il Debito Pubblico italiano

da | 14 Mag 2020 | debito pubblico, evasione fiscale, spesa pubblica | 0 commenti

debito pubblico - set 2020
2.582 mld

Cos'è il debito pubblico? Scopriamo quando si è formato quello italiano e perché pesa sullo sviluppo del Paese.

Non c'è giornata politica in cui non si citi il grande peso che l'Italia trascina con sé: il debito pubblico. Ma cos'è, quanto vale oggi e come funziona?

 

Che cos'è il debito pubblico

Per far sì che la macchina statale, fatta di servizi e investimenti, funzioni, non sono sufficienti le entrate che lo Stato realizza attraverso le imposte. Per questo motivo, lo Stato si indebita, assicurando a chi gli presta denaro (che sia un piccolo risparmiatore, una banca o una grande azienda, poco importa) di restituirgli il capitale versato con gli interessi. La differenza tra entrate e uscite di uno Stato è detta saldo primario. Nell'operazione di calcolo vanno però aggiunti gli interessi sul debito precedente che uno Stato paga ai suoi creditori. Si ha un deficit quando le entrate sono inferiori alla somma di uscite e spese per interessi. Il debito pubblico può essere definito anche come la stratificazione, anno dopo anno, dei deficit. (per approfondire il tema della Spesa Pubblica, leggi su Civitas l'articolo di  Massimo Baldini)



Il peso degli interessi

Un Paese ottiene credito tramite l'emissione di obbligazioni, che differiscono per caratteristiche e durata. Gli strumenti più utilizzati sono i Btp, Cct, Bot e Ctz. Minore è il loro valore, maggiore sarà il tasso di interesse che lo Stato dovrà rimborsare a scadenza. La differenza tra saldo primario e deficit racconta quanto pesi la spesa per interessi, in particolare sull'Italia. Il Paese produce da anni un avanzo primario (le entrate sono maggior delle uscite), ma resta in deficit e continua ad alimentare il debito pubblico perché continua a dover rimborsare i creditori. Se il saldo primario può essere controllato – tra le altre cose – contraendo la spesa pubblica, la spesa per interessi dipende anche da fattori esterni, che incidono sui tassi (quando sentiamo dire che “sale lo spread”, vuol dire che i tassi crescono e che lo stato deve pagare interessi più alti)

 

tratto da Pictet AM del Dicembre 2019


I dati sul prodotto interno lordo nominale precedenti al 1995 sono tratti dal sito della Commissione Europea AMECO sezione “Domestic product; Gross domestic product; At current price (UVGD)”. Dal 1995 in poi i dati nominali sono tratti dal sito Dati ISTAT sezione “Conti nazionali; Conti e aggregati economici nazionali annuali; Principali aggregati del Prodotto interno lordo” 

Il debito pubblico italiano oggi

A settembre 2019, il debito pubblico italiano è arrivato a 2.439 miliardi, ma ad agosto aveva toccato il record di 2.463 miliardi. La cifra cruda offre però un punto di vista limitato. Per capire quanto il debito pubblico pesi su un Paese bisogna metterlo in rapporto al prodotto interno lordo. Alla fine del 2018, il debito pubblico italiano era pari al 134,8% del Pil, una delle percentuali più alte al mondo.

Set 2020: Bankitalia, nuovo record del debito pubblico: sale a 2.582 miliardi (continua su il Sole 24Ore)

Malauguratamente,  l'attuale congiuntura che si è creata a fronte del Covid-19, porta a stime molto negative di questo indicatore, si prefigura infatti, a fine 2020, un valore superiore al 150% e questo a causa di una diminuzione del Pil (crollo delle attività economiche) e un aumento del debito a fronte di un aumento delle spese finanziate a debito.

Chi detiene il debito pubblico

Si discute spesso sulla sostenibilità del debito pubblico italiano (cioè se lo Stato sia sempre in grado di pagare i propri creditori) e sui parametri da utilizzare per valutarlo. Tra questi si cita spesso la ricchezza privata (che in Italia è alta) e la distribuzione del debito. Tendenzialmente, infatti, il rischio è maggiore quanto maggiore è la quota del debito detenuta da soggetti esteri. Secondo le stime più recenti, è in mani estere circa un terzo del debito pubblico. La percentuale è minoritaria ma è enorme se si pensa che nel 1988 era del 4%.



L'andamento del debito pubblico italiano

Secondo i criteri di Maastricht, uno Stato dovrebbe avere un rapporto debito/Pil inferiore al 60% o (come nel caso dell'Italia) dare segnali di riduzione (sempre in rapporto al prodotto interno lordo). Un debito eccessivo potrebbe portare un Paese a non rispettare i propri impegni, e quindi al default. Il debito pubblico italiano è andato crescendo dalla metà degli anni '60, impennandosi negli anni '80. Dopo gli accordi di Maastricht e l'arrivo dell'euro (che ha ridotto i tassi sui titoli di Stato), c'è stato un calo. Il debito però, sia per una contrazione del Pil sia per l'esigenza di maggiore spesa pubblica, tende ad aumentare in fasi di stagnazione o recessione. Ecco perché ha avuto un nuovo sussulto dopo la crisi finanziaria del 2008, per poi appiattirsi negli ultimi anni.