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IRPEF e IVA

da | 23 Mar 2020 | imposte, evasione, evasione fiscale, IRPEF, IVA, tasse

Irpef e Iva sono le imposte principali del sistema tributario italiano e non è un caso che lì si annidi la maggiore incidenza dell’evasione. Alcuni cenni alle due grandi imposte: sono necessarie.

IRPEF e IVA

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Irpef :Imposta sul reddito delle persone fisiche

L’Irpef è l’imposta principale del sistema tributario italiano. E' una imposta progressiva, a cui è assegnato il compito principale di redistribuzione e di attenuazione della disuguaglianza del reddito. Nel dibattito corrente l’attenzione spesso si concentra sulla struttura delle aliquote, se siano troppe, troppo alte o troppo basse, se non sia preferibile una imposta con aliquota unica (flat tax). In realtà il problema principale non è quello delle aliquote, ma come è definita la base imponibile (in modo coerente con la nozione di capacità contributiva presente nella costituzione) e quanto siano efficaci i meccanismi di accertamento dell’imposta. L’equità dell’imposta dipende in grande misura dalla buona regolamentazione e dall'efficacia dell’azione amministrativa.  Una buona amministrazione richiede però molte risorse.

Come può l’amministrazione conoscere il reddito complessivo di un contribuente? In molti casi e per alcuni tipi di reddito, il modo migliore è di rilevarlo non presso il contribuente, che può essere tentato di sottovalutarlo, ma presso soggetti che versano  il reddito al contribuente. Nel caso di compensi di un’attività di lavoro dipendente, lo so chiede al datore di lavoro; nel caso di una prestazione professionale a chi l’ha richiesta se si tratta di un soggetto che è ha l’obbligo della contabilità.

Il diritto tributario ha creato a tale scopo la figura del sostituto di imposta, colui che ha l’obbligo di segnalare all'amministrazione finanziaria i redditi dei soggetti a cui ha pagato un compenso e pagare in acconto l’imposta su quel reddito. Ma in molti casi (redditi di lavoro autonomo e di impresa) questo non è possibile e quindi l’unico modo è chiedere al contribuente stesso di dichiarare i propri redditi.  Ma quale garanzia c’è che questa dichiarazione sia veritiera? Molto dipende dal senso di onestà dei cittadini. Se questo è insufficiente, bisogna approntare controlli, spesso costosi e necessariamente parziali. Si possono prevedere sanzioni, ma anche queste sono soggette a probabilità. Così nasce l’evasione: il contribuente disonesto preferisce correre il rischio di non essere identificato. Comportamento disonesto, non c’è dubbio, ma attenzione: non è questione di categorie di persone, ma di tipi di reddito.

 

aliquota progressiva  o aliquota unica (flat tax); in realtà il problema principale non è quello delle aliquote, ma come è definita la base imponibile

la tabella sotto mostra gli scaglioni Irpef 2019

IRPEF e IVA

calcolare l'importo del proprio Irpef? il procedimento non è dei più semplici e in rete molti siti ti offrono una base di calcolo, vedi ad esempio Irpef.info

Iva (Imposta sul valore aggiunto)

L’Iva è la seconda imposta del sistema tributario, la prima delle imposte indirette. E’ un’imposta complessa, che appartiene al genere delle imposte generali sugli scambi,  che si paga su tutti gli scambi di beni o servizi, siano  essi un bene finale (di consumo o di investimento)  o un bene intermedio (una materia prima, un semilavorato). L’imposta è a carico di chi vende il bene, di solito un’impresa o un lavoratore autonomo, anche se in realtà ciò che l’imposta vuole colpire è il consumo finale del bene. 

Ma poiché sarebbe impraticabile fare pagare l’imposta al consumatore -  se l’idraulico mi ripara lo scarico del bagno o se acquisto un gelato dovrei contestualmente andare a versare allo stato l’imposta sulla prestazione di servizio o sullo scambio del bene (?!) - la si fa pagare a chi vende, che si rivale dell’imposta sul cliente includendola nel prezzo (sulla ricevuta si deve indicare il prezzo senza Iva e  l’Iva, distintamente). In particolare l’Iva applicata in Italia (e in tutta la UE), anche se si applica a tutti gli scambi (beni finali  e beni intermedi), è in realtà un’imposta che, per l’aggregato dell’economia, grava solo sul consumo.

Per capire questo aspetto non ovvio, va ricordato che chi vende un bene o un servizio fa pagare l’Iva al compratore,  ma non versa allo stato tutta l’imposta da lui riscossa nella fattura, ma solo la differenza tra questa imposta e l’Iva che ha pagato sui suoi acquisti di materie prime  o beni intermedi. L’Iva pagata allo stato è la differenza tra l’Iva messa a carico del compratore  e l’Iva sugli acquisti. La presenza della detrazione dell’Iva sugli acquisti fa sì che in definitiva l’Iva resti a carico solo di soggetti, diversi da  imprese o lavoratori autonomi che hanno la partita Iva, e che quindi non hanno la possibilità di detrarla in alcun modo. Resta a carico dei cittadini che di fatto acquistano beni finali di consumo.  Restano invece esclusi dall’onere dell’imposte gli acquisti di beni intermedi e di beni finali di investimento che sono compiuti da imprese e lavoratori autonomi che possono fare la detrazione.

Torniamo all’evasione dell’Iva. Perché l’imprenditore o il lavoratore autonomo dovrebbero avere l’interesse ad evadere l’Iva, se, come detto, è un’imposta che in realtà non li riguarda (pur essendo formalmente i soggetti passivi)?  La ragione è che l’idraulico, prelevando l’imposta per conto dell’acquirente (e successivamente versandola a scadenze fissate) allo stato, rivela allo stato l’ammontare dei suoi ricavi, da cui si può risalire in qualche modo al reddito. Per questo l’idraulico può essere tentato di proporre di non fare la fattura o la ricevuta anche quando sta gestendo un’imposta che in realtà non dovrebbe interessarlo. 

evasione Irpef nei vari paesi europei (click per ingrandire l'immagine)

IRPEF e IVA

quando non  si emette e non si pretende la ricevuta fiscale/fattura (perché magari, in tal modo, si ottiene una sconto sul prezzo) si commettono due reati: uno da parte dell’idraulico, perché non ottempera l’obbligo di fare la ricevuta fiscale (per il timore di rivelare il suo reddito ai fini dell’Irpef), e uno  da parte del  consumatore che non ha pagato l’Iva, un’imposta  che ha come presupposto la fruizione di una prestazione o il consumo di un bene.