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Ingresso di altri Stati nella Unione Europea

Ingresso di altri Stati nella Unione Europea

da | 17 Set 2022 | allargamento, Europa, istituzioni, UE

Ingresso di altri Stati nella Unione Europea

L'Ingresso di altri Stati nella Unione Europea. A partire dal 1951 (nascita della Comunità del Carbone e dell’Acciaio) il numero di stati membri della Unione Europea è quasi sempre cresciuto, fatte due debite eccezioni: l’uscita del Regno Unito del 2020, e, forse meno rilevante, l’uscita della Groenlandia avvenuta nel 1984; ricordiamo che questo stato era entrato nella CEE come dipendenza della Danimarca nel 1973..

la Groenlandia

Quando la Danimarca decise di entrare a far parte della Comunità Economica Europea (che sarebbe in seguito diventata l'Unione europea), gli attriti con l'ex colonia crebbero: i Groenlandesi ritenevano che l'unione doganale europea avrebbe danneggiato i loro commerci, che avvenivano principalmente con nazioni non europee quali Stati Uniti e Canada. Dopo che la Danimarca, Groenlandia inclusa, entrò nell'unione nel 1973 (nonostante il 70,3% dei Groenlandesi avesse votato no al referendum), molti abitanti pensarono che la rappresentanza a Copenaghen non fosse sufficiente, e i partiti locali iniziarono a richiedere l'autogoverno; il Folketing lo concesse nel 1978, e la legge entrò in vigore l'anno seguente. Il 23 febbraio 1982, una maggioranza del 53% della popolazione groenlandese votò per abbandonare la Comunità Europea, cosa che avvenne nel 1985.

dalla CECA (1951) alla CEE (1958) sino alla Unione Europea (1992)

La Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) fu creata col Trattato di Parigi del 18 aprile 1951 su iniziativa dei politici francesi Jean Monnet e Robert Schuman (il cosiddetto Piano Schuman o dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950), del cancelliere tedesco Konrad Adenauer e del primo ministro italiano Alcide De Gasperi con lo scopo di mettere in comune le produzioni di queste due materie prime in un'Europa di sei paesi: Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Era concepita come passo iniziale di un processo federale europeo.  La CECA fu l'istituzione che precorse la strada del Trattato di Roma, con il quale venne costituita la Comunità economica europea, divenuta Unione europea nel 1992.

La figura sotto riporta i principali eventi che hanno portato l’Unione Europea all’assetto attuale (settembre 2022)

Ingresso di altri Stati nella Unione Europea

Come è regolato il processo di allargamento dell'Unione europea

L'allargamento dell'Unione europea è il processo in base al quale nuovi stati chiedono di far parte dell'Unione europea tramite un percorso di adeguamento legislativo concordato, reso possibile grazie all'ampliamento dei contenuti dei trattati costitutivi delle precedenti Comunità europee.

Dai sei stati fondatori delle Comunità europee il numero di stati membri è cresciuto fino ai 27 attuali stati membri e altri stati europei hanno in corso trattative per l'adesione all'Unione.

Secondo le norme attuali, per aderire all'Unione uno stato deve:

  • essere uno Stato europeo (articolo 49 Trattato sull'Unione Europea (TUE);
  • rispettare i principi di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché dello Stato di diritto (art. 6 TUE);
  • rispettare una serie di condizioni economiche e politiche conosciute come criteri di Copenaghen.

Per valutare i progressi raggiunti dai paesi in preparazione dell'adesione all'Unione europea, la Commissione europea ha presentato rapporti regolari al Consiglio europeo. Questi rapporti sono la base attraverso la quale il Consiglio prende la decisione sulla chiusura dei negoziati di adesione.

I criteri di Copenaghen

I criteri di Copenaghen furono definiti nel corso del Consiglio europeo di Copenaghen tenutosi nel 1993, con in mente, all'epoca, l'idea di regolamentare l'allargamento dell'Unione europea verso i paesi dell'Europa dell'est, già appartenenti all'ex blocco socialista. Questi criteri, in linea con quanto stabilito dagli articoli 6 e 49 del Trattato di Maastricht (come successivamente rivisto e modificato), e in seguito alla revisione avvenuta nel consiglio europeo tenutosi nel dicembre 1995 a Madrid (che ha previsto che gli stati candidati debbano adattare la propria struttura amministrativa e giuridica per fare in modo che la legislazione europea possa essere efficacemente adottata nella legislazione nazionale), sono i seguenti:

  • criterio "politico": presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell'uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela;
  • criterio "economico": esistenza di un'economia di mercato funzionante e capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all'interno dell'Unione Europea;
  • adesione all'"acquis comunitario": accettare gli obblighi derivanti dall'adesione e, in particolare, gli obiettivi dell'unione politica, economica e monetaria.

Quando si è trattato di applicare i criteri di Copenaghen alla richiesta di adesione della Turchia all'Unione europea, è stata denunciata un'ingerenza del Consiglio (o meglio, di una sua parte) che "tradisce lo scopo stesso degli screening secondo i criteri di Copenaghen (oltre ad eludere la competenza esclusiva della Commissione nel riscontrarli): non si ammette che il processo di verifica del benchmark possa dare esito positivo e, quindi, lo si blocca a monte

Gli stati candidati

Al momento ci sono sette paesi ufficialmente candidati all'adesione:

  • Turchia (candidata dal 1999),
  • Macedonia del Nord (candidata dal 2004),
  • Montenegro (candidato dal 2010),
  • Serbia (candidata dal 2012),
  • Albania (candidata dal 2014),
  • Ucraina e Moldavia (tutte e due candidate dal 2022).

Partecipando al programma del Partenariato orientale nell'ambito della politica europea di vicinato, tra il 28 febbraio e il 3 marzo 2022, a seguito della crisi russo-ucraina, Ucraina, Moldavia e Georgia hanno presentato la loro domanda di adesione all'Unione europea. Solo alle prime due il Consiglio europeo ha ufficialmente concesso lo status di candidato il 23 giugno 2022, affermando che lo concederà anche alla Georgia quando avrà affrontato le problematiche emerse nel parere della Commissione europea sulla domanda di adesione[

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