo svolgimento di talune delle attività proprie del sistema, altri ancora hanno proibito alle istituzioni finanziarie di negoziare valute virtuali o ne hanno addirittura vietato l'uso, perseguendo penalmente i trasgressori. Si tratta di risposte di policy ancora embrionali rispetto alle sfide poste dalle valute virtuali ed è altamente probabile che, nel prossimo futuro, interverranno ulteriori sviluppi.

Sembra, al riguardo, auspicabile che le autorità calibrino i contenuti delle future regolazioni in modo da affrontare adeguatamente i rischi, senza, tuttavia, soffocare oltremodo l'innovazione. Gli organismi internazionali stanno giocando un ruolo importante nell'identificazione e nella valutazione dei rischi posti dalle valute virtuali e potrebbero senz'altro contribuire a facilitare il processo di sviluppo e di affinamento delle politiche regolatorie a livello nazionale.

A mano a mano che si acquisirà una certa esperienza in ordine al loro funzionamento, la diffusione di standard internazionali e best practice potrà fornire utili indicazioni sulle misure regolatorie più appropriate da implementare nei diversi campi, promuovendo l'armonizzazione e prevenendo il rischio di strategie di arbitraggio. Tali standard potrebbero comprendere accordi di cooperazione internazionale in settori quali lo scambio di informazioni e lo svolgimento di indagini nel perseguimento dei reati transfrontalieri.

Quante criptovalute ci sono nel mondo?

Esistono al mondo oltre 5 000 criptovalute, la loro capitalizzazione complessiva  è intorno ai 2.000 mld di euro (più del 30% il Bitcoin); le principali sono le seguenti:

Bitcoin (BTC o XBT), nata a gennaio 2009 da un informatico del quale è noto solo lo pseudonimo: Satoshi Nakamoto. Basata sul protocollo proof-of-work, è la prima criptomoneta per valore, la prima ad essere conosciuta in massa, e ad essere riconosciuta come forma di pagamento da diversi siti Internet, nonché commercianti.
Bitcoin Cash (BCH), frutto del fork sulla rete Bitcoin eseguito il 01 agosto 2017, che prevedeva l'aumento della dimensione dei blocchi da 1 a 8 MB rendendolo incompatibile con la blockchain del Bitcoin
Cardano,
Dash,
Dogecoin

EOS, criptovaluta di tipo ethereum di un progetto di applicazioni decentrate
Ethereum (ETH), piattaforma decentralizzata del Web 3.0 rilasciata nel 2015, prevede l'esecuzione di smart contracts (una forma di "denaro digitale altamente programmabile) tramite la rete peer-to-peer. La potenza computazionale messa a disposizione sulla rete viene convertita nell'unità di conto denominata Ether.
IOTA, un token crittografico di nuova generazione, creato per essere lightweight e venire utilizzato nei pagamenti automatici che i dispositivi intelligenti effettueranno nell'Internet delle cose.
Litecoin (LTC) è una criptovaluta peer-to-peer ed un progetto di software open source rilasciato con licenza MIT/X11. Dal punto di vista tecnico ha preso ispirazione e risulta molto simile a Bitcoin
Monero (XMR), criptovaluta che punta alla privacy degli utenti, non avendo una blockchain pubblica.
Ripple (XRP), criptovaluta decentralizzata nativa della piattaforma di pagamento RippleNet. RippleNet è stato creato nel 2012 per offrire alle banche e alle istituzioni finanziarie un sistema di regolamento lordo in tempo reale, consentendo transazioni finanziarie sicure e istantanee che possono abbracciare tutto il mondo.
Stellar protocollo la cui criptovaluta è il Lumen con simbolo XLM
Tezos
Waves, criptovaluta fulcro di un progetto che prevede un exchange monetario (sia di moneta FIAT che criptovalute) decentralizzato, ovvero basato sulla rete p2p.
Zcash

Come è oramai noto la generazione di una transazione di cripto valuta è un processo che assorbe notevoli risorse di calcolo, tanto da essere incriminato come uno dei processi a maggiore produzione di CO2, nell’ambito di quella prodotta dal mondo Internet. 
vedi su Civitas Quanto inquina Internet.
Il consumo potenziale può essere misurato con il tempo medio per generare un blocco della block chain. Nella tabella sotto riportate alcuni delle criptovalute e il loro tempo medio per la generazione di un blocco.  Come si vede il Bitcoin è la moneta più vorace e consuma circa 180 volte rispetto al XRP (Ripple) e circa 60 volte di più del Ethereum.

Criptovalute cosa sono e quali rischi

Ma ce ne sono altre di tipo differente?

In realtà ce ne sono altre che non sono proprio criptovalute in senso stretto e che a volte sono state inventate per facilitare l'accesso al credito delle c.d. piccole medio imprese italiane (PMI).

Un esempio abbastanza diffuso in Italia è il Sardex, nato in Sardegna ma diffuso anche in altre parti d'Italia. Il Sardex non è una moneta virtuale (come bitcoin o altre criptovalute) e non è un’alternativa all’euro. Con il valore di scambio di 1 a 1 con l'euro, il Sardex è una moneta complementare che nasce per colmare il gap di accesso al credito per le piccole imprese e i professionisti. Consente, infatti, alle imprese e ai professionisti associati di scambiarsi beni e servizi sulla base di crediti accumulati. L’azienda (o il professionista) ha diritto a ricevere crediti sotto forma di Sardex proporzionali al valore dei beni e servizi che può offrire, da spendere presso le aziende e i professionisti aderenti. Sardex Pay è invece la community che permette di scambiare beni e servizi pagandoli in Sardex. Ha registrato transazioni per 120 milioni di euro solo lo scorso anno e la media di iscritti è in crescita del 73%. per saperne un po' di più potete leggere La corsa del Sardex, il bitcoin solidale in versione italiana di Rosaria Amato su La Repubblica del 4 gennaio 2021. All'inizio dunque era il Sardex (che poi ha preso piede in altre regioni quali Piemonte, Toscana, ecc...), ma poi sono decollati progetti analoghi: il Piemex (Piemonte all'inizio e poi Liguria), il Liberex in Emilia Romangna, il Venetex in Veneto, e così altre ne nasceranno nelle diverse regioni.

dalla stampa on line
articoli che riguardano le criptovalute


C'è stata una corsa a scaricare app per investire in criptovalute

11 settembre 2021 - AGI - Paolo Fiore

Le installazioni – evidenzia il rapporto “The State of Asset Management Apps in Europe 2021 di Sensor Tower - sono cresciute sia per le applicazioni di consulenza che per quelle che scambiano classi d'investimento diverse. Ma nulla a che vedere con l'esplosione di quelle app per la compravendita di Bitcoin e affini. La finanza tira, soprattutto se è crypto. I primi sei mesi del 2021 sono stati da record per le app di risparmio gestito. I download in Europa sono stati 90,2 milioni, più che triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. (continua a leggere)


Il grande giorno del bitcoin a El Salvador non è andato come sperato

8 settembre 2021 - Post

Il primo paese a introdurli come moneta legale ha avuto un sacco di problemi, e il valore della criptovaluta è crollato. Martedì El Salvador è diventato il primo paese al mondo ad accettare il bitcoin come moneta con valore legale. Il progetto, approvato dal parlamento locale lo scorso giugno, era stato annunciato con gran entusiasmo dal presidente Nayib Bukele, un forte sostenitore delle criptovalute, ma fin dal primo giorno ha avuto problemi tecnici e incidenti, che hanno provocato un’interruzione temporanea del servizio e, martedì sera, hanno contribuito a un grave crollo del valore del bitcoin. Il progetto di El Salvador prevede che il bitcoin si affianchi al dollaro come valuta legale del paese, e che possa essere usato per fare acquisti e accumulare risparmi. L’adozione della criptovaluta in El Salvador è considerata un esperimento innovativo e un importante passo in avanti dagli investitori in criptovalute, e secondo il presidente Bukele porterà benefici e vantaggi ai cittadini di uno dei paesi più poveri dell’America Latina. Molti esperti sono tuttavia di parere contrario: secondo il Fondo monetario internazionale (FMI) l’adozione del bitcoin da parte di El Salvador sarebbe una mossa azzardata e potenzialmente pericolosa. (continua a leggere)


Bitcoin, El Salvador primo Paese ad adottarlo come valuta legale

7 settembre 2021 - Il Sole 24Ore

Criptovalute cosa sono e quali rischiL’esperimento mira a ridurre i costi delle commissioni. Ma c’è chi teme in una crescita dei casi di riciclaggio. Per il Bitcoin il 7 settembre 2021 potrebbe essere importante come il 31 ottobre 2008 (data in cui è stato pubblicato il white paper che ha presentato la moneta digitale) e il 12 gennaio 2009 (quando è stata iscritta sulla blockchain la prima transazione tra Satoshi Nakamato e Hal Finney). Per la prima volta nella sua breve storia di 12 anni, infatti, la madre delle criptovalute è stata riconosciuta come valuta a corso legale da uno Stato. La decisione annunciata lo scorso giugno dal 40enne presidente. Lo stato centro-americano di El Salvador è diventato ufficialmente, il 7 settembre, il primo paese al mondo ad adottare il bitcoin come valuta legale. L’obiettivo dichiarato del presidente, Nayib Bukele, è di spingere lo «sviluppo economico» e di permettere ai cittadini di risparmiare sui 400 milioni di dollari in commissioni versate in rimesse dagli Usa e altri paesi. Ma i critici temono che l’effetto sia di alimentare il riciclaggio di denaro, mentre alcuni analisti mettono in guardia dal danno reputazionale del «bitcoin di Stato» agli occhi degli investitori stranieri. (continua a leggere)


Al via l’alleanza per sviluppare la finanza decentralizzata nel mondo

31 agosto 2021 - Il Sole 24Ore

Un’alleanza che mette insieme diverse realtà della finanza decentralizzata per diffondere ed educare al nuovo modello basato su blockchain per rendere accessibile ai servizi finanziari abilitati dalla disintermediazione ai sei miliardi di potenziali utenti di smartphone nel mondo. È questo l’obiettivo di DeFi for the People, un'alleanza al centro di un progetto innovativo di finanza decentralizzata (DeFi) costruito sulla piattaforma Celo, ecosistema open-source che permette a chiunque abbia uno smartphone di risparmiare, ricevere e inviare denaro in modo rapido, sicuro e economico. (continua a leggere)


Arriva Gypsycoin, la criptovaluta della comunità rom

26 agosto 2021 - RaiNews 

Criptovalute cosa sono e quali rischiUna criptovaluta tradizionale e allo stesso tempo inedita, pensata anche per favorire progetti di solidarietà aGypsycoin Crypto favore della comunità dei rom. E' il Gypsycoin, valuta digitale lanciata questo mese in Romania, un'idea di Daniel Cioaba, conosciuto a Bucarest come il re dei rom di Romania, una carica ereditaria della famiglia Cioaba. Gypsycoin, si legge sul sito ufficiale dalla valuta, che è pensato espressamente "per essere associato alle comunità rom in giro per il mondo" e ha l'obiettivo di diventare "la moneta digitale rom". A confermarlo, il logo scelto per la moneta, che riprende il disegno della ruota raggiata che rappresenta le migrazioni del popolo di origine nomade, in combinazione con il disegno di circuiti elettronici, a unire tradizione e modernità. Simbolo che è stato scelto, hanno specificato gli ideatori, proprio per fare presa "sulla tradizione della comunità, facilitando l'associazione tra rom e un progetto" che non è comunque riservato ai solo rom, ma aperto "a chiunque simpatizzi per la causa" della comunità. (continua a leggere)