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il Debito Pubblico italiano

da | 14 Mag 2020 | debito pubblico, evasione fiscale, spesa pubblica | 0 commenti

debito pubblico - mag 2021
2.687 mld

Cos'è il debito pubblico? Scopriamo quando si è formato quello italiano e perché pesa sullo sviluppo del Paese.

il Debito Pubblico italiano. Non c'è giornata politica in cui non si citi il grande peso che l'Italia trascina con sé: il debito pubblico. Ma cos'è, quanto vale oggi e come funziona?

 

Che cos'è il debito pubblico

Per far sì che la macchina statale, fatta di servizi e investimenti, funzioni, non sono sufficienti le entrate che lo Stato realizza attraverso le imposte. Per questo motivo, lo Stato si indebita, assicurando a chi gli presta denaro (che sia un piccolo risparmiatore, una banca o una grande azienda, poco importa) di restituirgli il capitale versato con gli interessi. La differenza tra entrate e uscite di uno Stato è detta saldo primario. Nell'operazione di calcolo vanno però aggiunti gli interessi sul debito precedente che uno Stato paga ai suoi creditori. Si ha un deficit quando le entrate sono inferiori alla somma di uscite e spese per interessi. Il debito pubblico può essere definito anche come la stratificazione, anno dopo anno, dei deficit. (per approfondire il tema della Spesa Pubblica, leggi su Civitas l'articolo di  Massimo Baldini)



Il peso degli interessi

Un Paese ottiene credito tramite l'emissione di obbligazioni, che differiscono per caratteristiche e durata. Gli strumenti più utilizzati sono i Btp, Cct, Bot e Ctz. Minore è il loro valore, maggiore sarà il tasso di interesse che lo Stato dovrà rimborsare a scadenza. La differenza tra saldo primario e deficit racconta quanto pesi la spesa per interessi, in particolare sull'Italia. Il Paese produce da anni un avanzo primario (le entrate sono maggior delle uscite), ma resta in deficit e continua ad alimentare il debito pubblico perché continua a dover rimborsare i creditori. Se il saldo primario può essere controllato – tra le altre cose – contraendo la spesa pubblica, la spesa per interessi dipende anche da fattori esterni, che incidono sui tassi (quando sentiamo dire che “sale lo spread”, vuol dire che i tassi crescono e che lo stato deve pagare interessi più alti)

 

tratto da Pictet AM del Dicembre 2019


I dati sul prodotto interno lordo nominale precedenti al 1995 sono tratti dal sito della Commissione Europea AMECO sezione “Domestic product; Gross domestic product; At current price (UVGD)”. Dal 1995 in poi i dati nominali sono tratti dal sito Dati ISTAT sezione “Conti nazionali; Conti e aggregati economici nazionali annuali; Principali aggregati del Prodotto interno lordo” 

il Debito Pubblico italiano

Il debito pubblico italiano oggi

A luglio 2021, il debito pubblico italiano è arrivato a 2.726 miliardi (+30 rispetto al mese precedente). La cifra cruda offre però un punto di vista limitato. Per capire quanto il debito pubblico pesi su un Paese bisogna metterlo in rapporto al prodotto interno lordo. Alla fine del 2018, il debito pubblico italiano era pari al 134,8% del Pil, una delle percentuali più alte al mondo.

Malauguratamente,  la congiuntura che si è creata a fronte del Covid-19, ha portato a stime molto negative di questo indicatore, stime che si sono avverate: a fine 2020 si è raggiunto un valore superiore al 150% e questo a causa di una diminuzione del Pil (crollo delle attività economiche) e un aumento del debito a fronte di un aumento delle spese finanziate a debito.

dal sito della Banca d'Italia - Finanza pubblica: fabbisogno e debito (39 pagine)

sito Banca d'Italia

il Debito Pubblico italiano

Nel 2020 il debito pubblico italiano è cresciuto di 159,4 miliardi

L’anno nero della pandemia ha lasciato all'Italia l'eredità di un debito pubblico che a fine dicembre ha raggiunto la formidabile cifra di 2.569,3 miliardi, record cui si è giunti con un balzo di 159,4 miliardi (circa 13 miliardi al mese). In questo contesto, l'Eurogruppo ha annunciato ieri che i paesi della zona euro dovranno coordinarsi nell'adattare le finanze pubbliche all'uscita dalla crisi. Entro l'estate, i ministri delle Finanze vorranno raggiungere un compromesso sulla politica di bilancio da applicare l’anno prossimo.

«È importante che ci prepariamo a mettere a punto i prossimi bilanci nazionali in modo coordinato (…) in particolare mentre la campagna di vaccinazione prende piede e inizia la ripresa economica», ha detto ieri sera (20 febbraio 2021) in una conferenza stampa a Bruxelles il presidente dell'Eurogruppo Paschal Donohoe, alla fine della riunione mensile dei ministri delle Finanze della zona euro. «Il mio obiettivo è di giungere a un'intesa comune sull'appropriata posizione di bilancio entro l'estate».

Il debito pubblico italiano - chi lo detiene 

Si discute spesso sulla sostenibilità del debito pubblico italiano (cioè se lo Stato sia sempre in grado di pagare i propri creditori) e sui parametri da utilizzare per valutarlo. Tra questi si cita spesso la ricchezza privata (che in Italia è alta) e la distribuzione del debito. Tendenzialmente, infatti, il rischio è maggiore quanto maggiore è la quota del debito detenuta da soggetti esteri. Secondo le stime più recenti, è in mani estere circa un terzo del debito pubblico. La percentuale è minoritaria ma è enorme se si pensa che nel 1988 era del 4%.



L'andamento del debito pubblico italiano

Secondo i criteri di Maastricht, uno Stato dovrebbe avere un rapporto debito/Pil inferiore al 60% o (come nel caso dell'Italia) dare segnali di riduzione (sempre in rapporto al prodotto interno lordo). Un debito eccessivo potrebbe portare un Paese a non rispettare i propri impegni, e quindi al default. Il debito pubblico italiano è andato crescendo dalla metà degli anni '60, impennandosi negli anni '80. Dopo gli accordi di Maastricht e l'arrivo dell'euro (che ha ridotto i tassi sui titoli di Stato), c'è stato un calo. Il debito però, sia per una contrazione del Pil sia per l'esigenza di maggiore spesa pubblica, tende ad aumentare in fasi di stagnazione o recessione. Ecco perché ha avuto un nuovo sussulto dopo la crisi finanziaria del 2008, per poi appiattirsi negli ultimi anni.

 

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Aggiornamenti
a cura della redazione di Civitas

il debito pubblico sulla stampa on line.


Siamo primi in Ue per crescita acquisita del Pil. Il boom poggia su 4 pilastri

31 luglio - HuffPost - Marco Fortis Docente di Economia industriale e commercio estero all'Università Cattolica. Direttore della Fondazione Edison

I dati preliminari sulla dinamica del PIL italiano nel secondo trimestre 2021 appena diffusi dall’Istat hanno destato stupore e suscitato commenti unanimemente positivi, per l’entità sia della crescita congiunturale, pari a +2,7% (rispetto al primo trimestre di quest’anno), sia della crescita tendenziale, pari a +17,3% (rispetto al secondo trimestre dello scorso anno). Finiti i lockdown, liberate le briglie, l’economia italiana è partita al galoppo nel secondo trimestre 2021, facendo registrare una crescita congiunturale nettamente più forte di quella della Germania (+1,5%) e della Francia (+0,9%), nonché della media dell’Eurozona (+2%). Ma il dato più significativo, che è sfuggito all’attenzione degli analisti e dei commentatori, è quello della crescita acquisita del PIL, cioè la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno. In questo caso, l’Italia, in base ai dati preliminari Istat ed Eurostat attualmente disponibili, dopo il secondo trimestre registra per il 2021 una crescita già acquisita del proprio PIL del 4,8% che la vede in testa in Europa assieme alla Francia. Con un dato nettamente migliore di quello medio dell’Eurozona (3,5%), della Spagna (+4,4%) e della Germania (+1,2%). (continua a leggere)


Il debito italiano sale a 2.651 miliardi ma non preoccupa i mercati. Ecco perché

14 maggio 2021 - Il Sole 24Ore - Morya Longo

Le cifre sono gigantesche: secondo i dati della Banca d’Italia il debito pubblico italiano, nel mese di marzo, è lievitato a 2.651 miliardi di euro. Con un aumento di 6,9 miliardi rispetto al mese precedente. Di questa montagna, 2.284 miliardi è costituita da titoli di Stato: BoT, BTp, CcT e così via. Di fronte a questi numeri, che crescono di mese in mese, non ci si può non porre una domanda semplice semplice: come mai quando il nostro debito pubblico era molto più basso (sia in termini assoluti sia in percentuale sul Pil) il mercato era in fibrillazione, mentre oggi che è molto più elevato nessuno (almeno in maniera palese) si preoccupa? Perché negli anni passati lo spread tra BTp e Bund tedeschi stava abbondantemente sopra i 200-300 punti base, arrivando tra il 2011 e il 2012 anche sopra i 500, mentre ora si trova a 120 punti base? E fino a poco tempo fa stava addirittura sotto i 100? Più debito, meno preoccupazioni: come può reggere un’equazione del genere? Cosa ci sta dietro? (continua a leggere) 


"Illegale e inutile". Lagarde ribadisce, il debito non si cancella

18 marzo 2021 - HuffPost

 

il Debito Pubblico italiano"È un'illusione contabile, minerebbe la credibilità dell'Eurozona" dice la presidente della Bce. La cancellazione del debito accumulato dai Paesi della zona euro con la pandemia ”è illegale, è un’illusione contabile, non ha senso dal punto di vista economico e minaccia la credibilità della Ue”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde ribadendo davanti al Parlamento Ue la sua assoluta contrarietà rispetto alle proposte avanzate da più parti, fra cui il presidente dell’Europarlamento David Sassoli. Per Lagarde è “illegale, nemmeno contenuta nei trattati, è un’illusione contabile perché quello che aumenti con una mano lo diminuisci con l’altra, non ha senso economico in questo momento, perché le condizioni del credito sono favorevoli, e mina la credibilità e la fiducia nella Ue e quindi rischia di aumentare i costi di finanziamento”. Parlando dell’andamento dell’economia, Lagarde (continua a leggere)
 

La presidente della Bce (contraria) non risponde, Sassoli (favorevole) non presiede l'Aula. Il tema della cancellazione del debito accumulato dagli Stati per le spese legate alla pandemia approda all’Europarlamento. Sono tanti i parlamentari di diversi gruppi politici che approfittano della presenza di Christine Lagarde per porre il tema, esplorato a fondo da un appello di cento economisti tra cui il francese Thomas Piketty e proposto per primo dal presidente dell’Europarlamento David Sassoli lo scorso autunno. Ma la presidente della Bce, nella sua replica, lascia cadere l’argomento: non lo affronta, non risponde alle numerose sollecitazioni dei parlamentari. Prima di questa audizione, Lagarde ha sostenuto che non si può cancellare il debito, “è illegale” per i trattati. Sassoli non presiede la seduta di oggi. ... (continua a leggere)