Clima
e società:  definizioni/in profondità

che cosa troverete in questa pagina?

Questa pagina è composta di due sezioni. La prima (Definizioni) contiene la definizione di alcuni termini e concetti tipici del cambiamento climatico; nella seconda (in profondità) invece abbiamo stilato una breve ed essenziale rassegna ragionata di materiale sito-bibliografico, che consigliamo di consultare, per approfondire l’argomento

 


Definizioni

Ma in che cosa consiste esattamente l'”effetto serra” che si cita a ogni pié sospinto come responsabile del riscaldamento globale? E sappiamo davvero sempre di cosa parliamo quando tiriamo in ballo “i danni della CO2”? E quando sentiamo usare a ogni piè sospinto il termine “sostenibilità”, a cosa pensiamo? E quando sogniamo di servirci soltanto di energie rinnovabili, abbiamo idea di che cosa si tratti realmente?

A mettere a punto queste parole-concetto, perché possiamo servircene con cognizione di causa, ci aiuta Gianfranco Pacchioni, autore, fra l’altro, di un prezioso libretto, provocatoriamente intitolato “Viva la CO2!”, edito da Il Mulino.

Prima di guardare i video che affrontano i tre concetti menzionati (CO2, energie rinnovabili e sostenibilità), riportiamo un breve paragrafo che cerca di fare il punto sul tema dell’effetto serra.

 

Il paragrafo è stato compilato dalla redazione di Civitas, ma è importante sottolineare che esso è anche il frutto del lavoro di gruppo con gli istituti coinvolti nel progetto; questo a testimonianza del fatto che ekit è per definizione un work in progress che si è avvalso, e che in futuro lo farà ancora di più, degli importanti contributi che gli inseganti hanno voluto (e vorranno) fornire. In particolare, sul tema dell’effetto serra, è stato importante il ruolo di Carlo Bertoni, titolare della cattedra di matematica e fisica dell’Istituto Copernico, a cui vanno i ringraziamenti della redazione


Effetto serra

Il primo scienziato che ipotizzò l’esistenza di un effetto serra non fu né un chimico né un fisico ma un matematico, Joseph Fourier (Francia,1768-1830). Fourier fece dei calcoli, confrontando il calore che il Sole fornisce alla Terra e il calore che la Terra emette verso lo spazio, e si rese conto che l’atmosfera terrestre doveva avere un effetto particolare: quello di mantenere al suo interno parte del calore riflesso della luce solare; altrimenti, disse, “la temperatura sul pianeta dovrebbe essere molto più bassa di quanto non sia”.  Il matematico non sapeva di cosa si trattasse, né quali fossero le sostanze responsabili di questo processo.

La luce e il calore che ci giungono dal Sole si propagano sotto forma di radiazione, cioè onde elettromagnetiche. Queste onde hanno proprietà diverse a seconda della frequenza di oscillazione.

Il Sole emette radiazione in un ampio spettro di frequenze, ma l’atmosfera lascia passare solo la radiazione in alcune specifiche bande di frequenza, tra cui ad esempio la luce visibile.

Quando la radiazione solare colpisce il suolo terrestre non viene riflessa così come è, ma viene prima assorbita e poi riemessa e la radiazione riemessa può avere frequenza diversa da quella incidente; in particolare la radiazione emessa è in gran parte sotto forma di radiazione infrarossa. L’atmosfera è solo parzialmente trasparente all’infrarosso e quindi parte di questa radiazione non prosegue verso lo spazio ma viene riflessa di nuovo verso il suolo.

La stessa cosa succede in una serra, per effetto del vetro che è trasparente alla luce visibile ma non all’infrarosso, da cui il nome di “effetto serra”.

Fu John Tyndall (Irlanda, 1820-1893), un chimico irlandese, che nel 1850 individuò i tre principali gas (o molecole) presenti nell’atmosfera che hanno questo effetto. In primo luogo, l’acqua il metano e la CO2 di cui tanto si parla; in realtà di CO2 si è cominciato a produrre in maniera massiccia e fuori dai cicli naturali all’inizio dell’Ottocento, con la rivoluzione industriale. Il CH4 (metano) è, dopo la CO2 (anidride carbonica), il principale responsabile del riscaldamento globale. Nonostante sia relativamente facile ridurne le emissioni, il miglioramento è lento e di entità ridotta. Il metano ha un tempo di permanenza nell’atmosfera molto inferiore a quello della CO2, ma il suo effetto è circa 80 volte più forte.

L’effetto serra non è un fenomeno fisso e costante; è un fenomeno che varia per regolare il clima e le sue variazioni sono sia di carattere giornaliero, sia di carattere stagionale sia per cicli climatici molto più lunghi, come nel caso dell’alternarsi di periodi glaciali e interglaciali (cicli di migliaia di anni) o addirittura di ere glaciali e interglaciali (cicli di milioni di anni). Non tutti i gas che formano l’atmosfera hanno una “capacità serra” (cioè una capacità di trattenere calore) ed è ancora aperta la discussione sulla maggiore o minore influenza dei vari gas serra (cioè quelli che hanno più o meno capacità di trattenere calore). Tra questi, i più importanti sono:

Il vapore acqueo (rappresenta circa il 70% dell’effetto serra) ha la caratteristica di poter essere prodotto rapidamente (evaporazione di mari, fiumi e laghi) e altrettanto rapidamente può essere scartato dall’atmosfera (piogge) ed è quindi importante per i cicli giornalieri e stagionali. In generale, l’aumento di umidità dell’aria accresce l’effetto serra (ossia l’atmosfera più umida trattiene più calore), mentre la formazione di nuvole interviene per diminuirlo, contrastando l’insolazione diretta e facendo perdere umidità all’atmosfera attraverso le piogge.

L’anidride carbonica e il metano (rappresentano insieme il 25% dell’effetto serra) che al contrario rimangono molto più a lungo in atmosfera e sono quindi importanti per regolare i cicli stagionali e decennali. Questi gas riescono a trattenere calore sulla terra riflettendo determinate lunghezze d’onda e, come accade per il vapore acqueo, sono continuamente scambiati tra atmosfera, terra e mari (attraverso l’evaporazione, piogge, respirazione delle piante, eruzioni vulcaniche), dando luogo a variazioni sia giornaliere che stagionali nel contenuto in atmosfera. Ciò vale sia per la CO2, sia per il metano.

L’immissione di CO2 deriva per gran parte dalla combustione di combustibili fossili (benzina, diesel, metano, ecc..) e si stima che ogni anno ne vengano immesse circa 32 Gton (1Gton=1mld di tonnellate); l’immissione di CH4 nasce dalle perdite che si verificano nei siti estrattivi di petrolio e anche, in parte minore, dai grandi allevamenti intensivi di bovini e suini; la stima di immissioni in atmosfera porta ad una cifra di circa 380 Mton/anno (1Mton=1mln di tonnellate)

Altri gas, tra cui: protossido d’azoto (N2O), clorofluorocarburi (CFC), esafluoruro di zolfo (SF6), che insieme rappresentano il restante 5% dell’effetto serra.


Sostenibilità


Energie rinnovabili

Gianfranco Pacchioni

E’ un chimico italiano, attivo nel campo della chimica teorica e computazionale. È membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Academia Europæa (Londra), della European Academy of Sciences (Liegi), dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere (Milano) e della fondazione Alexander von Humboldt. Nel 2016 è stato insignito della Medaglia Pascal per la Chimica da parte della European Academy of Sciences e nel 2017 ha ricevuto la Medaglia Pisani della Società Chimica Italiana. Dal 2013 al 2019 è stato prorettore per la Ricerca della Università degli Studi di Milano-Bicocca. È Editor-in-Chief del “Journal of Physics: Condensed Matter”, pubblicato dall’Institute of Physics (IOP). È autore di vari libri di divulgazione scientifica.

Per approfondire

 

Articoli nei siti che è opportuno consultare

Un sito molto ben fatto sulle evidenze incontrovertibili del cambiamento climatico è quello offerto dalla NASA Evidence | Facts – Climate Change: Vital Signs of the Planet (nasa.gov)

Vi è una correlazione preoccupante tra i cambiamenti climatici in atto e la crescita delle disuguaglianze. Il perdurare e l’intensificarsi di eventi estremi (assenza di precipitazioni e siccità) sommato al riscaldamento globale vedranno aumentare le disparità di reddito su scala mondiale e anche tra regioni europee. Su questo si può vedere Cambiamento climatico e disuguaglianze

Sul tema specifico della deforestazione e dell’importanza delle foreste per il contrasto al riscaldamento globale, segnaliamo Foreste ed Alberi

Quanto inquina Internet? La domanda sembrerà ad alcuni un po’ bizzarra, perché siamo quasi tutti abituati ad indentificare Internet e le tecnologie informatiche con un mondo virtuale popolato da bit, incapace di avere interazioni con il mondo reale; ma non è proprio così. Sul rapporto tra l’uso della rete e la produzione di Co2, si veda su Civitas l’articolo Quanto inquina Internet

Sugli accordi internazionali relativi al clima è utile tutto il dossier sul tema, che potete trovare nella pagina del menu di Civitas, cliccando su Clima e accordi internazionali

 

 

SlideShow e presentazioni PowerPoint da vedere

Una bella lezione in Power Point su La sfida ambientale e il cambiamento climatico, di Alessandro Tavoni, docente presso il Dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Bologna, la trovate qui

Come affrontare il problema del cambiamento climatico non è solo questione di strumenti e di tecnologie. E’ innanzitutto una questione politica, perché la transizione verso un’economia che riduca o azzeri i fattori climalteranti ha costi sociali ingenti e necessita di consenso, per essere attuata. E’ dunque fondamentale capire come si orienta l’opinione pubblica, qual è il grado di consapevolezza rispetto al tema. Su questo, si può leggere (c’è anche un PPT utilizzabile).

Libri da acquistare

Destinazione Antartide, a più di 3.000 metri di altitudine, a una distanza di oltre 1.200 chilometri dalla costa, dove le condizioni di sopravvivenza sono al limite della sopportazione e le temperature possono toccare i -60 °C. Nel bagaglio di Carlo Barbante, direttore dell’Istituto di Scienze Polari del CNR , oltre a molto materiale logistico ci sono strumenti per estrarre dal suolo carote di ghiaccio e contenitori per i campioni. Ma tutto questo per fare che cosa? Per ritrovare la memoria del clima del passato attraverso le informazioni intrappolate negli strati di ghiaccio accumulati nel tempo, ma anche per trovare una guida preziosa per interpretare i fenomeni in atto e prepararci a quelli del futuro.

Carlo Barbante, Scritto nel ghiaccio – viaggio nel clima che cambia, Bologna, Il Mulino 2021

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L’agile libretto di Emilio Padoa-Schioppa sull’antropocene inserisce il tema del clima in una cornice concettuale più ampia, che ci permette di inquadrare l’influenza dell’uomo sulla natura nella lunga durata della sua millenaria vicenda civilizzatrice. Una storia di interazione che segna, nella cronologia del pianeta, la presenza di una vera e propria era geologica.

Emilio Padoa-Schioppa, Antropocene. Una nuova epoca per la Terra, una sfida per l’umanità, Bologna, Il Mulino 2021

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Un altro volumetto introduttivo di sicuro pregio e affatto accessibile, per uno sguardo complessivo dello stato attuale, delle cause e delle possibili soluzioni al tema del riscaldamento globale è

Bruno Carli, L’uomo e il clima, che cosa succede al nostro pianeta?, Bologna, Il Mulino 2017

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