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Italia infrazioni UEItalia infrazioni UE

Italia infrazioni UE

da | 29 Mar 2021 | infrazioni, UE | 0 commenti

Italia infrazioni UE. L’Italia abita in tante case insieme ad altri Paesi; la più importante è certamente l’Unione Europea, ma anche l’ONU, il Consiglio d’Europa e la (sua) Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, e altre ancora; abitare in case comuni comporta prima di tutto il rispetto delle regole della casa.

L’Italia, in generale, è una nazione rispettosa delle regole imposte da organismi sovranazionali e, quindi, esterni? Ognuno di noi a questa domanda risponderebbe in modo diverso soprattutto se non informato, ma, di certo, nella classifica dei paesi meno rispettosi delle sentenze della CEDU, nessuno  si aspetterebbe di trovare l’Italia al primo posto (seguita da Russia e Turchia): più di 2200 su poco meno di 10.000 sono le sentenze CEDU non rispettate dall’Italia (si veda su Civitas Le sentenze CEDU non rispettate).

Ma concentriamoci sui rapporti tra Italia e l'Unione Europea: innanzitutto che cosa si intende per infrazione?

Cosa è una procedura d'infrazione

La procedura d'infrazione costituisce uno strumento indispensabile per garantire il rispetto e l'effettività del diritto dell'Unione. La decisione relativa al suo avvio è una competenza esclusiva della Commissione, la quale, esercitando un potere discrezionale, può agire su denuncia di privati, sulla base di un'interrogazione parlamentare o di propria iniziativa.

Pre-contenzioso (art. 258 del TFUE)

Quando la Commissione europea rileva la violazione di una norma UE, procede all'invio di una "lettera di messa in mora", concedendo allo Stato un termine di due mesi entro il quale presentare le proprie osservazioni. La violazione contestata può consistere nella mancata attuazione di una norma europea oppure in una disposizione o in una pratica amministrativa nazionali che risultano con essa incompatibili.

La procedura d'infrazione è avviata nei confronti di uno Stato membro in quanto tale, senza che rilevi se l'autore della violazione sia un organo costituzionale, una giurisdizione, un ente territoriale o un soggetto di diritto privato controllato dallo Stato. Qualora lo Stato membro non risponda alla lettera di messa in mora nel termine indicato oppure fornisca alla Commissione risposte non soddisfacenti, quest'ultima può emettere un parere motivato con il quale cristallizza in fatto e in diritto l'inadempimento contestato e diffida lo Stato a porvi fine entro un dato termine.

Nel caso in cui lo Stato membro non si adegui al parere motivato, la Commissione può presentare ricorso per inadempimento davanti alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee contro lo Stato in questione (art. 258 Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, par. 2).

Si conclude così la fase del cd. "precontenzioso" ed inizia il giudizio, il quale è diretto ad ottenere dalla Corte l'accertamento formale, mediante sentenza, dell'inosservanza da parte dello Stato di uno degli obblighi imposti dall'Unione.

Contenzioso (art. 260 del TFUE)

Se la Corte di Giustizia accerta che uno Stato membro ha mancato ad uno degli obblighi ad esso incombenti in virtù del Trattato, questo è tenuto a prendere i provvedimenti che l'esecuzione della sentenza comporta, ponendo fine all'infrazione. Se la Commissione ritiene che lo Stato non si sia conformato alla sentenza della Corte, essa avvia una procedura ex art. 260 del Trattato. In questa fase ciò che viene contestato allo Stato è un inadempimento ulteriore e autonomo, consistente nella mancata adozione dei provvedimenti necessari all'esecuzione della sentenza che ha accertato la violazione del diritto dell'Unione (es. modifica, abrogazione o introduzione di una disposizione normativa; recepimento di una direttiva; mutamento di una prassi amministrativa).

Come negli ordinari procedimenti per inadempimento, la procedura ex art. 260 si articola in una fase precontenziosa e in una fase contenziosa. Con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009, la disciplina delle procedure d'infrazione ha subìto importanti modifiche. Nei casi di cattiva applicazione del diritto dell'Unione, una delle novità introdotte è rappresentata dalla maggiore rapidità del procedimento d'infrazione ai sensi dell'art. 260, par. 2, TFUE rispetto a quanto disposto dal precedente art. 228, par. 2 e 3 del TCE. Infatti, se uno Stato membro non si conforma ad una sentenza d'inadempimento emessa ai sensi dell'art. 258 TFUE e non fornisce esaurienti giustificazioni in risposta alla "messa in mora", la Commissione può deferirlo al giudizio della Corte di Giustizia e chiedere il pagamento di una sanzione senza dover intraprendere una nuova fase "precontenziosa".

Sanzioni

Le sanzioni consistono in una somma forfetaria e in una penalità di mora, adeguate alla gravità e alla persistenza dell'inadempimento. Le cifre indicate dalla Commissione per l'Italia, fino alla recente modifica del metodo di calcolo (approfondimento Sanzioni pecuniarie), ammontavano a minimo 8.651.000 euro per la somma forfetaria e oscillavano da 10.753,5 a 645.210 euro al giorno per la penalità di mora.  La somma forfetaria minima per l'Italia passa da 8.651,00 euro a 7.524,00. La somma forfetaria massima passa da 66.704 euro al giorno a 60.651 euro al giorno.

per ulteriori dettegli si veda

Dipartimento per le Politiche Europee

Il Dipartimento è la struttura che, all’interno del Governo, supporta il Presidente del Consiglio dei ministri o l'Autorità politica delegata - nell'attuazione delle politiche generali e settoriali dell'Unione europea. 
Nell’attuale governo Draghi (marzo 2021) il dipartimento è retto dal sottosegretario Vincenzo Amendola.

 

Il Dipartimento per le Politiche Europee supporta il Presidente del Consiglio dei ministri o l'autorità politica da questo delegata nella gestione dei rapporti con le istituzioni europee. L'organizzazione del Dipartimento assicura, tra l’altro:

  • il coordinamento nelle fasi della formazione della normativa europea e del suo recepimento nell'ordinamento italiano (tavoli di lavoro, Legge europea, Legge di delegazione europea
  • il coordinamento sui temi del mercato interno, quali la libera circolazione delle persone, servizi e delle merci, la libertà di stabilimento, gli appalti pubblici, la proprietà intellettuale, gli aiuti di Stato;
  • il funzionamento del Comitato Interministeriale per gli Affari Europei (CIAE)
  • l'informazione al Parlamento, in particolare la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'UE
  • la prevenzione del contenzioso europeo;
  • la comunicazione e informazione sull'UE, in particolare sull'accesso alle politiche, ai programmi, alle opportunità, ai diritti.

Inoltre, con il Centro nazionale SOLVIT il Dipartimento assiste cittadini e imprese che segnalano casi di non corretta applicazione  del diritto europeo da parte delle Pubbliche Amministrazioni degli Stati membri; con il Centro di assistenza sulle qualifiche professionali il Dipartimento informa e assiste i cittadini per il riconoscimento delle qualifiche professionali o della libera prestazione di servizi nell'UE. Infine, come Coordinatore nazionale del Sistema IMI il Dipartimento coordina e facilita la cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca tra autorità competenti nelle questioni relative al mercato interno.

Italia infrazioni UE: quante sono?

A febbraio 2021, scendono a 81 le procedure di infrazione a carico dell'Italia dopo le decisioni adottate dalla Commissione europea lo scorso 18 febbraio.  Il Collegio dei Commissari ha deciso, in particolare, la chiusura di dieci procedure di infrazione e di un caso pre-infrazione.

I casi archiviati riguardano, tra gli altri, direttive sulla riduzione delle emissioni, l'efficienza energetica, la valutazione di impatto ambientale, i veicoli fuori uso, la prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, l'assistenza e protezione delle vittime di reato, le professioni.

Delle 81 infrazioni aperte, gran parte (63) riguardano casi di violazioni del diritto dell'Unione Europea e quasi la metà (37) si trovano al primo stadio (la cosiddetta "messa in mora"). I settori più interessati sono ambiente (16 casi), trasporti (11), fiscalità e dogane (9), le rimanenti 18 infrazioni (81-63) attengono a mancato recepimento di direttive.

per consultare l'elenco completo delle infrazioni in essere si veda

scarica un elenco completo

Italia infrazioni UE
oppure guarda l'elenco sintetico ...

Elenco sintetico delle infrazioni in essere dell'Italia

Affari economici e finanziari
Assorbimento perdite enti creditizi, Efficienza energetica, Ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, Società di partecipazione finanziaria

Affari esteri
Accordi bilaterali in materia di servizi aerei tra la Repubblica Italiana e la Federazione Russa, Accordo bilaterale con gli Stati Uniti in materia di servizi aerei Open Sky

Affari interni
Condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia, Controllo acquisizione e detenzione armi(2), Lotta al terrorismo ed alla criminalità transfrontaliera, Permesso unico

Agricoltura
Regime delle quote latte, Xylella fastidiosa in Italia

Ambiente
Aria valori limite PM2.5, Designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e misure di conservazione. Violazione Direttiva Habitat., Discariche di rifiuti in Italia, Emergenza rifiuti in Campania, Gestione del rumore ambientale, Livelli di biossido di azoto (NO2), Massimali nazionali di emissione NEC (National Emission Ceiling), Qualità delle acque, Responsabilità ambientale ELD, Rifiuti pericolosi e discariche, Stabilimento siderurgico ILVA di Taranto, Superamento dei valori limite di PM10 in Italia., Trattamento delle acque reflue urbane(4)

Appalti
Contratti pubblici, Gestione dellautostrada Civitavecchia - Livorno, Lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Comunicazioni
Codice europeo comunicazioni elettroniche, Servizi di media audiovisivi

Concorrenza e aiuti di Stato
Aiuti concessi a favore delle imprese nel territorio di Venezia e Chioggia, Aiuti concessi alle imprese che investono in municipalità colpite da disastri, Aiuti concessi per interventi a favore occupazione contratti formazione lavoro., Aiuti di stato concessi agli alberghi dalla Regione Sardegna, Esenzioni fiscali e prestiti agvolati concessi in favore di imprese e servizi pubblici a prevalente capitale pubblico, Funzionamento mercato interno

Energia
Combustibile esaurito e rifiuti radioattivi, Combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, Mercato interno del gas naturale, Mercato interno energia elettrica, Pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, Prestazione energetica dell'edilizia, Sicurezza approvvigionamento gas

Fiscalità e Dogane
Aliquota ridotta dell'imposta di registro per l'acquisto della prima casa non di lusso, Aliquota ridotta di IVA sul carburante in Lombardia, Direttiva IVA, Esenzione dei prodotti energetici accise utilizzati da imbarcazioni da diporto, Imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA), Mancato recupero da parte del fisco su un caso legato ad una questione di contrabbando, Scambi tra Stati membri, Settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri, Tassazione dei prodotti energetici: aliquota ridotta Friuli Vemnezia Giulia

Giustizia
Abuso di mercato, Attacchi contro i sistemi di informazione, Lotta al riciclaggio, Mandato di arresto europeo, Sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile

Lavoro e affari sociali
Contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico, Organizzazioni nazionali delle imprese di pesca della UE, Parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale

Libera prestazione dei servizi e stabilimento
Concessioni balneari, Concessioni idroelettriche, Riconoscimento delle qualifiche professionali(2), Sportello unico nazionale

Salute
Acqua per consumo umano: valori di arsenico., Protezione degli animali utilizzati a fini scientifici

Trasporti
Accordo tra Stati relativo al blocco funzionale di spazio aereo BLUE MED (Cipro, Grecia, Italia e Malta), Diritti aeroportuali, Ferrovie comunitarie (separazione contabile), Interoperabilità pedaggi autostradali, Misure adottate con riguardo alla FIAT 500X – euro 6 diesel, Monitoraggio di eventi settore aviazione civile, Navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri, Requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea, Sicurezza di navi ro-ro da passeggeri, Sicurezza per le navi da passeggeri, Tachigrafi trasporti su strada

l'intento dell'articolo è quello di trasmettere al lettore la sensazione di quanto il nostro paese non sia uno dei paesi più virtuosi, almeno per quanto attiene le infrazioni che ci vengono addebitate dalla Commissione; tuttavia, con il passare del tempo, gli esempi e gli elenchi riportati in questo articolo tendono a diventare un po' obsoleti; per rimanere un po' più aggiornati potete consultare siti maggiormente specializzati sul tema, come, ad esempio, il sito del Dipartimento per le Politiche Europee, in particolare nelle pagine in cui si parla delle  procedure di infrazioni e del loro stato di avanzamento (vedi)

Italia infrazioni UE: siamo spesso “fuorilegge”

ecco che cosa scrivevano i media on line nel mese di ottobre del 2020

Il Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri guidato, da Diana Agosti, ha aggiornato le procedure d’infrazione aperte da Bruxelles: sono 91, di cui 69 per violazione del diritto dell'Unione Europea e 22 per mancato recepimento delle direttive. A fine luglio la Commissione Europea aveva provveduto anche ad archiviare cinque procedure di infrazione, un caso di pre-infrazione, l’adozione di tre pareri motivati e l’apertura di quattro nuove procedure di infrazione.

Resta il fatto che l’Italia occupa il secondo posto (dietro la Spagna, davanti a Grecia, Portogallo, Belgio e Polonia) nella graduatoria delle infrazioni. Di più: ben 24 procedimenti riguardano l’ambiente, più 12 a testa il settore trasporti e quello della fiscalità e delle dogane. Un dossier all’attenzione del ministro Vincenzo Amendola (Pd) e della sottosegretaria Laura Agea (M5S) che possono contare “tecnicamente” sulla Struttura di missione per le procedure di infrazione affidata a Massimo Condinanzi.

Come Paese fondatore dell’Europa, non brilliamo. Anzi, l’Italia ha spesso mantenuto comportamenti tutt’altro che specchiati.

Italia infrazioni UEEmblematico il caso delle “quote latte” con tanto di condanna della Corte di giustizia europea per il mancato recupero di oltre un miliardo di euro di multe datate 1995-2009. Ogni anno l’Italia sfondava il tetto della produzione di latte e lo Stato pagava (oltre 2 miliardi) per conto degli allevatori, ma avrebbe dovuto recuperare le somme. Nel 2013, l’Unione apre la procedura di infrazione e si rivolge alla Corte che emana la condanna. E i conti erano spietati: l’Italia aveva versato 2,3 miliardi all’Unione, incassando appena 356 milioni dai produttori di latte con altri 414 rateizzati. Ma all’epoca già 279 milioni erano considerati irrecuperabili.

Oggi, le procedure d’infrazione sono per metà al primo stadio: la Commissione Europea mette in mora l’Italia. Il secondo passo è il parere motivato, cioè siamo inadempienti e in due mesi occorre rimediare. Infine, sono 11 su 91 le sentenze della Corte. A quel punto, l’Italia deve pagare. Come per le 200 discariche abusive: infrazione aperta il 9 luglio 2003 (governo Berlusconi), mentre dal 2015 (governo Renzi) costano in media 50 milioni all’anno. L’Italia negli ultimi 18 anni ha collezionato sei infrazioni al mese, mentre nel 2019 Bruxelles ha incassato 107 milioni di multe, di cui la metà per il mancato trattamento delle acque reflue urbane.

E meritano attenzione almeno due casi di contenzioso aperto. Una recente infrazione riguarda letteralmente l’aria che respiriamo. Il 1° aprile 2019 scadeva il termine di presentazione all’Unione del cronoprogramma con obiettivi per la riduzione delle emissioni inquinanti... L’altra riguarda la direttiva 2015/849. L’Europa punta al controllo della finanza tesa al riciclaggio di denaro criminale o al sostegno economico del terrorismo. Dal 20 maggio 2015 l’Italia non si è ancora adeguata fino in fondo.

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La Commissione richiama l'Italia: "Violate le norme sulle concessioni autostradali"

23 settembre 2021 - HuffPost

Lettera di messa in mora per Roma: "Proroghe dei contratti senza gara". La Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia e alla Spagna per garantire la corretta attuazione delle norme dell’Ue in materia di appalti pubblici e contratti di concessione. “L’Italia e la Spagna hanno prorogato la durata delle concessioni autostradali senza l’avvio di procedure di gara. Secondo il diritto comunitario, la proroga di un contratto di concessione equivale a una nuova concessione, che può essere aggiudicata solo mediante l’indizione di una procedura di gara competitiva”, spiega la Commissione. La causa italiana era già stata oggetto di una sentenza emessa nel settembre 2019 (causa C526/17), con la quale la Corte di giustizia dell’Unione europea ha ritenuto che, prorogando la durata della concessione autostradale alla “Società Autostrada Tirrenica p.A.” senza aver prima avviato una procedura di gara, l’Italia ha violato la direttiva 2004/18/CE sugli appalti pubblici. (continua a leggere)

e negli altri paesi della UE?

L’Italia, dunque, al penultimo posto dei paesi virtuosi; ma qualche volte succede anche ai “più virtuosi”


L’UE ha aperto le porte a una possibile procedura d’infrazione contro la Germania. Il tutto a causa della sentenza tedesca con cui i giudici costituzionali hanno messo in discussione la legalità del Quantitative Easing dando un vero e proprio ultimatum di 3 mesi alla BCE. Dopo qualche giorno, e dopo le innumerevoli discussioni sul possibile disgregamento del blocco e della moneta unica, l’UE ha minacciato la citata procedura d’infrazione contro la Germania.


La Commissione chiede sanzioni per Austria, Olanda e Belgio per aver fatto poco contro il riciclaggio


Libera circolazione delle merci: la Commissione chiede alla Francia di rimuovere gli ostacoli alle importazioni parallele di medicinali veterinari


la Commissione invita la Bulgaria e l’Ungheria a recepire pienamente le nuove norme sulla fatturazione elettronica


Libera circolazione delle merci e libertà di stabilimento: la Commissione invita la Bulgaria a eliminare le misure discriminatorie che impongono ai dettaglianti di privilegiare prodotti alimentari nazionali

se vuoi puoi continuare a leggere sul sito della Commissione

oppure scarica il pdf sulle principali infrazioni di ottobre